Minibot e carta di credito

In un periodo di profonda crisi economica e di altrettanta profonda crisi della circolazione monetaria (non c’ho un euro) in molti ci siamo permessi di arrovellarci il cervello con i più fantasiosi metodi di moneta parallela (quella di mia creazione è la ε-₤ira). Le monete parallele nel mercato hanno superato abbondantemente le cinquemila diverse emissioni alcune hanno tutt’ora una risonanza non solo locale, ma internazionale ed i vari governi stanno valutando attentamente, con le banche centrali, un modo per controllarle. A mio parere sarà un po’ difficile. Ecco che ora spunta uno “Studio sui minibot” che accarezza l’idea di infilare nelle buste paga, nelle pensioni ecc. mini titoli di stato con tagli piccolissimi. Il perché è presto detto: gli stati aderenti all’€ non possono stampare tale valuta, per regolamento è demandato alla Banca Centrale Europea. Allora, non rimane che emettere mini titoli del debito pubblico, sempre in €, che lieviterebbe ulteriormente. Non vi nascondo che le nuove idee mi attraggono da sempre e se sono applicabili cerco di fare da cassa di risonanza. Allora, mi sono chiesto c’è qualcosa che posso stimolare la circolazione monetaria senza intaccare il debito pubblico? Credo di si!

Nel 1975, in Italia, anche a causa di una inflazione a doppia cifra (un caffè 120 lire, un quotidiano 150 lire), vi fu una carenza di monete da 50 e 100 lire vennero perciò emessi, da parte delle varie banche italiane, una enorme quantità di mini assegni bancari da 50, 100, 150, 200 250, 300 e 350 lire; come è facilmente comprensibile questi titoli non avevano un fondo di copertura se non il marchio di “garanzia” della banca, fu per le banche un grande affare perché molti di questi mini assegni di carta dozzinale si distruggevano, magari per il troppo uso. Oggi sono a tutti gli effetti oggetto di collezione e con valori di tutto rispetto. Oltre a ciò circolarono, sempre come sostituti degli spiccioli: caramelle, francobolli e gettoni telefonici. Ora, invece, abbiamo un disperato bisogno di far circolare “denaro vero” ed ecco perché si sta studiando il minibot.

Come sempre vorrei dare una mia ricetta per risolvere il problema, ossia:

UNA CARTA DI CREDITO EMESSA DALLO STATO ITALIANO

dovrebbe avere dei valori facciali da 5, 10, euro, che fosse utilizzata come lo furono i mini assegni del 1975 e coperti, per esempio, dal c/c di BANKITALIA o della BANCA CENTRALE EUROPEA, con un accordo speciale, e per un importo di € … (lascio a chi se ne deve occupare, eventualmente, l’importo e la relativa durata). Distribuita da Bancoposta, Banche, Tabaccai.

Perché la carta di credito?

  1. Perché la carta di credito non è un mezzo di pagamento, ma è’ un mezzo di differimento del pagamento.

  2. Perché non fa parte della massa monetaria.

Più semplice di così!

SI PUO’ FARE.