Mobilità pubblica, autobus kafkiani e incubo partecipate: l’Italia è ferma

Dalle pagine di alcuni giornali online leggevo delle difficoltà delle
persone che vivono a Roma nello spostarsi in autobus.
Roma è l’esempio lampante del degrado a cui si può giungere se si affida un
servizio di mobilità di fondamentale importanza a aziende che non sanno
nemmeno cosa voglia dire “mercato” e “efficienza”.
Ma se a Roma con l’Attac e gli autobus che prendono fuoco siamo arrivati al
culmine della disintegrazione italica dei servizi al cittadino,nemmeno nel
resto di Italia i servizi pubblici sono efficienti e competitivi con quelli
delle maggiori democrazie europee.
In Italia non si assiste come a New York alla crisi dei sistemi complessi,ma
alla crisi della burocrazia su sistemi semplici.Mi spiego meglio ,in Italia
non ci sono i problemi che danno le megalopoli,come l’incremento
demografico,la criminalità pervasiva ,l’eccesso di consumo energetico che
può provocare un black out.Semplicemente nei territori urbani e extraurbani
si è verificato uno sviluppo anarchico,legato al sodalizio tra grandi
capitali pubblici ovvero il capitalismo di stato che vive di aziende
partecipate (a volte invischiate negli scorsi decenni in lunghe storie di
tangenti),un capitalismo di relazione che ha poco investito in
infrastrutture e nel capitale fisso che è il fondamento di una successiva
innovazione.Parliamo piu’ da vicino degli autobus che sono
vecchi,decrepiti,inquinano ancora molto e sono quelli anche nella città dove
vivo io Padova che circolavano negli anni novanta,stesso si puo’ dire per i
treni.I servizi pubblici hanno subito una privatizzazione negli anni
novanta,ma si “riproducono” in un mercato falsato,in una condizione
monopolistica.In pratica si è privatizzato un servizio,si sono dati
finanziamenti a pioggia alle aziende di trasporti un tempo pubbliche e si è
continuato a correre per questa strada senza aprire una via a chi vorrebbe
dare un servizio migliore.
Cosi dai treni agli aerei agli autobus che prendono fuoco nelle vie di Roma
,non si è riusciti a far emergere un servizio migliore.
I governi siano essi stati di destra o di sinistra hanno preferito salvare
con soldi pubblici compagnie di stato come l’Alitalia,mentre hanno
demonizzato nuovi servizi che sono già un fiore all’occhiello di altri stati
europei,come Uber o si pensi ai treni della compagnia Italo di Montezemolo
osteggiati da ferrovie dello stato.
Nel campo poi degli autobus esiste meno concorrenza che nel campo dei
treni.Ma anche se volessimo ascoltare i catastrofisti sul clima che dicono
che nel futuro bisognera ridurre l’inquinamento e le auto,dovremmo fare in
modo che ci siano piu’ autobus per i cittadini senza contare su una spesa
pubblica per mettere in atto questo proposito che finirebbe solo per gravare
maggiormente sul deficit di bilancio.
Sento molti dire che nel futuro non si dovra rinunciare alle auto perche’ ci
saranno le auto elettriche.Ma è difficile che questo proposito si verifichi
in uno stato come quello Italiano che ha rinunciato al nucleare e dove
l’energia elettrica costa piu’ del petrolio.
Bisognera puntare su investimenti in nuove forme di mobilità.Ma dovrà essere
il privato ad essere interessato a fornire dei servizi e mettersi in
gioco.Solo con una riduzione del peso dello stato si potrà fare questo,e
anche con investimenti in maggiore “tecnologizzazione”.Si dovra’favorire la
costruzione da parte di privati con cessioni di terreni comunali a
privati,di piste ciclabili supersicure con aree di sosta attrezzate che
“circumnavighino” tutta la penisola.In questo senso esistono già degli studi
di economisti liberisti come Von Mises che spiegano il vantaggio economico
di privatizzare le strade.Chi fara manutenzione di strade private e piste
ciclabili private potrà guadagnare offrendo servizi come aree di sosta e
rinfresco oltre al pedaggio per passarvi.D’altronde anche cio’ che è gratis
viene pagato con le tasse.Se vogliamo invece ridurre maggiormente le tasse
dovremmo affidarci al privato concorrenziale.In altri campi come in quello
del trasporto pubblico su autobus nel futuro sarà la tecnologia che ridurra
il personale fisico e aumenterà la possibilità di fare uso di un mezzo di
locomozione sociale.Dall’utilizzo di carte di credito per pagare il
biglietto a multe informatiche,riducendo la presenza dei controllori.Le
aziende che offrono il servizio autobus potrebbero già da subito profilare
tutti i loro clienti,attraverso un sistema informatico
centralizzato.Basterebbe iscriversi a questo portale online o ad uno
sportello  e pagare il costo del biglietto o di un abbonamento mensile,e
poter viaggiare solo in possesso della propria carta di identità,sapendo che
il sistema informatico centralizzato sa già che abbiamo pagato il
servizio.Magari senza dover sempre comprare il biglietto dell’autobus per
ogni viaggio,e senza sprecare carta per fabbricare biglietti che poi vengono
gettati nell’immondizia.Questo potrà essere possibile se oltre
all’eco-industria ,si andrà verso la strada di offrire piu’ servizi tramite
piu’ concorrenza tra aziende in competizione tra loro.Il sistema di
profilazione online garantirebbe che tutti paghino per il loro consumo e
utilizzo e che chi non è in possesso della cittadinanza di un dato paese e
viaggia approfitandosene venga subito intercettato e fermato.
Insomma questi sono solo alcuni dei cambiamenti a cui andiamo
incontro,perchè paesi europei come la Svezia o alcune repubbliche baltiche
ci stanno già superando per quanto riguarda l’informatizzazione e le
nanotecnologie oltre che i microchip,con un microchip inserito nel proprio
corpo in Svezia si può già ritirare soldi in banca senza bisogno di digitare
dei numeri su una tastiera.
Cose impensabili oggi in Italia ma che si spera potranno essere tavolo di
dibattito tra manager,politici,professori,economisti e consumatori
sopprattutto.
Perchè altrimenti si rischia di rimanere esclusi dalla globalizzazione ed
essere la periferia “passatista” del mondo globale come affermava un grande
sociologo come Zygmunt Bauman.L’Italia è pronta a cambiamenti del genere o
siamo ancora fermi come diceva Piero Angela ,alla “cultura della
cacciotta”?.
Per adesso chi utilizza i mezzi pubblici in Italia è costretto a fare
affidamento su servizi inaffidabili e ad una burocrazia kafkiana,come è
capitato ad una mia conoscente che ha fatto le spese prendendosi una multa
dell’inneficienza delle app per cellulari del servizio autobus
padovano,segno  che anche le app per cellulari devono essere
smart,intelligenti,intuitive e veloci ,mentre questa mia conoscente dal
momento in cui ha chiesto il biglietto con l’app al momento in cui
l’operazione è andata in porto ha dovuto aspettare molto tempo,e nel mezzo
di è presa una multa perchè non poteva esibire un titolo di viaggio
valido.Una profilazione territoriale potrebbe invece essere piu’
interessante per aziende che volessero anche offrire servizi di marketing ai
loro clienti e migliorare con sondaggi il proprio servizio ai
consumatori.Magari mettendo un pò di gente in surplus nell’azienda che non
ha voglia di lavorare a contatto con il pubblico, come autisti scorbutici, a
vendere veramente cacciotta tornando alla pastorizia.