Il salario minimo riduce l’occupazione

Da qualche tempo sento parlare di salario minimo europeo,le sinistre piu’
estreme  e il movimento cinque stelle puntano sull’introduzione di misure di
questo genere.Bisogna ricordare però che nei paesi con bassa produttività
una misura di questo genere causerebbe ancora piu’ irrigidimento nel mondo
del lavoro.E’ vero che molti lavori sono sottopagati come i lavori
stagionali (negli alberghi e bracciantili)e in quei casi bisognerebbe
intervenire secondo me non relativamente al salario o alla paga che
l’operatore riceve,ma bensi garantendo dei diritti unici e minimi uguali a
tutti i lavoratori.Per esempio per i lavoratori stagionali che sono stati
danneggiati dai contratti a tutele crescenti la possibilità di vitto e
alloggio nel posto dove si va a lavorare,con condizioni di vitto alloggio da
verificare da parte di funzionari incaricati come stanze singole o almeno
non sottoscala.Allo stesso modo  le leggi varate dagli scorsi governi hanno
fatto quasi scomparire i call center dove si veniva pagati a proviggione
perchè questo non è previsto dai contratti a tutele crescenti,anche se molti
call center continuano ad aggirare la legge.Diritti minimi e uguali per
tutti e criteri sociali oggettivi al posto del salario minimo o di soluzioni
assistenziali come il reddito di cittadinanza.La soluzione sarebbe quella di
abolire direttamente i contratti e lasciare che il contratto di lavoro venga
stabilito dalla contrattazione singola,individuale e decentralizzata tra
datore di lavoro e operatore o impiegato,in secondo luogo parificazione
delle retribuzioni tra lavoratori pubblici e privati,e una Dichiarazione
globale dei diritti del lavoratore che si incentri sulla dichiarazione dei
diritti dell’uomo,per costruire un nuovo ordine mondiale del lavoro in campo
economico.
In piu’ va detto che con i nuovi contratti a tutele crescenti già molti
giovani che non hanno mai lavorato si trovano a non poter fare piu stage
senza retribuzione per un certo periodo in cui imparano un nuovo lavoro
(esiste adesso solo lo stage con rimborso spese e i datori di lavoro
lesinano anche su quello).Va ricordato che il datore di lavoro spesso di
questi tempi esige sopprattutto esperienza pregressa e capacità,cosi
inserire delle persone poco qualificate nel mondo del lavoro italiano che ha
un indice di produttività molto basso,in piu’ con misure come le tutele
crescenti e il salario minimo colpisce sopprattutto il lavoratore che fa una
prima esperienza per imparare.Anche perchè molti giovani scelgono lo stage
perche’ l’apprendistato è troppo oneroso per il datore di lavoro ,non
permette il part time e finisce dopo una certa età.
La contrattazione decentralizzata tra operatore e datore di lavoro è il
metodo migliore perchè un datore di lavoro tenga con se un lavoratore
giovane poco esperto e lo aiuti a crescere in azienda.
Mentre il salario minimo rischia di lasciare fuori mercato molte persone
perchè i datori di lavoro non se la sentono di assumere molta gente e dargli
soldi in piu’ a quelli della semplice retribuzione e cosi ci avvieremmo
verso un mondo del lavoro con poche persone al suo interno e meno
produttività,perchè sappiamo economicamente che piu’ gente produce a costi
minori piu’ la nazione ne guadagna in produttività.Gia negli anni 80 Milton
Friedman avvisava sui rischi del salario minimo,in piu’ va detto che misure
di questo genere come il salario minimo o il reddito di cittadinanza non
servono in paesi con forte produttività,che hanno collegato il mondo della
formazione magari al mondo dell’impresa.Nei paesi piu’ ricchi e produttivi
non si arriva a falsare e inflazionare le paghe dei lavoratori con
strategemmi di stato,ma è il lavoro che viene pagato maggiormente (come
succede negli Usa della grande riforma fiscale di Trump) perchè esso diventa
piu’ produttivo:quindi il primo passo per una nazione che si rispetti è
abbassare le tasse alle imprese e non introdurre il salario minimo.