La riserva frazionaria e la FED

Presidente
Paul e membri della Sottocommissione, sono profondamente onorato di
comparire davanti a voi per testimoniare sull’argomento del sistema
bancario a riserva frazionaria. Grazie per il vostro invito e la
vostra attenzione. Nel breve tempo che ho: darò una breve
descrizione del sistema bancario a riserva frazionaria; identificherò
i problemi che questo presenta nell’attuale contesto istituzionale; e
suggerirò una possibile soluzione.

Una
banca è semplicemente un’impresa commerciale che emette un titolo di
rimborso per una somma fissa di denaro come ricevuta di deposito di
denaro contante. Questi titoli sono incassabili su
richiesta

e senza costi per il depositante. Nel mondo di oggi questi titoli
possono assumere la forma di depositi di conto corrente, così
chiamati perché possono essere trasferiti a terzi emettendo un
assegno pagabile alla parte indicata sull’assegno. Possono anche
assumere la forma dei cosiddetti depositi di “risparmio”
per i quali la trasferibilità di denaro verso terzi è molto
limitata e richiedono il ritiro del denaro di persona presso una
delle filiali della banca o presso un bancomat. Negli Stati Uniti, il
denaro che si riceve richiedendo il rimborso di questi titoli sono le
banconote della Federal Reserve, le “banconote in dollari”
che tutti conosciamo. Queste banconote in dollari sono il denaro
finale del sistema monetario americano contemporaneo.

Si
parla di sistema bancario a riserva frazionaria quando la banca
presta o investe parte dei fondi dei suoi depositanti e trattiene in
contanti solo una minima parte dei depositi. Questa parte di denaro
mantenuta liquida, è la riserva della banca. Da qui il nome sistema
bancario a riserva frazionaria. Tutte le attuali banche degli Stati
Uniti effettuano operazioni bancarie a riserva frazionaria.

Lasciatemi
illustrare come funziona il sistema bancario a riserva frazionaria
con un semplice esempio. Supponiamo che una banca dotata di depositi
pari a $ 1 milione, utilizzi $ 900.000 per erogare prestiti ed
effettuare investimenti. Se ignoriamo per semplicità il capitale
versato dai suoi proprietari, questa banca detiene una riserva di
cassa del 10 percento a copertura delle sue passività in depositi. I
depositi costituiscono le passività della banca perché la banca è
contrattualmente obbligata a rimborsarli su richiesta. Le attività
della banca sono le sue riserve di cassa e le sue attività
rappresentate da disponibilità non liquide. Le attività non liquide
comprendono prestiti a breve termine, prestiti delle carte di
credito, prestiti ipotecari e titoli emessi dal Tesoro degli dagli
Stati Uniti e dalle autorità finanziarie estere. Queste attività
sono liquidabili in contanti solo in un futuro più o meno prossimo.

Ora
la chiave per comprendere la natura del sistema bancario a riserva
frazionaria e i problemi connessi è riconoscere che un deposito
bancario non è di per sé denaro. È piuttosto un “sostituto
del denaro”, cioè una richiesta di rimborso di denaro –
banconote in dollari – che è considerata perfettamente certa e
sicura. I depositi bancari trasferiti tramite assegno o carta di
debito saranno regolarmente trasferiti e ricevuti in sostituzione di
denaro liquido fintanto
che il pubblico riporrà la massima fiducia sul fatto che la banca
che crea questi depositi è in grado e accetta di riscattarli senza
ritardi o spese .
In
queste circostanze, i depositi bancari sono accettati e detenuti
fiduciosamente da aziende e famiglie e sono considerati equivalenti
al denaro liquido. Sono quindi correttamente inclusi come parte
dell’offerta di moneta, che è l’offerta totale di dollari
nell’economia.

La
natura stessa del sistema bancario a riserva frazionaria, tuttavia,
presenta un problema per la banca. Da un lato, tutte le passività di
deposito di una banca maturano su base giornaliera, poiché la banca
è obbligata a rimborsarle su richiesta. Dall’altro, solo una piccola
parte delle sue attività è disponibile in qualsiasi momento per far
fronte a queste passività. Ad esempio, normalmente, le banche degli
Stati Uniti detengono molto meno del 10% dei depositi in riserve
liquide. Il resto delle attività di una banca maturerà solo dopo un
certo numero di mesi, anni o, nel caso di mutui, anche di decenni.
Nel gergo dell’economia, il sistema bancario a riserva frazionaria
comporta sempre un “rischio struttura a termine” derivante
dal disallineamento del profilo di scadenza delle sue passività con
le sue attività. In parole povere, le banche “prendono in
prestito a breve e prestano a lungo”. Questo problema emerge
quando il prelievo di depositi supera le riserve di cassa esistenti
di una banca. La banca è quindi costretta a vendere rapidamente
alcune delle sue attività a lungo termine, molte delle quali non
sono prontamente liquidabili. In questo modo incorrerà in grandi
perdite. Ciò causerà un panico tra il resto dei suoi depositanti
che si affretteranno a ritirare i loro depositi prima che questi
perdano valore. Ne consegue un classico assalto agli sportelli. A
questo punto il valore delle attività rimanenti non sarà più
sufficiente per coprire tutte le passività dei depositi in dollari e
la banca fallirà. Una banca a riserva frazionaria, quindi, può
rimanere solvibile solo finché i suoi depositanti continuano a
riporre totale fiducia sul fatto che i loro depositi sono realmente
convertibili senza rischio in denaro liquido. Se per qualsiasi
ragione, reale o immaginaria, tra i suoi clienti emerge il minimo
sospetto che i depositi della banca non sono più rimborsabili su
richiesta, la fiducia verso la banca svanisce da un giorno all’altro.
Immediatamente la banca non è considerata più affidabile e la gente
si precipita a ritirare i propri depositi in contanti – contanti
che nessuna banca a riserva frazionaria può fornire su richiesta in
quantità sufficiente. Pertanto sulle banche a riserva frazionaria
incombe sempre un rischio istantaneo di insolvenza e di perdita di
reputazione.

Il
costante rischio di insolvenza è comunque l’ultimo dei problemi
delle banche a riserva frazionaria. I suoi effetti ricadono
principalmente sugli azionisti, sui creditori e sui depositanti della
banca che si assumono volontariamente i tipici rischi presenti in
questo meccanismo. I principali problemi del sistema bancario a
riserva frazionaria sono i suoi effetti dannosi sull’economia
generale. Descriverò due di questi problemi.

Primo,
il sistema bancario a riserva frazionaria è intrinsecamente
inflazionistico. Quando una banca presta i depositi dei suoi clienti,
espande inevitabilmente l’offerta di moneta. Ad esempio, quando i
clienti depositano altri $ 100.000 in contanti in banca, i
depositanti ora hanno altri $ 100.000 nei conti correnti mentre la
banca accumula $ 100.000 in contanti (banconote in dollari) nei
propri depositi. L’offerta totale di moneta, che include sia le
banconote in circolazione tra il pubblico che i saldi in dollari nei
depositi bancari, non è cambiata. I depositanti hanno ridotto la
quantità di denaro in circolazione di $ 100.000, che ora è
archiviata nei depositi bancari della banca, ma hanno aumentato per
lo stesso importo il saldo totale dei depositi che possono prelevare
con assegni o carte di debito. Supponiamo ora che la divisione
prestiti della banca decida di prestare $ 90.000 di questa nuova
liquidità a imprese e consumatori e mantenga i $ 10.000 residui come
riserva dei $ 100.000 dei nuovi depositi. Questi nuovi prestiti
aumentano l’offerta di moneta di $ 90.000 perché, mentre i
depositanti originali hanno ancora $ 100.000 disponibili sul
deposito, i mutuatari ora hanno un extra di $ 90.000 di denaro che
non avevano prima.

Tuttavia,
l’espansione dell’offerta di moneta non si ferma qui, perché quando
i mutuatari spendono il denaro preso in prestito per acquistare beni
o per pagare i salari, i destinatari di questi dollari a loro volta
ridistribuiscono parte o tutto di questo denaro nelle proprie banche,
che a loro volta prestano una parte di questo denaro. Attraverso
questo processo, i depositi bancari in dollari vengono creati e
moltiplicati ben oltre l’ammontare dei depositi in contanti iniziali.
(Date le condizioni istituzionali negli Stati Uniti oggi, ogni
dollaro depositato in una banca può aumentare l’offerta di moneta
degli Stati Uniti fino a un massimo di $10.00.) Quando i nuovi
depositi vengono spesi, i prezzi nell’economia aumentano
progressivamente e il risultato inevitabile è l’inflazione con tutti
i problemi connessi.

Le
banche a riserva frazionaria infliggono un altro grave danno
all’economia. Per indurre le imprese e i consumatori a prendere in
prestito i dollari aggiuntivi creati, le banche devono abbassare i
tassi di interesse al di sotto del livello di equilibrio del mercato
determinato dall’ammontare dei risparmi volontari nell’economia. I
tassi di interesse artificialmente bassi incentivano le imprese a
contrarre nuovi prestiti per espandere le loro strutture o
intraprendere nuovi progetti di investimento a lungo termine di vario
tipo. Ma la redditività di questi progetti dipende dall’aspettativa
che il credito bancario rimarrà a buon mercato per molto tempo.
Anche i consumatori sono ingannati dai tassi di interesse più bassi
e sono incentivati ad acquistare abitazioni più grandi o seconde
case. Ipotecano le loro case per comprare oggetti di lusso molto
costosi. Inizia un falso boom economico destinato a trasformarsi in
un fallimento non appena i tassi d’interesse saliranno di nuovo.

Mentre
il boom inflazionistico prosegue, aumenta la domanda di credito e
viene prelevato sempre più denaro dai depositi bancari per
finanziare l’acquisto di beni di uso quotidiano i cui prezzi
aumentano a causa dell’inflazione. Le banche reagiscono a questi
eventi alzando i tassi di interesse e contraendo prestiti e depositi.
Ne consegue una recessione, e l’eccesso di consumo e di
investimenti sbagliati è palesemente rivelato dai progetti di
costruzione abbandonati, dagli edifici commerciali vuoti e dalle case
pignorate che affollano il mercato. Alla fine della recessione si può
osservare che l’espansione del credito bancario a riserva frazionaria
ha impoverito quasi tutte le famiglie e le imprese e anche coloro che
inizialmente hanno tratto beneficio dall’inflazione.

Ora
l’inflazione e i cicli di espansione-contrazione generati dal sistema
bancario a riserva frazionaria sono enormemente amplificati dalla
Federal Reserve e dalle interferenze del governo degli Stati Uniti
con il settore bancario. Le forme più pericolose di tale
interferenza sono: il potere della Federal Reserve di creare riserve
bancarie dal nulla attraverso operazioni di mercato aperto;
l’utilizzo di queste finte riserve da parte della Fed per salvare
le banche in fallimento esercitando il suo ruolo di prestatore di
ultima istanza; e l’assicurazione federale dei depositi bancari. In
presenza di tali politiche, i depositi di tutte le banche sono
percepiti e ritenuti affidabili dal pubblico che li considera
perfetti sostituti del denaro pienamente garantiti dal governo
federale e coperti dal potere della Fed di stampare riserve bancarie
a proprio piacimento per il salvataggio delle banche insolventi.
Sotto questo regime monetario, non vi è assolutamente alcun
controllo sulla propensione naturale delle banche a riserva
frazionaria a disallineare i profili di scadenza delle loro attività
e passività, e sulla loro propensione ad espandere il credito e i
depositi e ad abbassare artificiosamente i tassi di interesse.
Possiamo quindi aspettarci che le bolle crescano continuamente nei
vari settori dell’economia e che le successive crisi finanziarie
continuino senza sosta.

Per
risolvere questi problemi il settore bancario deve essere considerato
come qualsiasi altra attività e deve operare sul libero mercato –
un mercato privo delle garanzie governative sui depositi bancari e
nel quale la Fed non ha la possibilità di effettuare salvataggi. E
affinché questo si realizzi, la Fed dovrebbe essere privata, in
maniera seria e definitiva, del suo potere legale di creare riserve
bancarie dal nulla. Il modo migliore per raggiungere questo fine è
stabilire un vero e proprio regime aureo (gold standard) in cui le
monete d’oro possono circolare come moneta contante e assumere la
funzione di riserve bancarie; allo stesso tempo la Fed deve essere
privata del potere di emettere banconote e di effettuare operazioni
di mercato aperto. Inoltre, le banche dovrebbero essere nuovamente
abilitate per legge ad emettere le proprie banconote, come lo erano
nel diciannovesimo e all’inizio del ventesimo secolo.

Una
volta ridotta drasticamente la possibilità di intervento nel settore
bancario da parte del governo, ogni banca a riserva frazionaria, per
poter emettere banconote e depositi, dovrebbe godere di una continua
fiducia da parte del pubblico. Un passo falso –l’erogazione di un
mutuo rischioso, una imprudente ed eccessiva emissione di banconote e
depositi non coperti da adeguate riserve – causerebbe l’immediata
perdita di fiducia verso i suoi depositi e quindi un assalto agli
sportelli e l’insolvenza.

In
effetti, in un mercato bancario, come quello che ho descritto,
l’onnipresente minaccia di insolvenza costringerebbe le banche a
limitare un eccessivo utilizzo dei propri depositi per l’erogazione
del credito. Le banche sarebbero incentivate a trattenere nei loro
caveau e bancomat l’intero ammontare del denaro depositato. Ciò
significa che se una banca volesse concedere prestiti a scadenza più
breve o più lunga, lo farebbe emettendo strumenti di credito la cui
scadenza coincide con la durata dei prestiti. Pertanto, per il
credito alle imprese a breve termine una banca emetterebbe
certificati di deposito con scadenze di tre o sei mesi. Per
finanziare prestiti auto potrebbe emettere obbligazioni triennali o
quadriennali. I prestiti ipotecari sarebbero finanziati con
obbligazioni a cinque o dieci anni. Senza istituzioni governative
come Fannie Mae e Freddie Mac che garantiscano implicitamente i mutui
– rafforzate anche dal potere di emissione della Fed – i mutui
ipotecari a lunga scadenza verrebbero probabilmente trasformati in
prestiti con maxi rata finale (balloon loans) di durata minore, con
scadenze a cinque o dieci anni. La banca potrebbe mantenere
un’opzione per allungare la durata di un mutuo ipotecario giunto a
scadenza a condizione di una rivalutazione dell’attuale situazione
finanziaria del mutuatario e del suo recente merito creditizio,
nonché del contesto economico generale. In breve, in un mercato
libero, un sistema bancario a riserva frazionaria, con tutti i suoi
problemi connessi, andrebbe via via scomparendo.

L'articolo originale: https://mises.org/library/fractional-reserves-and-fed