I superpoteri dell’economista

Gli economisti, solitamente, non pensano di possedere dei superpoteri, ma se lo facessimo, di certo, penseremmo di avere il potere di “vedere ciò che è nascosto” così come Bastiat fece notare più di 150 anni fa. Ciò che è grandioso di questo superpotere è che ci permette di rompere le maniere convenzionali del pensare per permettere di accedere a nuovi punti di vista. Certe volte, addirittura permette di vedere cose che i supereroi presenti nei fumetti non possono.

Come molti altri, recentemente ho guardato il nuovo film di Wonder Woman. Non sono un critico cinematografico, ne tantomeno, un fanatico dei fumetti, e per questo mi astengo dal fare qualsiasi commento riguardo la qualità del film o la sua autenticità nel trasporre la storia dell’eroina. Quello che voglio commentare è uno degli aspetti chiave della trama, e ciò che significa per come noi comprendiamo il mondo, e come il super potere degli economisti di osservare l’imperscrutabile ci possa insegnare una lezione al riguardo.

Non penso che ciò che dirò dopo potrà essere definito uno spoiler, ma nel caso non abbiate visto il film, e non volete avere spiacevoli sorprese, sarebbe meglio per voi di tornare a leggere ciò dopo che abbiate visto il film.

 

Intenzioni vs Realtà

La parte centrare della trama è che Wonder Woman decide che deve porre fine alla Prima Guerra Mondiale prima che i tedeschi possano usare un gas velenoso particolarmente pericoloso per uccidere milioni di individui. Wonder Woman, che è una discendente degli dei, è convinta che la guerra stia avvenendo perché gli umani siano caduti sotto il controllo del cattivo Ares, il dio della guerra. Lei crede che lei può porre fine alla guerra uccidendo Ares. Questa sua convinzione fa si che lei creda che gli essere umani siano buoni nel profondo, ma corrotti da un dio cattivo.

Senza entrare nel dettaglio (per evitare di rovinarvi la visione, nel caso abbiate continuato a leggere senza aver prima visto il film in questione), Wonder Woman scopre che le sue convinzioni erano sbagliate. Quando si rende conto di ciò, lei diventa convinta che la ragione per la guerra è che gli essere umani stessi siano cattivi, al di là di qualsivoglia intervento divino. Siamo stati creati con abbastanza cattiveria in noi, da far si che di essere capaci di ucciderci nei modi visti durante la guerra.

Il cambio di teoria di Wonder Woman da quella che possiamo chiamare del “Potente Uomo Cattivo” alla teoria del “Gli uomini sono intrinsecamente cattivi” è una versione cinematografica di una dicotomia che appare spesso nel cronaca sociale. I risultati sociali sono attribuiti o alle azioni di un individuo o di un piccolo gruppo che si trova in una posizione di controllo, o alla volontà generale dell’umanità nel suo complesso.

Spiegazioni del genere necessitano di non essere applicate solo a risultati sociali indesiderabili come la guerra o la carestia o la povertà. Certe volte ci capita di vedere l’una o l’altra opzione tirate in ballo per provare a spiegare i risultati sociali positivi. Pensate al modo in cui parliamo del presidente Roosevelt e del suo agire per tirarci fuori dalla Grande Depressione, o il modo in cui la religione ed i miti sono pieni di storie di grandi legislatori che ci hanno fornito le regole secondo cui la società è stata costruita ed ha prosperato.

 

Il Ruolo delle Istituzioni

Il problema è che queste due tipologie di spiegazioni non attraversano tutte le possibili modalità in cui si può condurre un’analisi sociale. I risultati non necessitano di essere direttamente connessi alle azioni di grandi uomini o di grandi donne, ne tanto meno agli stati psicologici o alle intenzioni delle persone nel loro insieme. Le guerre possono accadere per ragioni diverse che dal desiderio di individui di potere o dalla presenza del malvagio all’interno dei cuori degli esseri umani. Dopo tutto, se noi fossimo intrinsecamente cattivi e quindi costantemente inclini a far la guerra, come si possono spiegare periodi di (relativa) pace?

Così come coloro che provano a spiegare la salita e la caduta dei prezzi della benzina partendo dall’avidità delle compagnie petrolifere incontrano difficoltà nello spiegare come mai i prezzi crollino (le compagnie improvvisamente diventano immensamente altruiste?), anche coloro che provano a spiegare i disordini sociali basandosi sulla cattiveria dell’essere umano hanno difficoltà a trovare le cause che portano a far si che siano possibili prolungati periodi di pace e prosperità. Lo stesso è vero per la teoria del “Potente Uomo Cattivo”: perché periodi di grandi calamità e di grande prosperità sembrano che accadano senza che vi siano persone di grande malvagia alla guida?

E allora quale è l’alternativa? La risposta è “l’istituzione”. Quel che più è importante al di la di ciò che c’è nei nostri cuori, o di quali grandi e potenti persone sono in carica, è la struttura delle istituzioni economiche, politiche e sociali e le informazioni e gli incentivi che le stesse forniscono al popolo.

Istituzioni come la proprietà privata, la legge di diritto, la libertà del commercio e la moneta forniscono informazioni ed incentivi necessari per generare risultati a somma positiva, come la cooperazione sociale, la pace e la prosperità. Quando queste istituzioni sono deboli o assenti, la cooperazione sociali è più difficile che avvenga, e la possibilità che, una guerra, o altre forme di eventi a somma negativa accadano sarà maggiore.

Il mercato dimostra questa argomentazione in maniera chiara. Cosa provoca la prosperità? È l’altruistico desiderio degli individui di creare prodotti e servizi per altri? È forse la menta geniale di qualche brillante studioso che può pianificare un’intera economia o inventare grandi tecnologie? Niente di tutto ciò.

La prosperità emerge come il risultato delle istituzioni che assicurano la protezione della proprietà privata ed il diritto a scambiare e contrattare, assieme ad un ambiente etico che considera la ricerca del profitto almeno tollerabile, se non moralmente desiderabile. La prosperità non dipende dai “grandi uomini”, sia pianificatori socialisti sia imprenditori capitalisti. Gli imprenditori possono essere trovati in tutto il mondo ed in tutta la storia. Quello che produce prosperità dipende dal contesto etico ed istituzionale nel quale si agisce. Noi necessitiamo solo di supporre che gli esseri umani abbiano generalmente intenzione di migliorare le loro vite e di coloro a cui tengono.

 

Osservare l’invisibile

Considerate la guerra. Gli umani vanno in guerra non perché potenti persone hanno una specie di controllo su di loro, tanto meno perché si è malvagi al punto da desiderare di combattere. Noi andiamo in guerra perché le istituzioni ed i comportamenti che promuovono una pacifica cooperazione sociale sono andate distrutte, portando all’utilizzo della violenza e della forza per estrarre ricchezza dagli altri e migliorare le loro vite, piuttosto che instaurare rapporti mutualmente benefici. Nonostante i suoi poteri da dea, entrambi i luoghi esplorati da Wonder Woman per trovare una spiegazione alla guerra, non riusciranno a darle delle buone risposte. Questo è perché la manca il superpotere degli economisti di guardare ciò che è invisibile.

Se la causa reale dei risultati sociali può eludere perfino la figlia degli dei, questo dovrebbe farci riflettere. Stavo pensando alla falsa dicotomia di Wonder Woman questo fine settimana, mentre ascoltavo un ottimo talk tenuto da Kevin Williamson di “National Review”. Uno dei punti che ha trattato, è che, come i pesci che non sanno cosa sia l’acqua perché ci sono sempre stati dentro, così le persone occidentali del primo 21esimo secolo non apprezzano come la nostra società sia prospera, e quanto si ha più benessere rispetto anche soltanto ad una generazione fa, siccome non abbiamo conosciuto niente che non sia questo.

 

Cosa non possiamo vedere

Forse non è solo la prosperità stessa che è invisibile così come l’acqua per i pesci che ci nuotano dentro, ma anche le cause istituzionali della prosperità. Anche noi, nel prosperoso occidente, nuotiamo in un oceano di istituzioni che lavorano ragionevolmente bene nel promuovere il benessere e la cooperazione sociale. Noi non apprezziamo il ruolo svolto dalla proprietà privata, dalla legge di diritto, dalla libertà del commercio, perché sono parte della nostra dotazione sociale in maniera tale da nemmeno rendercene conto finché non ci verranno tolte.

I poteri di Wonder Woman non le hanno permesso di comprendere le cause della guerra, e pensando che grandi persone o cambiamenti nell’animo umano avrebbero potuto porre fine alla guerra o creare prosperità è un errore che non possiamo permetterci di compiere in un mondo dove le istituzioni che creano la pace e la coesione sociale sono minacciate sotto diversi aspetti.

Se dobbiamo mantenere la prosperità e la cooperazione sociale che ha caratterizzato gli ultimi 200 anni e più, non dovremmo accendere il Bat-segnale o chiedere l’intervento di Super Man o altri supereroi per salvarci con i loro superpoteri. Noi dovremmo, piuttosto, cercare di coltivare in noi stessi il potere degli economisti di osservare l’invisibile, che ci permetterebbe non solo di apprezzare la condizione di pace, stabilità e prosperità che caratterizza la vita moderna, ma anche di comprenderne le, allo stesso modo, invisibili cause.

L'articolo originale: https://fee.org/articles/the-economist-s-superpower/