Perché un aumento degli investimenti in termini relativi può avvenire solo rinunciando a del consumo immediato e perché il tasso di interesse è un fenomeno reale e non esclusivamente monetario

Il reddito disponibile può essere ripartito tra:

  1. Spese di consumo

  2. Spese di investimento – risparmio che affluisce nei fondi destinati alle spese di investimento

  3. Tesaurizzazione – risparmio che affluisce nei fondi tesaurizzati, anche detti saldi liquidi

Ovviamente, nella realtà dobbiamo pensare che le persone possono rivedere in ogni istante la decisione di come ripartire il proprio reddito tra le tre possibilità – spese di consumo, spese di investimento e tesaurizzazione.

Un aumento relativo delle spese di investimento può quindi procedere da tre possibilità:

  1. Da fondi che in precedenza erano destinati alle spese di consumo

  2. Da fondi che in precedenza erano destinati alla tesaurizzazione

  3. Da qualsiasi combinazione delle due suddette possibilità

Di conseguenza, dato un certo reddito, un aumento delle spese di investimento può derivare solo da una rinuncia di consumo immediato, la quale potrà essere diretta o indiretta o una combinazione di rinuncia diretta e indiretta.

  1. Diretta, se l’aumento delle spese di investimento derivano unicamente da fondi che in precedenza erano destinati al consumo

  2. Indiretta, se l’aumento delle spese di investimento derivano unicamente da fondi che in precedenza erano destinati alla tesaurizzazione

  3. Combinazione di rinuncia diretta e indiretta, se l’aumento delle spese di investimento derivano da fondi che in precedenza erano in parte destinati al consumo e in parte destinati alla tesaurizzazione

In ognuno dei tre casi appena sopracitati, si produrrà comunque una diminuzione del tasso di interesse, dato che la preferenza temporale tra spese di consumo e spese di investimento subisce una variazione a favore di quest’ultime.

Detto quanto, se ci ricordiamo che il tasso di interesse è quel prezzo di mercato che mette in rapporto i beni presenti con i beni futuri – anche detto quel prezzo chiamato a mettere in equilibrio risparmi e spese di investimento – dobbiamo anche ricordarci di sostenere che un aumento della tesaurizzazione non determina necessariamente una diminuzione o un aumento del tasso di interesse.

Infatti, dato un certo reddito:

  • Se l’aumento della tesaurizzazione deriva solo da una diminuzione delle spese di consumo oppure da una diminuzione delle spese di consumo in misura maggiore rispetto alle spese di investimento ciò determinerà una caduta del tasso di interesse – una caduta del tasso di interesse rende poi relativamente più vantaggiosi quei rami di produzione che richiedono, in funzione delle loro condizioni tecniche, un periodo più lungo di produzione mentre rende relativamente meno vantaggiosi quei rami di produzione di più breve durata

  • Viceversa, se l’aumento della tesaurizzazione deriva solo da una diminuzione delle spese di investimento oppure da una diminuzione delle spese di investimento in misura maggiore rispetto alle spese di consumo ciò determinerà un incremento del tasso di interesse

  • Tuttavia, un aumento della tesaurizzazione, se deriva da una riduzione in uguale misura di spese di consumo e spese di investimento lascia il tasso di interesse invariato

In base a quanto, esiste una relazione tra tesaurizzazione e tasso di interesse, ma questa relazione non è diretta.

Diversamente, tra spese di consumo e spese di investimento e il tasso di interesse la relazione è diretta, visto che dato un certo reddito:

  • Una diminuzione in uguale misura di spese di consumo e di tesaurizzazione non lascia invariato il tasso di interesse – vi sarà infatti un abbassamento del tasso di interesse

  • Una diminuzione in uguale misura di spese di investimento e di tesaurizzazione non lascia invariato il tasso di interesse – vi sarà infatti un rialzo del tasso di interesse

Una volta compresa l’effettiva relazione tra tesaurizzazione e tasso di interesse – e cioè che una diminuzione o un aumento della domanda di tesaurizzazione, ossia dei saldi liquidi, non incide necessariamente sulle preferenze temporali – dovrebbe esser facile capire perché il tasso di interesse deve essere considerato un fenomeno reale e non un fenomeno esclusivamente monetario.

Di qui la distinzione fra tasso di interesse della moneta e quel tasso di interesse che si determinerebbe nell’ipotesi che i beni di capitale si prestassero in natura – cioè senza rnediazione della moneta – e l’importanza di far coincidere questi due tassi.