Emergenza abitativa in Italia

Il titolo di questo articolo ci fa capire quanto grande sia il problema in Italia in relazione alla disponibilità di alloggi e che siano accessibili con un canone in rapporto alla effettiva possibilità dei richiedenti. Oltre a ciò, vi è il problema delle “emergenze” dettate generalmente da persone che si trovano in difficoltà e non hanno “momentaneamente” la possibilità di trovare un riparo dignitoso. Non voglio fare esempi perché, oltre ad essere sensibile, non desidero essere interpretato come un politico, ma vorrei semplicemente dare almeno una soluzione al problema e prego chi è preposto almeno ci pensi.

Sapendo che le persone, in particolar modo le più deboli, non possono attendere per le seguenti ragioni:

  • sappiamo benissimo che lo Stato non ha soldi e non potrebbe/dovrebbe indebitarsi troppo

  • occorrerebbero molti anni per iniziare a costruire nuove unità abitative (per le localizzazione dei terreni, le progettazioni, gli eventuali espropri, le infrastrutture, ecc.)

  • credo di non fare peccato se penso alla corruzione e/o alla concussione

il tutto dovrebbe essere fatto realisticamente in base alle necessità del numero degli alloggi richiesti nel territorio ed anche delle dimensioni abitative.

Ora un modo ci sarebbe:

ACQUISTARE GLI ALLOGGI SFITTI O I VENDITA!

Darebbe modo e subito di venire in possesso di quelle unità abitative rispondenti alle necessità del territorio, le persone che usufruiranno degli alloggi sarebbero integrate con i vari altri nuclei abitativi.

A chi demandare le responsabilità?

  1. Agli Enti locali preposti (Comuni o alle Aziende per l’Edilizia residenziale …)

  2. La perizia per il valore degli immobili all’Agenzia delle Entrate, al Catasto o se necessario al Demanio

Come? CON IL LEASING IMMOBILIARE

temporalità, rate ecc. a scelta. Proposta troppo semplice? Può essere, ma è veloce, poco onerosa e soprattutto risolve immediatamente un problema sociale.

Sono necessari un po’ di fantasia ed il buon senso, che non bastano mai.

Quod differtur non aufertur (Ciò che si dilaziona non si perde)