Perché interessi particolari sacrificano il futuro in cambio di un vantaggio di breve periodo

Gli interessi particolari che dominano la politica sono causa di una sorta di guerra economica. Quanto più qualcuno è in grado di manipolare la macchina politica, tanto più può portare acqua al suo mulino. Costoro si avvalgono di tecniche di propaganda simili a quelle usate in periodi bellici.
In tempo di guerra noi siamo i “buoni” in quanto nobilitati dalla nostra causa morale. I “cattivi” vengono invece umiliati e disumanizzati in modo che ben pochi saranno disturbati da ciò che verrà loro inflitto.

Allo stesso modo, in politica interna, i rappresentanti di ciascun gruppo si dipingono come particolarmente degni o bisognosi, dipingendo la loro causa come moralmente superiore rispetto a quella degli avversari dipinti come egoisti privi di valori.

Tuttavia, i sostenitori di tali cause non sempre hanno davvero l’alto livello morale che si sforzano con difficoltà di attribuirsi. Essi sostengono queste cause e per giustificarle le impongono anche a coloro che non hanno procurato alcun danno agli altri.

Infatti le politiche proposte spesso beneficiano i membri esistenti di un gruppo, ma danneggiano coloro che di questo stesso gruppo umano faranno parte in futuro.

In questi casi, giustificare il saccheggio politico per far fronte alle richieste di un gruppo in quanto particolarmente meritevole, è autodistruttivo. Se l’appartenenza ad un gruppo giustifica un trattamento speciale, lo stesso dovrebbe applicarsi anche ai futuri membri. Pertanto, le politiche che beneficiano i membri attuali, danneggiandone nel contempo i futuri, necessariamente violano la loro stessa ragion d’essere.

Le leggi sui salari minimi costituiscono un primo esempio di quanto sopra.

Nelle notizie queste leggi vengono pubblicizzate come necessarie per aiutare i lavoratori che hanno una scarsa professionalità. È certamente vero che i fortunati che manterranno il proprio posto di lavoro esistente, l’orario, le condizioni di lavoro, la formazione professionale, le opportunità di promozione, ecc., ne trarranno beneficio. Ma altri lavoratori non qualificati, che perderanno il proprio posto di lavoro, orario o addestramento, ne saranno danneggiati. Oltre a ciò, essendo cresciuto il costo del lavoro, i datori di lavoro saranno spinti a ridurre il numero di posti di lavoro e le opportunità di formazione disponibili per i futuri lavoratori a bassa competenza, con conseguenze negative per i meno esperti.

Allo stesso modo, le motivazioni alla base delle leggi salariali finalizzate ad offrire “buoni” posti di lavoro, aumentano i costi per l’assunzione dei lavoratori rispetto ad alternative come l’automazione, ridurranno il numero di posti di lavoro “buoni” disponibili in futuro.

Un altro buon esempio è costituito dal leggi sul controllo degli affitti.
Un disegno di legge recentemente introdotto nella legislatura della California (AB 1506), permetterebbe ai governi locali di espandere drammaticamente il controllo delle affitti nello Stato in cui vivo.

È vero che del controllo degli affitti beneficerebbero molti degli attuali affittuari, costoro vedrebbero ridotti i canoni di affitto e, per anni, otterrebbero un risparmio. Ma ciò a scapito dei proprietari immobiliari, si ridurrebbe così progressivamente la disponibilità di alloggi da affittare. Le possibili conseguenze di ciò sono molto rilevanti.

A tal proposito l’economista svedese Assar Lindbeck (1930-vivente, esponente della nuova macro economia keynesiana) ha commentato, “insieme ai bombardamenti, il controllo degli affitti sembra in molti casi essere la tecnica più efficiente finora conosciuta per distruggere le città”.

La ridotta disponibilità di abitazioni da affittare, in particolare di unità immobiliari non occupate, danneggia tutti i futuri affittuari.

Un terzo esempio è costituito dalla tassazione del capitale.

Alcuni sostengono che maggiori tassazioni o le regolamentazioni dei capitali beneficeranno i lavoratori. Ma riducendo la remunerazione del risparmio e degli investimenti gravandoli di maggiori oneri riduce il tasso di crescita del capitale disponibile. Di conseguenza i lavoratori futuri saranno meno produttivi ed i loro guadagni e benessere si ridurranno.

Altri gruppi di interesse speciale seguono lo stesso schema.

Quelli ora anziani vogliono che altri paghino di più per pensioni, sanità, ecc., perché essi sostengono di essere particolarmente bisognosi o meritevoli. Ma costi graveranno su altri che non sono ancora anziani. Questo farà sì che le future generazioni avranno una vecchiaia peggiore. Allo stesso modo, le licenze ed altre restrizioni sono proposte per beneficiare i fornitori attuali a scapito dei potenziali fornitori futuri che non potranno entrare nel mercato.
Coloro che vogliono che il governo derubi altri a loro vantaggio rivendicano speciali meriti. Tuttavia, non solo verranno danneggiati altri soggetti senza colpa, ma molti di quelli ad essere danneggiati saranno i futuri membri del loro stesso gruppo di pressione. Questi saranno spesso un numero molto maggiore di coloro che ne hanno tratto beneficio

I danni immotivati e la sconvolgente distanza tra la retorica e la realtà futura richiedono che si pensi molto più attentamente a tali politiche prima di utilizzarle nella propaganda politica.

L'articolo originale: https://mises.org/blog/why-special-interests-sacrifice-future-short-term-gain