Cina: l’anno zero

Il 14 giugno del 2014, il Consiglio di Stato cinese pubblicava un documento intitolato: “Planning Outline for the Construction of a Social Credit System”.

Il progetto contenuto all’interno di questo documento è il seguente:

monitorare le attività che ogni singolo cittadino cinese ha in famiglia, con gli amici, nella società in generale, confrontare queste attività con quello che viene ritenuto desiderabile da parte del governo della repubblica popolare cinese e in base a ciò attribuire un “punteggio di fiducia” a ogni singolo cittadino, dando così attuazione a un sistema di rating sociale pianificato centralmente.

Questo sistema di rating sociale pianificato centralmente dovrebbe entrare in funzione entro il 2020, sarà accessibile al pubblico, riguarderà sia le persone fisiche che quelle giuridiche e, in base al punteggio di volta in volta acquisito, definirà per ciascun soggetto maggiori o minori facilità sociali.

Il governo cinese (in Cina governo e Stato sono praticamente sinonimi dato che vige il partito unico) ha dato mandato ad alcune imprese (formalmente) private di costruire questo sistema di rating.

Tutta l’operazione si basa su un algoritmo segreto di cui però si conoscono le cinque componenti principali che verranno sottoposte a monitoraggio e valutazione.

Le cinque componenti principali sono:

i propri dati personali, la propria storia di credito, la propria capacità di adempimento delle obbligazioni assunte, il proprio comportamento e le proprie preferenze, e infine le proprie relazioni interpersonali.

Sottoporre a monitoraggio e valutazione le ultime due componenti da parte del governo è senz’altro il punto decisamente più controverso della questione, se pensiamo poi che ottenere un rating più o meno alto comporterà una maggiore o minore facilità con cui accedere a un mutuo, a un’occupazione, alle prestazioni del welfare, ma comporterà anche avere connessioni internet più o meno veloci, la possibilità di recarsi ai ristoranti, la possibilità di prendere casa in determinati luoghi, l’avere o il non avere il diritto di viaggiare.

Di conseguenza, se lo scopo ufficiale di questo progetto è quello di costruire una cultura della sincerità e della trasparenza sociale, lo scopo  occulto è invece quello di fabbricare cittadini asserviti al potere politico, dato che non conformarsi alle aspettative del governo di Pechino sancirà come effetto un certo livello di esclusione sociale.

Sosteneva Joseph Goebbels che il segreto della propaganda è intridere delle idee della propaganda colui del quale la propaganda vuole impadronirsi senza che lo stesso si accorga minimamente d’esserne imbevuto.

Lo sforzo politico di identificare la moralità con lo Stato, cioè di creare e consolidare uno Stato etico, che in quanto tale mal sopporta gli spiriti liberi e l’anticonformismo, non rappresenta certamente una novità storica.

In tal senso, allora in questo progetto non c’è niente di veramente originale e a maggior ragione poi non ci può essere niente di veramente originale se inseriamo questo progetto all’interno del corrente contesto cinese dove, nonostante le fondamentali aperture economiche degli ultimi trentacinque anni, ancora oggi e dal 1949 i principi del socialismo vengono portati avanti con la forza del partito unico – fondamentali per permettere al socialismo cinese di non collassare su sé stesso e indirettamente di prosperare.

Tuttavia, è indubitabile che stiamo assistendo a un salto di qualità nel tentativo troppo spesso alla moda di controllo politico delle masse.

Ciò che spaventa, o che dovrebbe spaventare, è infatti la scarsa difficoltà con cui questo progetto potrà essere reso operativo, considerato che, attraverso internet e le transazioni monetarie elettroniche, reperire dati su comportamenti, preferenze e relazioni interpersonali di ciascuno è un’opera non molto complicata per uno Stato – i Big Data al servizio del Big Brother.

Di conseguenza, questo progetto si presenta non solo come portatore di una notevole pressione a conformarsi, ma allo stesso tempo anche altamente strisciante, capillare e invasivo.

Detto quanto, questo sistema di rating sociale pianificato centralmente ha anche un altro obiettivo, forse ancora più ambizioso rispetto al controllo politico delle masse, e cioè:

assicurarsi flussi informativi in tempo reale sulle attività degli agenti economici per imitare i meccanismi di (libero) mercato con il fine ultimo di produrre prezzi di (libero) mercato in assenza però di (libero) mercato.

Lo scorso mese di ottobre infatti si è concluso il diciannovesimo congresso del partito comunista cinese, in cui è stata rinnovata la guida dell’attuale presidente della repubblica Xi Jinping per il periodo 2018-2023 e una condotta economica nazionale caratterizzata da una più che abbondante presenza della pianificazione centralizzata.

In breve, in Cina si continuerà a permettere l’esistenza nominale di un regime di diritti di proprietà privata, ma l’esistenza sostanziale degli stessi sarà negata o marginalizzata e pertanto le imprese private cinesi potranno muoversi soltanto in stretta conformità con la volontà del governo di Pechino.

Tuttavia, possiamo affermare con certezza che l’obiettivo di produrre prezzi di (libero) mercato in assenza però di (libero) mercato, passando per un’imitazione dei suoi meccanismi, sarà mancato, in quanto il nodo della materia non è sicuramente tecnologico.

Prezzi di (libero) mercato possono infatti emergere soltanto in presenza di (libero) mercato, perché l’informazione necessaria per far emergere questi prezzi non solo non si può considerare data a livello centrale per il suo carattere soggettivo, pratico e disperso, ma nemmeno si genera a livello degli agenti economici individuali se a questi non è permesso di esercitare liberamente la loro attività imprenditoriale.

E per fare in modo che ciascuno possa esercitare liberamente questa attività occorre riconoscere come presupposto il diritto alla proprietà privata sui propri mezzi di produzione, non solo nominalmente ma anche sostanzialmente e non in modo marginale.

In altre parole, non si possono replicare i meccanismi di un sistema decentralizzato con l’aiuto di un algoritmo centralizzato e per questo motivo è anche irrealizzabile l’ambizione di poter produrre prezzi di (libero) mercato in assenza però di (libero) mercato.

Il potere politico può realizzare in terra anche un molto rispettabile inferno, ma rimane comunque impotente davanti alla legge economica.