La nuova criptomoneta del Venezuela non è davvero “sostenuta dal petrolio”

Se una valuta non può essere convertita, su richiesta, nella materia prima sottostante, allora non è “sostenuta” da quella merce.

Il Venezuela è un paese al verde e distrutto (economicamente), sembra essere il primo stato nazione ad emettere un gettone (moneta) in criptovaluta (il petro o petromoneda) come mezzo per sfuggire al buco nero finanziario che sta consumando la sua economia; Maduro lancia la criptovaluta sostenuta dal petrolio: “Per il bene del Venezuela”.

Tanto per capirci, ecco un grafico del valore del mercato nero (vale a dire nel mondo reale) della valuta fiat (valuta a corso legale) venezuelana, il bolivar: una banconota da 100.000 bolivar vale circa 40 centesimi di dollaro (dollaro USA), cioè vicino allo zero. (Il Venezuela mantiene un tasso di cambio ufficiale USD/bolivar che non ha alcuna relazione con il valore effettivo del potere d’acquisto del Venezuela in valuta).

Perbacco (gee-whiz), il componente del petro è presumibilmente “supportato dal petrolio”. In altre parole, a differenza di altre criptomonete/simbolo (token), il petro ha un valore intrinseco perché è supportato dal petrolio.

Ma cosa significa realmente sostenuta dal petrolio?

L’unico modo in cui una qualsiasi valuta, moneta o criptomoneta, se è “supportata” da qualsiasi merce del mondo reale la valuta è convertibile in merce su richiesta, cioè la valuta può essere scambiata con la merce con un tasso di conversione pubblicato in modo trasparente.

Se il petro del Venezuela non può essere convertito direttamente in contratti petroliferi consegnabili su richiesta, allora non è supportato dal nulla. È importante capire che qualsiasi valuta che sostiene di essere “sostenuta” dall’oro, dal petrolio, dal riso, dal guano di pipistrello, ecc. deve essere convertibile, nella merce sottostante, ad un tasso di conversione trasparente.

Se una valuta non può essere convertita su richiesta nella materia prima sottostante, non è “sostenuta dal petrolio”, è solo un’altra forma di frode di controllo, che io definisco come coloro che detengono il potere in istituzioni centralizzate e si arricchiscono a scapito della cittadinanza modificando ciò che è legalmente consentito.

Invece, la frode convenzionale è contro la legge; la frode di controllo è legale perché avvantaggia coloro che fanno le regole. Se non esiste un meccanismo trasparente per convertire i petros in petrolio, che possono essere venduti e consegnati nel mercato globale, allora il petro non è altro che una frode di controllo dello stato centrale: quelli abbastanza folli da credere che il petro sia “sostenuto dal petrolio” “finirà con l’avere (in mano) un gettone (token) senza valore”.

Un po’ di storia chiarirà la conversione “sostenuta da qualcosa di reale”. Negli anni ’60, il dollaro USA era notoriamente “sostenuto dall’oro”, il che significava che altre nazioni (attraverso le loro banche centrali) potevano convertire 35 $ USD in un’oncia d’oro su richiesta.

Mentre il deficit del commercio e del budget federale salì alla fine degli anni ’60, le nazioni come la Francia iniziarono a convertire i loro dollari, in eccesso, in oro fisico. Se questa conversione fosse stata autorizzata a continuare, le entità straniere avrebbero prosciugato tutto l’oro americano mentre convertivano i loro dollari in oro (esportati attraverso il deficit commerciale in altre nazioni). Di conseguenza, gli Stati Uniti non avevano altra scelta che porre fine alla conversione dei dollari in oro.

L’idea che la Cina o la Russia emettano una valuta con l’oro, attira molta attenzione, ma una valuta è “supportata dall’oro” solo se un’istituzione finanziaria straniera, su richiesta, può convertire il proprio yuan o rubli in oro. Se non esiste un meccanismo trasparente e semplice, per i detentori stranieri della valuta, di convertire la propria valuta in oro su richiesta, allora la valuta è realmente sostenuta dal nulla: è semplicemente una forma di frode di controllo.

Non importa se la moneta è digitale, cartacea o crittografica: se non può essere convertita direttamente nella merce sottostante ad un tasso di conversione pubblicato e trasparente, non è sostenuta dal nulla.

Fino a quando un’istituzione finanziaria straniera converte con successo i suoi petros venezuelani in barili di petrolio, o contratti petroliferi che possono essere venduti immediatamente sul mercato globale, allora il petro non è sostenuto dal nulla. Fino a quando quel processo di conversione funziona in modo trasparente, il petro non è altro che una gigantesca frode di controllo perpetrata a beneficio dei pochi aggrappati al potere a spese di molti, in Venezuela.

L'articolo originale: https://mises.org/wire/venezuelas-new-cryptocurrency-not-really-backed-oil