Come aggirare il bail-in

Certe Istituzioni non finiscono mai di stupirci. I nostri rappresentanti al Parlamento Europeo ed i governanti in generale sembra che non conoscano l’inglese o fanno finta di non conoscerlo. La domanda è chi è quel genio (o forse quei geni di Paul Calello e Wilson Ervin) che ha inventato il bail-in? Perché è stato avallato da tutte le nazioni europee? E’ mai possibile che a pagare per le malefatte degli adoratori del dio denaro siano sempre le persone che si fidano delle banche e dei suoi interlocutori? La gestione allegra della finanza bancaria ha radici profonde e sembra non sia bastato quanto accaduto anche prima del 2007. Questi signori devono per forza depredare i risparmiatori? Per caso, è perché si sentono intoccabili, oppure perché sanno che saranno impuniti? Pensate, per far fronte a questa “crisi” hanno inventato la bad bank, era necessario? Chi è del settore sa benissimo quale grande affare sia il recupero crediti, soprattutto se ceduto ad importi irrisori, ma le banche si sa devono sottostare ai parametri dello “Eurosystem”. Ebbene, se il legislatore vuole farci uscire da questo pantano non rimane che trovare soluzioni praticabili quali: la dicotomia delle banche, ossia il ritorno a quelle che erano:

  1. le banche commerciali, che si rivolgono prevalentemente ai clienti privati, singole persone, famiglie, in poche parole alla clientela retail in generale e agli esercenti di piccole imprese

  2. le banche d’investimento o di affari (merchant bank), per la gestione delle grandi aziende o la gestione patrimoniale di grossi gruppi privati (come furono l’I.M.I, l’I.R.I, il CREDIOP o l’ICIPU tutti istituti fagocitate nella “trasformazione bancaria” con la legge Amato del 1992, con il mero obiettivo di costituire gruppi ispirati al modello del gruppo creditizio polifunzionale. La banca universale. GRANDE IDEA.

Se poi vogliamo essere ancora più incisivi si può utilizzare il Chicago plan (dei Prof. Henry Simons e Irving Fisher due studiosi antitetici ai due di cui sopra). Il Chicago plan potrebbe addirittura essere la soluzione per il grande debito.

Ovviamente, queste proposte non sono mie, ma circolano da quasi un secolo ed ancora non abbiamo trovato un legislatore che si occupi seriamente delle materia. E se per caso fosse per il rinnovo della sua poltrona? Sono veramente così potenti queste lobbies?

Non è difficile proporre idee realizzabili, quello che è non è facile è continuare a cercare legislatori che collaborino e che non siano dotati delle più potente sordità – sono quasi mille.

Va bene essere sordi, ma perché bisogna essere anche miopi, se non ciechi?

Sic stantibus rebus (Stando così le cose.)