L’isteria sul tetto del debito e la dissolutezza dello stato

Ancora una volta, i timori finanziari sono aumentati a causa dei due recenti annunci del Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin (classe 1962 banchiere, produttore cinematografio e politico), e del Congressional Budget Office (CBO) (Agenzia Federale che fornisce informazioni economiche e previsionali al Congresso) entro la metà di marzo del 2018 il governo federale avrà esaurito lo spazio per continuare a richiedere prestiti a causa del tetto del debito pubblico. Ora, alcuni chiedono di abolire del tutto il tetto del debito e consentendo allo Zio Sam di avere una linea di credito illimitata. Questa è una cattiva idea.

Nel settembre 2017, il Congresso ed il Presidente hanno concordato di sospendere temporaneamente il massimale del debito federale fino all’8 dicembre 2017. Qualunque fosse il debito accumulato in quel momento diventerebbe il nuovo massimale legale, a meno che il Congresso non abbia votato contro, cosa che non è avvenuta. Quindi, quando l’8 dicembre si è verificato che il debito federale complessivo, a causa del continuo indebitamento pubblico negli ultimi mesi del 2017, sia di circa $ 20,5 trilioni.

Il dramma del debito in default e l’abolizione del tetto

Da allora il Dipartimento del Tesoro ha applicato una serie di dispositivi precedentemente utilizzati al di fuori della sua “valigia dei trucchi di prestigio” per spostarli con i girofondi e ritardare il pagamento di un certo numero di conti federali, per mantenere e spendere più soldi di quello che è stato riscosso in tasse. Di conseguenza, il debito federale eccezionale, de facto ora si attesta oltre $ 20,63 mila miliardi ed è in aumento.

Ancora una volta il “lupo mannaro” (bugaboo) del “default” è stato sentito (ululare) nei vari trimestri, a meno che il limite del debito non sia aumentato a metà marzo, quando le manipolazioni contabili del Tesoro avranno raggiunto il loro fine; a meno che, naturalmente, il Congresso e il Presidente non accettino di alzare il limite del debito o semplicemente di disfarsi completamente della regola legislativa esistente di un massimale del debito Federale.

James Capretta, un ricercatore senior presso l’American Enterprise Institute, ha recentemente proposto l’abrogazione della legge sul tetto del debito in un articolo d’opinione apparso sul sito web di Real Clear Policy il 2 febbraio 2018. Il Sig. Capretta ha sostenuto che avere il tetto del debito favorisce la preoccupazione per un default sui pagamenti degli interessi dovuti sul debito passato e che potrebbe seriamente e pericolosamente scuotere il merito di credito del governo degli Stati Uniti nei mercati finanziari di tutto il mondo. Le preoccupazioni circa la volontà e la capacità dello zio Sam di pagare i suoi creditori globali in modo tempestivo, a causa del limite del debito, indebolendo gli Stati Uniti come destinazione attraente per gli investitori stranieri a mettere i loro soldi, così ha ragionato il signor Capretta.

Poiché il governo federale non ha operato entro un budget approvato dal Congresso per l’attuale anno fiscale 2018, iniziato il 1° ottobre 2017 e che va fino al 30 settembre 2018, è possibile solo stimare le spese governative, le entrate fiscali e il probabile deficit per dodici mesi di budget dello zio Sam. Ma come base per l’analisi, nel 2017 il Congressional Budget Office ha proiettato la spesa pubblica totale per l’anno fiscale 2018 di quasi $ 4,1 trilioni, le entrate fiscali da tutte le fonti di circa $ 3,5 trilioni, con un conseguente deficit di bilancio di circa $ 600 miliardi.

L’interesse del debito è in scadenza, basta tagliare la spesa dell’8%

Il CBO ( Congressional Budget Office) ha inoltre stimato che i pagamenti per interessi netti, nell’anno fiscale corrente, sarebbero di circa $ 307 miliardi, ovvero circa il 7,5% di tutte le spese governative. Ciò significa che se il tetto del debito non dovesse essere aumentato, si chiederebbe al governo federale di ridurre le spese dell’8% in tutte le altre attività per soddisfare i suoi obblighi di interesse verso i detentori del debito federale, sia statunitensi sia esteri.

Anche se la spesa per “spese obbligatorie” (mandatory entitlemen) – Social Security (previdenza sociale) e Medicare (assistenza sanitaria) – che assorbono circa il 50% di tutte le spese federali è considerata “fuori discussione” per qualsiasi taglio, allora ciò richiede solo una riduzione del 15% in quell’altro 43% della parte di interessi non netta del bilancio. Sembra difficile credere che non sia stato possibile trovare modi per tagliare solo 15 centesimi su ciascuno di quei dollari non “spesi” e spesi dallo zio Sam. Anche se le spese per la difesa dovessero essere considerate “intoccabili” a causa dell’insistenza repubblicana a mantenere almeno l’attuale livello di tali spese, è ancora difficile credere che 307 miliardi di dollari di spesa per spese “discrezionali”, non di difesa, non possano essere ridotte in qualche modo, forma o maniera.

Quindi, il fatto è che non vi è alcuna minaccia per il governo statunitense che sia inadempiente sui pagamenti degli interessi del debito in essere. Per quanto riguarda il criterio dei pagamenti su qualsiasi debito che potrebbe venire a scadenza, l’attuale limite di indebitamento non preclude al Dipartimento del Tesoro di basarsi semplicemente sul debito in scadenza, mantenendo il totale sotto il tetto del debito legale.

La crisi del debito nasconde un vero problema: le spese governative

Ancora una volta, questo è tutto fumo e specchi (per le allodole) per evitare di affrontare il problema fondamentale e sottostante: la continuazione e l’aumento dello stato interventista-assistenziale americano. Questo è il punto cruciale di tutto ciò. Né i democratici né i repubblicani vogliono “affrontare la realtà” e dire ai rispettivi elettori che: dati gli attuali livelli di tassazione federale (inclusa la nuova legge fiscale approvata a dicembre 2017), il governo degli Stati Uniti non incassa abbastanza tasse per soddisfare tutti i programmi attuali e le volute promesse legislative che hanno fatto i politici di alto livello.

La spesa per il deficit e l’ineluttabile aumento del debito nazionale che lo accompagna consente ai politici di dire ai gruppi di coalizione con interessi specifici (le lobbies), che votano il giorno delle elezioni, che lo Zio Sam non può dare loro qualcosa per niente, o se non per niente, quindi per meno (che niente) perché tutti i programmi della pubblica amministrazione sono davvero costosi.

Se usiamo la proiezione del Congressional Budget Office per l’anno fiscale 2018 come parametro di riferimento per il governo per probabili spese e tasse, il governo federale spenderà circa il 15 percento in più di tasse, generando così il possibile deficit di $ 600 miliardi. Ciò significa che agli elettori viene detto che per ogni $ 100 di spesa pubblica, i contribuenti dovranno pagarne solo $ 85 di tasse. Che affare! I politici offrono un “15% di sconto sulla svendita” per attirare gli elettori che desiderano qualcosa dalla mangiatoia politica a Washington DC.

Ora, naturalmente, quell’apparente “sconto” sui trasferimenti governativi e sui fondi redistributivi – per qualsiasi cosa, dalla National Public Radio (Radio Pubblica Nazionale) alle sovvenzioni agricole, dai contratti per gli armamenti militari ai pagamenti della previdenza sociale, dagli enti regolatori che gestiscono le micro-imprese e le imprese private fanno affari con la sicurezza nazionale e la sorveglianza di tutto ciò che diciamo e scriviamo elettronicamente, da miliardi di dollari di sussidi in contanti ai governi stranieri per combattere guerre in terre lontane – deve essere tutto pagato.

I deficit di bilancio sono pagati per il presente e per il futuro

Sono pagati per entrambe le ragioni così nel presente, come per il futuro. Coloro che hanno beneficiato nel corso degli anni e dei decenni della spesa annuale in deficit, che ha portato a quel debito a $ 20,6 miliardi, hanno lasciato un onere di rimborso del prestito ai loro figli e nipoti che, in linea di principio, saranno tassati per pagare negli anni e decenni- a venire, almeno i crescenti pagamenti di interessi netti su quel debito in crescita.

Questo è analogo ad una mamma e ad un papà che fanno spese folli, al massimo (della disponibilità) delle loro carte di credito e poi lasciano nelle loro volontà che tutto il debito che hanno accumulato “ora”, divertendosi mentre erano in vita, e considerando un obbligo legale che siano i loro figli e figlie a ripagare dopo che se ne sono andati. “Oh e ‘Post Scriptum‘, vi abbiamo amato così tanto che volevamo lasciarvi qualcosa che ricorderete per ogni giorno della vostra vita”.

Ma il debito nazionale non è semplicemente un trasferimento intergenerazionale, per gli altri che devono essere tassati per pagare in futuro, dato ciò che è stato preso in prestito nel passato o nel presente a beneficio di coloro che hanno vissuto in un tempo precedente. È anche un vero trasferimento da una parte dell’attuale generazione ad un’altra. Il fatto è che quanto si è preso in prestito oggi rappresenta uno spostamento dell’uso di risorse reali per il governo a beneficio di coloro i quali vengono spesi i beni ed i servizi e che ha reso possibile che quei soldi siano presi in prestito da risorse reali; questa è la parte dei risparmi della collettività che viene tolta dalle mani del settore privato, che altrimenti avrebbe potuto prendere in prestito quelle risorse reali e dedicarne il loro uso agli investimenti e alla produzione basati nel mercato.

Anche se una parte di quelle risorse prese in prestito fosse stata utilizzata per finanziare l’acquisto di un’auto o per coprire l’ipoteca su una casa, o anche solo per fare in vacanza “da sogno”, sarebbe stato un privato che avrebbe fatto da solo la scelta della valorizzazione del suo tempo e la decisione di essere disposto a scambiare una parte del proprio reddito produttivo che guadagnato in futuro come rimborso del principio e dell’interesse in modo da avere il beneficio e l’uso di un prodotto di consumo desiderato più vicino al presente.

Ma con l’indebitamento del governo, sono i politici che spendono i soldi e le risorse altrui, di coloro che li hanno eletti, per le spese correnti i privati sarebbero stati in grado di prendere in prestito quei soldi e quelle risorse, per scelta volontaria, per vari altri scopi di consumo e investimento. Ed è proprio quegli stessi politici che pongono un obbligo di debito su alcuni futuri contribuenti non ancora designati per ripagare ciò che hanno prosciugato indebitandosi per servire i loro attuali fini politici e assecondando le richieste di quei dei gruppi di interesse speciale (ossia, le lobbies).

I massimali del debito destinati a limitare il governo

Il fatto è che, se esiste un tetto legale al debito del governo federale e se tale limite viene raggiunto, allora si richiede al Congresso di passare attraverso il processo di razionalizzazione o giustificare il motivo per cui la sua linea di credito, imposta dal legislatore, i mercati finanziari globali dovrebbero essere sollevati, o per il governo operare sulla base di un bilancio in pareggio. Se il tetto del debito non viene aumentato, il governo federale può legittimamente spendere solo quello che incassa dalle tasse. Cioè, le spese su tutti gli articoli (di bilancio) non possono eccedere i ricavi raccolti da tutte le fonti fiscali. In altre parole, il governo funziona nei limiti di un bilancio annuale in pareggio. (Vedi il mio articolo, “Il limite del debito nazionale equivale ad un bilancio in pareggio”).

Ogni dollaro che il governo spende deve essere accompagnato da un dollaro fiscale chiaro e definito, riscosso dai contribuenti. Il costo di tutto e di tutto ciò che il governo restituisce ora è molto più trasparente per i contribuenti e l’elettorato. Non ci sono (o almeno sono molto meno) i “servizi gratuiti” (“free lunches” )sotto l’illusione che il governo possa dare quel qualcosa per niente, oppure ad un prezzo fiscale scontato a quello che costa veramente in termini di scarse risorse della collettività trasferite dal settore privato al governo attraverso i prestiti.

Questo è il motivo per cui la proposta politica, del Sig. Capretta, di abolire la legislazione sul tetto del debito del governo federale è così importante da essere inopportuna. Quindi, il Congresso potrebbe passarlo e ogni presidente potrebbe semplicemente firmare qualsiasi futuro bilancio del governo federale che vuole, al servizio dei propri interessi politici concordati con molta meno preoccupazione o ripensamenti su quanto gli inevitabili deficit di bilancio annuale si aggiungano al debito nazionale.

Il tetto del debito rende, coloro che hanno una carica politica e gli elettori-contribuenti, più consapevoli di quanto è stato accumulato a causa di quei deficit di bilancio in termini di debito pubblico totale in essere. E fa si che sia una decisione più consapevole se permettere o meno allo Zio Sam di continuare a consumare sempre più risorse produttive e ricchezza della collettività attraverso prestiti ed il carico fiscale maggiore viene posto sui cittadini del futuro, compresi i nostri figli e nipoti.

La crisi non è il default del debito, ma l’eccessiva spesa del governo

Ma che ne è della preoccupazione del signor Capretta e del timore che la periodica battaglia politica a Washington DC, sull’aumento del tetto del debito, minacci di mettere in agitazione i mercati finanziari globali e minare lo status del merito di credito dell’America? Suggerirei che è meglio rischiare questo piuttosto che spazzare via il problema del debito sotto il tappeto politico e renderlo meno pubblico, fuori dalla vista della cittadinanza americana abolendo la regola del tetto del debito.

Alla fine, non affrontare il debito nazionale che in America continua a crescere ci sta conducendo a ciò a cui abbiamo assistito negli ultimi anni della crisi del debito nazionale della Grecia. Si potrebbe dire che non siamo la Grecia; siamo un’economia più grande, finanziariamente e produttivamente molto più robusta e di successo, dalla quale può essere sopportato il peso del debito.

Senza dubbio i politici di tutti i paesi che alla fine hanno dovuto affrontare una crisi del debito nazionale e un default potenziale o reale hanno detto lo stesso sulla capacità del proprio paese di continuare a indebitarsi anno dopo anno. La Grecia è stata in grado di ottenere dagli altri membri dell’Unione Europea e organizzazioni mondiali, come il Fondo Monetario Internazionale, per sopperire allo “imbarazzato” governo, di non essere in grado di finanziare il debito e tutto ciò che era in scadenza.

Chi potrebbe “salvare” (bail out) l’America se un giorno dovesse pericolosamente arrivare la dei resa dei conti o manifestarsi questo orizzonte molto più vicino? Marte, Giove, Saturno, Venere? Certamente non saranno la Cina, i paesi petroliferi arabi, il Giappone, o persino i fondi sovrani come quelli detenuti dai governi della Norvegia o i Paesi Bassi.

Il problema fondamentale del bilancio, affrontato dal governo degli Stati Uniti, è l’ammontare totale di ciò che spende dalla tassazione e dal prestito combinati. Questa è la misura di quanto le persone producono onestamente nella collettività e che viene in realtà tolto dalle loro mani e spostato coercitivamente nella padronanza decisionale dei saccheggiatori politici. Nasce da un ambiente politico e ideologico in cui il governo, per decenni, è diventato un veicolo attraverso il quale alcuni, nella società, possono ottenere ciò che vogliono dagli altri con l’uso di mezzi politici piuttosto che con mezzi produttivi pacifici e basati sul mercato.

Il grande governo (big government) è la vera fonte del problema del debito

Non è che con la crisi finanziaria il governo non possa indebitarsi di più a causa del tetto del debito. È dovuta a un governo che già ha le tasse, spende e regola molto al di là di qualsiasi immaginazione o con la concezione del Padre Fondatore di un governo costituzionalmente limitato destinato a garantire solo la vita, la libertà e la proprietà onestamente acquisita di tutti coloro che vivono e lavorano all’interno dei suoi confini giurisdizionali.

La regola del limite del debito impone al paese la consapevolezza di quanto il governo sia andato fuori controllo, specialmente, ma non solo, nella sua stravaganza fiscale. Costringe le persone a pensare o a ripensare a quello che il governo sta facendo per costare così tanto ed in particolare sotto forma di un prestito che facilita chi corre per un posto in politica e detiene tale potere per evitare di dire la verità ai cittadini del paese su quanto costa perdere la libertà personale e finanziaria da ogni dollaro che il governo prende in prestito e poi impegna le generazioni attuali e future a dover pagare.

Le regole servono a fare due cose: dirigono la condotta delle persone entro i confini di certe norme di comportamento e di azione e ricordano alle persone perché certe forme e tipi di condotta devono essere considerati buoni, migliori o giusti rispetto agli altri. Le regole di bilancio, compresi i tetti del debito, sono intese a limitare il modo in cui i governi possano essere dissoluti, con il denaro degli altri, sia nel presente che attraverso le generazioni future.

Abbiamo bisogno di alcuni “insegnanti” durante questi momenti di crisi di bilancio per indurre la gente a ripensare a cosa è il governo e a cosa non dovrebbe servire e sfidare la spesa in deficit, che è una forma di governo fiscale, che consente a coloro che sono al governo di nascondere la verità su quello che stanno facendo e tutto ciò quanto costa veramente in perdita di libertà e servitù finanziaria allo Stato.

L'articolo originale: https://mises.org/wire/debt-ceiling-hysteria-and-profligate-government