In Italia servirebbe più tempo per la cultura

Mi sono chiesto se con l’automazione dei processi produttivi e con il
maggior tempo libero di cui disponiamo effettivamente i cittadini possano
farsi piu cultura.La realtà è ben diversa,perchè il lavoro di oggi è
talmente flessibile e difficile da gestire che le persone non hanno il tempo
di ripassare quello che hanno imparato a scuola.Anzi quello che si è
imparato a scuola di storia,geografia,diritto ecc non può essere sfruttato
da grandi masse ,ma solo da persone che fanno parte di un
elite:politici,avvocati,storici,professori,presentatori
televisivi,giornalisti.
Non saremmo piu liberi se potessimo fare la scelta come diceva un grande
economista come Von Hajek di fare a meno di studiare da giovani e magari
lavorare e studiare nell’eta piu’ adulta o da vecchi.?
Certo in Italia le università per la terza età ci sono,ma non ci sono luoghi
intermedi spesso,o spesso ci sono ma sono pochi e difficilmente
raggiungibili,per persone che vogliano dedicarsi a uno studio della
storia,della geografia,dell’arte e via dicendo che sia composito e
universale.Oggigiorno molte persone culturate non riescono a fare un lavoro
che abbia in se requisiti culturali,cioè dal loro lavoro non ricavano il
piacere della cultura.Nelle civiltà passate è sempre stato cosi,tanto che le
grandi masse della popolazione non sapevano spesso nemmeno da chi era
governate e che filosofia aveva chi li governasse,nel 700 erano in pochi a
conoscere terre straniere,la sociologia di queste terre straniere e le opere
dei maggiori autori della propria nazione,perchè la gente era costretta a
lavorare molto per soppravivere e non aveva tempo e tecnologia per
acculturarsi.
Ma anche oggi c’è ignoranza diffusa,e si legge sempre meno ,il mercato
dell’editoria è in crisi come ben si sa’

.Il motivo è che metà del nostro tempo lo usiamo per lavorare,in secondo
luogo dobbiamo fare la spesa e risolvere pratiche burocratiche che ci
lasciano ben poco tempo,poi mettiamo che c’è qualcuno di noi che ha famiglia
,figli o persone anziane da badare e la cultura va a farsi friggere.Ma c’è
un dato impressionante piu’ di qualche decennio fa ,(parlo degli anni 70 e
80 quando si leggeva un pò piu di adesso)ed è il fatto che il lavoro in
certe nazioni impoverite dalla crisi economica è veramente pagato poco o
pochissimo,si parla di persone che lavorano in cooperative o aziende per
soli tre euro l’ora,e tuttavia le leggi per migliorare i contratti sul
lavoro e renderli con “tutele crescenti” ha solo irrigidito il mercato e
lascia fuori dal ciclo produttivo manodopera giovane e con poca esperienza o
poca qualificazione.
Non apro sul tema del lavoro,ma capendo il mondo del lavoro si capisce anche
perchè pare che non ci sia piu’ tempo per dedicarsi alla cultura,o almeno
non nei giorni della settimana lavorativi.
Il vero problema è che mancano gli stimoli,perchè spesso abbiamo affrontato
il periodo scolastico con poca curiosità e apprendendo le lezioni solo per
riportarle a memoria,la società intera non da stimoli culturali,e anzi il
“mercato dell’evasione” da stimoli sostanzialmente di distrazione(grande
fratello ecc) che allontanano dalla cultura.
Bisognerebbe che la scuola o almeno la parte culturale della scuola fosse
lasciata libera.Mi spiego meglio ,bisognerebbe che da giovani si andasse a
scuola e si prendessero voti solo su materie legate al mondo del lavoro e
alla nostra professione futura,scegliendo un percorso mirato che ci portasse
a caricarci di competenze per il nostro lavoro.Mentre materie piu culturali
che non abbiamo scelto nel nostro percorso di formazione professionale
potessero essere affrontate anche mediante circoli culturali aperti a tutti
,sia a ragazzi che ad adulti,agli adulti nel tempo che hanno dopo il lavoro.
Insomma bisognerebbe che le scuole divenissero luoghi aperti veramente a
tutti come dice la nostra costituzione e aperti a persone che vogliono
arricchirsi di sapere,cultura e conoscenza e sono curiose,oltre che luogi di
socializzazione.Un primo passo sarebbe quello di tenere le scuole aperte
anche il pomeriggio per tutti coloro che ne vorrebbero usufruire,e magari
dare la possibilità a professori in pensione di insegnare durante le ore
pomeridiane o serali,non solo con programmi per il recupero scolastico (come
le scuole serali)ma anche con programmi open source e senza conseguimento di
titoli rivolti alla cittadinanza.Ma forse nel futuro la cultura si potra
organizzare maggiormente tramite la cooperazione volontaria e il terzo
settore,creando scuole volontarie e libere,oltre alle scuole private.