SERVE UN RUOLO MAGGIORE DEL MEDICO DI FAMIGLIA PER EVITARE LA MEDICALIZZAZIONE SOCIALE,IMPARANDO DA ARCHIBALD J CRONIN

Le scuole libertarie hanno sempre visto con occhio non buono l’eccessiva
medicalizzazione della vita umana e dei cittadini di uno stato.Basta
ricordare le

frasi di Barry Goldwater e di Ronald Regan che si opponevano all’invasivita
della medicina,quando essa si trasforma da medicina curativa a medicina
sociale.
Naturalmente il tema  sarebbe ampio e non mi prepongo di essere esaustivo in
un semplice articolo.
Ma ci sono diversi problemi sui quali è neccessario dibattere per trovare
soluzioni migliori.

E’ vero prima di tutto, che nelle società del socialismo reale  (Unione
sovietica in primis),si vedeva a livello macroscopico per noi osservatori

occidentali,quanto pesasse la cosidetta medicina sociale in quelle
nazioni.Soprattutto  quando negli anni ottanta in esse era ormai spenta la
propulsione

alla produttività e si stavano trasformando in società fallimentari e
battute nella storia dalla tecnologia e cibernetica americana.

Si pensi che non solo esistevano i manicomi politici e la psichiatria era
considerata un’alternativa ai vecchi gulag dove rinchiudere chi non poteva
essere

impiegato nei piani quinquennali e da disoccupato protestava contro il
regime monopartitico,poiche’ negli ultimi anni fino al crollo dell’Urss vi
era un alto

debito pubblico e si stavano creando delle classi sociali di oligarchi di
partito elevate e delle classi inferiori,ma allo stesso tempo non solo il
popolo

riceveva cure spesso rozze ,o veniva curato per malattie mentali che non
aveva,ma anche la classe al potere era una entità rigida  monolitica e

gerontocratica.

Si ricordi che negli anni ottanta molti giornalisti di sinistra accusavano
in Regan segni di alzheimer,senza pensare minimamente ai capi centenari del

Cremlino come Breznev e Cernenko ipocondriaci e che erano continuamente ”
sotto naftalina”,rinchiusi nei palazzi del potere come in una campana di
vetro.Tra

l’altro alcuni giornalisti dissero che ormai Breznev serviva solo da
immagine perchè era il politburo che riunito decideva su cosa
legiferare,pochi mesi dopo

che Breznev mori si penso invece che di sostituirlo di affermare che era
ancora vivo.

Ma ci sono anche altri problemi legati ad una effettiva medicalizzazione
della vita anche nei paesi democratici occidentali,dall’aumentare le tasse
sulle

bevande zuccherate per lottare contro l’obesità ,trattando cosi il
consumatore da stupido che non sa regolarsi a dovere,fino alla lotta per la
liberazione

manicomiale sopprattutto nel nostro paese con la legge Basaglia,che di certo
è stata una buona cosa ,ma ha lasciato un vuoto istituzionale ,perchè fino a

pochi anni fa ,i malati di mente che avevano compiuto dei reati potevano
finire non in manicomi protetti in cui ci fosse personale adatto a prendersi
cura di

loro rispettando i diritti umani ma chiusi spesso in manicomi criminali che
solo da poche legislature fa sono stati completamente chiusi (vedi
Barcellona

Pozzo di Gotto),o addirittura messi in carcere insieme ad altri detenuti e
con la mancanza di supporto terapeutico.Sono state le battaglie dei radicali

italiani a far emergere negli anni questi vuoti normativi e istituzionali.

In molti altri campi c’è la tendenza moderna di pensare che il benessere
psico-fisico possa venire non da una elevazione materiale come quella data
da

società produttive e capitaliste,ma bensi da società in decrescita o che
pongano di valori etici e forti alla base dell’agire sociale al posto della

creazione di ricchezza ,della produzione e del consumo. Così abbiamo chi
chiede che si sfori maggiormente il deficit pubblico ,chi dice che
l’inflazione non

è un male,e chi dice addirrittura che i parametri per misurare il rendimento
di uno stato come il Pil prodotto interno lordo andrebbero sostituiti con il

concetto di prodotto benessere lordo.

La mentalità statalista pensa di poter curare in senso anti-materialista
dopo il fallimento del socialismo reale,l’essere umano proponendogli uno
stile di

vita piu’ sobrio che è molto in voga nel pensiero degli ecologisti o
decrescitisti o delle neosinistre pauperistiche,ma alla fin fine seguendo
queste logiche

si evitano di fare quelle cose che servirebbero maggiormente il benessere
dei meno fortunati,come per esempio privatizzare le carceri e portare al
loro

interno come succede negli Usa la possibilità di lavorare tramite aziende
che vi opererebbero e darebbero la possibilità ai carcerati di guadagnare
soldi per

loro e le loro famiglie.

Allo stesso tempo le disfunzioni del sistema di medicalizzazione della vita
dei cittadini del nostro paese,si colgono nel gigantismo di certe
istituzioni

ospedaliere,che sono gestite come “aziende” ma come aziende di stato.Il
gigantismo delle strutture da vita a sistemi tangentizi e corrotti,vi sono
molti

casi riportati dalle cronache di medici primari collusi con la mafia
sopprattutto nel meridione di Italia.Gli ospedali divengono strutture
giganti per

drenare soldi pubblici,ed all’interno di essi aumentano a dismisura il
numero di ricoveri.

Per evitare strutture ospedaliere dove si ricoverino pazienti in esubero,o
dove non vi siano posti letto bastanti e la gente sia messa nei

corridoi,bisognerebbe secondo me puntare a un sistema come era quello
anglosassone del passato.

E propongo ai lettori due romanzi che potrebbero far capire meglio la realtà
di queste ambientazioni.Il primo è di Archibald J Cronin (medico e
romanziere)

si intitola La cittadella e spiega come li in Inghilterra dove c’è
competizione tra università private il medico eccellente sia quello che
proviene

dall’università eccellente.Infatti il protagonista del romanzo inizia la sua
carriera in un piccolo paese di miniere della scozia e poi dopo aver
affinato i

suoi studi a Londra diventa uno dei piu’ valorosi medici.Ma è da notare come
sia nel romanzo La cittadella ,sia nel romanzo La valigetta del dottore,nei
vari

paesi in cui il medico sosta per “fare curriculum” aiuta sempre un medico
piu’ anziano che è dotato di un suo laboratorio ,di una sua infermieria con
una

adetta infermiera per piccoli ricoveri e piccoli interventi ed compra e sa
usare macchinari medici che non troviamo piu’ dai nostri medici di base che
sono

divenuti solo dispensatori di riccette di farmaci.

Io penso che un passo in avanti per evitare la medicalizzazione della
società lo si debba fare tornando indietro,ad un piu’ forte rapporto
cooperativo e

volontario tra medico di base e paziente,dando la possibilità al medico di
base di gestire un ambulatorio dove fare piccoli esami senza inviare
direttamente

il paziente in ospedale,la possibilità di avere un infermiera o piu’
infermiere e dispensare ai pazienti farmaci da portare a casa.
Daltronde basti pensare al successo di un candidato repubblicano libertario
come Ron Paul che nelle elezioni americane di anni fa ebbe un buon successo
per

le sue proposte anti-federal reserve e perchè sentito vicino al popolo
proprio perchè era un medico di famiglia.
I corpi intermedi come le famiglie e i medici di base si dovrebbero poter
interfacciare come un tempo con un sistema sanitario meno statalizzato
,poichè vige

nel nostro paese ma anche negli Stati Uniti una statalizzazione sanitaria
spinta non solo dal clientelismo pubblico ma anche da forti lobby di aziende

farmaceutiche.

Rileggendo per esempio romanzi piacevoli come questi di Cronin:La cittadella
e  La valigetta del dottore ,si puo’ riscoprire un mondo dove l’individuo
non è

massificato e istituzionalizzato ma nel suo ambiente è artefice delle
proprie scelte.il medico che spesso viene pagato ma non si arricchisce piu’
di tanto

rispetto ad adesso, e spesso è mosso da pietas umana e  decide di non essere
pagato dai pazienti piu poveri.