Reddito minimo di base universale: un sogno che si realizza per i despoti

[Questo
saggio è basato su una conferenza tenuta dall’autore all’ottava
Conferenza Internazionale della scuola austriaca di economia tenutasi
a Vienna del 14 Novembre 2019]

Ero
seduto al bar dopo un incontro della Skeptic Society. Non ci vado
molto spesso, ma quella volta c’era un autore molto famoso che
stava parlando, e vivendo (come fanno molti ai giorni nostri), in una
sorta di “bolla dei social-media”, in quanto questa è
un’opportunità – per me – di capire che cosa, al di fuori
della mia cerchia di conoscenze, le persone hanno da dire sui temi
del giorno. Segue, poi, una calorosa chiacchierata accompagnata ad
una pinta di birra insieme ad un po’ dei miei collaboratori fino a
quando, miracolosamente, l’argomento della conversazione – al mio
tavolo – diventa il reddito di base universale (Universal Basic
Income, UBI). Il mio vicino di posto si scatena con vigore circa i
suoi [del reddito di base universale, ndt] meriti. Lui sostiene
entusiasticamente che esso risolverebbe innumerevoli problemi che la
nostra civiltà ed ho la sensazione che lui abbia diffuso questo
“Vangelo” ogni volta che gli è stata possibile in quanto questa
è l’idea cruciale. Se solo riuscisse a convincere le persone…

Io mi astengo dal
menzionare il mio libro dato che non voglio pregiudicare le sue
risposte. Aspetto molto educatamente il mio turno, per fargli poi una
semplice domanda: “Dunque quali pensi che siano i potenziali
svantaggi del reddito di base universale?”. Lui, poi, replica: “non
ce ne sono”.

I
trade-off sono ineliminabili

Al
di là delle animate discussioni che ci sono tra gli economisti su
praticamente qualsiasi argomento dell’universo, c’è –
probabilmente – un solo argomento su cui tutti andrebbero
d’accordo: ovvero il fatto che ogni politica implica che ci siano
vincitori e perdenti. Dato che i bisogni umani sono infiniti ma i
nostri mezzi che sono rivolti al raggiungimento degli stessi sono
finiti, le politiche governative – per loro stessa natura –
avvantaggiano alcuni gruppi a spese di altri. Ma il reddito di base
universale sembra non soffrire di questo difetto. Sarebbe in grado di
eliminare la povertà, curare lo stress, ridurre il crimine, liberare
la creatività imprenditoriale, emancipare le donne, salvarci
dall’Intelligenza Artificiale e combattere il cambiamento
climatico. Non sto per niente esagerando: ho cercato su Google e ci
sono molteplici articoli che non solo ritengono che il reddito di
base universale salverà l’economia dall’appiattimento a causa di
una mancanza di domanda di beni di consumo, ma anche che (in qualche
modo) metterà allo stesso tempo un freno al riscaldamento globale –
per quanto possa sembrare contraddittorio – .

Il
reddito di base universale è un unicorno volante che sprizza
arcobaleni?

Forse
sì. Forse le leggi dell’economia verranno nullificate dalle buone
intenzioni dei suoi sostenitori. Questa è la forza e natura
cavalleresca dell’ultimo idealismo. Forse sono un po’ troppo severo
nello “svegliare” gli idealisti. D’altro canto, questo
giovanotto non aveva una formazione di base economica, vero? Sta
soltanto cercando un modo facile per salvare il mondo. Sicuramente
dovrei scegliere qualcuno alla mia altezza. I sostenitori del reddito
universale di base che sono dei professionisti
dovrebbero essere più vicini all’essere obiettivi riguardo ai
vantaggi e svantaggi del programma e quindi a presentarne una visione
più morbida, giusto? Beh, non secondo i titoli dei loro libri.

  • Rutger
    Bregman se ne esce chiamando il suo libro che supporta il reddito di
    base universale “Un utopia per realisti”.

  • Il
    libro di Andy Stern e Lee Kravitz “Rising the Floor” (alzare il
    pavimento) porta come sottotitolo che sostiene che il reddito di
    base universale riuscirà a “Rinnovare la nostra economia e
    ricostruire il Sogno Americano”.

  • Il
    libro di Annie Lowrey “Give people money” porta il sottotitolo:
    “come un reddito di base universale metterà fine alla povertà,
    rivoluzionerà il lavoro e ridisegnerà il mondo”.

  • Phillipe
    Van Parijs e Yannick Vanderborght hanno intitolato il loro libro
    “Reddito di base: una proposta radicale per una società libera ed
    un’economia sana”.

Tale
idealismo senza limiti mi spaventa. Anche ai russi venne offerta
un’utopia dopo gli zar e cosi accadde ai cinesi quando Mao prese il
potere. Quindi se mi discosto con un tono così paternale da questa
nuova conclusione, ciò accade in parte perché le persone sembrano
dimenticare che di cosa sia lastricata la strada per l’inferno1.

Fidarsi
degli Stati per fare il Bene?

La
maggior parte delle persone è d’accordo con il fatto che la
politica è un gioco sporco e che i poteri politici verranno
inevitabilmente usati per promuovere l’agenda dei burocrati e dei
loro amici degli amici. Ciò detto, pur essendo coinvolto da ormai
tre anni nel dibattito intellettuale moderno circa il reddito di base
universale, ho visto raramente delle preoccupazioni per quanto
riguarda ciò che il governo attuale – o uno futuro – potrebbe
fare una volta che abbia ottenuto i cordoni della borsa di ognuno.
Dopotutto, questo governo è composto dalle stesse persone che hanno
iniziato una guerra in Medio Oriente, sperperando trilioni di dollari
per distruggere milioni di vite. Questi governi hanno salvato banche
con fondi pubblici e si sono aumentati lo stipendio dopo aver
preteso che il resto della nazione tirasse la cinghia. Hanno
strappato ai giovani l’opportunità di possedere una casa spingendo
ai massimi i prezzi delle case e sono intenzionati a lasciarli vivere
in una nazione con un debito rovinoso. Continuano ad incarcerare un
gran numero di individui per decenni a causa di crimini senza
vittime, lasciando che i loro bambini crescano con un solo genitore.
Hanno creato un oligopolio dell’educazione superiore, costringendo
intere generazioni alla soggezione al debito studentesco dal quale
non possono non essere che inadempienti e sistemi sanitari che sono a
tal punto restrittivi che le persone debbono pagare somme di denaro
esagerate per prendersi cura di sé o, alternativamente, rivolgersi
alle liste di attesa del governo che sono a tal punto lunghe che
molte delle loro [dei pazienti] condizioni sono croniche o non
trattabili già da prima che vengono visitati.

Sono
l’unico che crede che questi poteri possono essere usati
maggiormente per il male piuttosto che per il bene?

Il
“sistema del credito” cinese

Una
di queste storie cautelative viene dalla Cina.

Se
diamo uno sguardo alla Cina, dove sono in procinto di istituire un
“istituto di credito sociale” potremmo forse avere un’idea di
cosa potrebbe accadere negli Stati Uniti con il reddito di base
universale. Grazie all’istituto di credito sociale il governo
cinese giudica il comportamento e l’affidabilità dei suoi
cittadini allo scopo di assegnare a ciascuno un voto da uno a mille
che lo Stato può migliorare o peggiorare. Se le persone suonano
musica a volume troppo alto, non pagano una multa, devono soldi al
governo o sono beccati ad attraversare la strada fuori dalle strisce
– per esempio – perderebbero certi diritti, come quello a
prenotare voli oppure biglietti del treno. Il governo può limitare
la velocità di internet di un individuo, oppure escludere una
persona dall’avere le migliori occupazioni. I genitori possono
vedere esclusi i loro bambini dalle migliori scuole, essere esclusi
dai migliori alberghi, essere bollati pubblicamente come “cattivi
cittadini” e possono persino vedersi portare via il loro animale
domestico. Ora, una garanzia di reddito minimo potrebbe essere
universale, ma dato che con il passare degli anni si scopre che esso
è dispendioso da offrire, potrebbe accadere che gli “angoli” di
questa misura vengano smussati allo scopo di rendere tale misura
fungibile in modo continuativo. Difficilmente qualcuno potrebbe
obiettare all’esenzione del reddito di base universale per i
criminali. Le persone potrebbero vedersi il loro reddito di base
universale per il fatto di aver commesso dei fatti di
microcriminalità, come – per esempio – spargere le strade con i
rifiuti. E forse, in seguito, anche per comportamenti antisociali.
Solo pochi lamenterebbero il fatto che si tratta dell’inizio di un
programma di ingegneria sociale, ma per la maggior parte delle
persone queste sembrerebbero delle misure delle misure abbastanza
ragionevoli e giudiziose. Dopo tutto, noi tutti “beneficiamo”
della benevolenza della società che fornisce scuole, strade e –
ora – il reddito universale di base. Quindi se qualcuno volesse
ripagare la società essendo irrispettoso, con un tale comportamento
volgare come sporcare le strade, gettare via i mozziconi di
sigarette, sputare per strada, non raccogliere le feci del cane o
qualsiasi altra cosa tu faccia, per quale ragione la società
dovrebbe continuare a provvedere a costoro con un pieno reddito
universale? Inoltre, se il loro reddito di base viene bloccato per
molti mesi loro saranno scoraggiati dal ripetere il crimine –
impareranno in fretta la lezione. Ciò farà risparmiare soldi sulle
forze dell’ordine, lunghi processi in tribunale così come
imprigionamenti, cose queste che sono tutte costose. Tagliare il
reddito minimo universale delle persone diventerebbe presto la misura
che sembrerebbe più giudiziosa e ragionevole per molti crimini e
misfatti. Le persone potrebbero essere sanzionate per cose come non
aver fatto la raccolta differenziata. I governi sono già sul punto
di sanzionare le persone con questo tipo di comportamenti, dunque il
passo sarebbe molto ampio. Questi passi sono disegnati allo scopo di
abituare le persone all’idea di essere “sospinti” nella giusta
direzione prima che vengano prese delle misure molto più radicali
che per usare il reddito di base universale di base per modellare il
comportamento. In Cina le persone possono vedersi bloccato il loro
“credito sociale” per aver comprato troppi videogames. Se
entrasse in vigore il reddito di base universale, ci saranno
sicuramente lamentele sul fatto che delle persone si
approfitterebbero del sistema. Dunque diventerà sensato risparmiare
denaro, ed incoraggiare le persone ad assumere delle buone abitudini,
bloccando il loro reddito universale di base se spendono troppo tempo
a giocare al computer stando sui social media. Invece, il governo
avrebbe sicuramente molte brillanti idee su quali tipologie di
attività dovrebbero essere imposte. Inizialmente potrebbero voler
premiare coloro che si dedicano alla carità ed al volontariato. Ma
per quanto tempo il sistema rimarrebbe imparziale? Quanto a lungo si
potrà durare prima che le persone comincino a creare accuse maligne
da denunciare ed approfittarsi della moneta gratis del governo?
Quanto tempo deve passare prima che il governo decida quali cause
siano meritevoli e quali altre no? Il governo che premia delle
specifiche attività con fondi pubblici soppianta il sistema di
mercato con un “governo della corruzione” in cui le persone
possono salire la scala sociale non mediante l’offerta diretta di
beni e servizi che altri sono disposti a pagare, ma mediante la
ricerca di ciò che il governo vuole e collezionando “brownie
points”[i “brownie points”, nel linguaggio inglese, sono una
“moneta di scambio” che è acquisibile guadagnandosi il favore di
qualcuno di superiore, ndt.]. E se spiare i vicini e denunciare i
loro cosiddetti “comportamenti antisociali” è una pratica
valida, dunque il governo avrebbe appena trovato un ruolo per questa
classe nuova di sicofanti – l’idea diventa ancora più
spaventosa. Non sarebbe la prima volta che i governi chiederebbero di
spiare i propri vicini.

In
Cina, le persone potrebbero vedersi bloccare il loro credito sociale
per aver pubblicato delle fake news on-line. Potremmo chiederci,
dopotutto, false per chi? Dopotutto, il governo cinese continua a
ritenere che il massacro di piazza Tienanmen del 1989 fosse una “fake
news” impacchettata dall’Occidente per minare il regime. Per
rimanere nei paraggi di casa, i media mainstream erano pienamente
complici nel vendere la guerra contro l’Iraq al pubblico, ma dubito
seriamente che noi vedremo delle persone sanzionate per aver postato
delle notizie citando come fonti dei media mainstream come la BBC o
la MSNBC. I nostri leaders sono i migliori nel falsificare le
registrazioni storiche e relegare gli incidenti imbarazzanti nel
dimenticatoio per la loro cancellazione permanente. ‎I cordoni del
reddito di base universale rappresentano una grave minaccia anche per
la libertà di parola. ‎Chiunque stesse seguendo le cosiddette
“woke wars” [ovvero degli screzi on-line su chi fosse il più
‎‎pretenzioso‎‎ su quanto ti importa di una ‎‎questione‎‎
‎‎sociale, ndt] su Twitter e le altre piattaforme social avrà
sentito certamente parlare di persone che sono state bloccate a vita
per aver scritto cose come “gli uomini non sono delle donne”.
Ora, indipendentemente dal fatto che voi riteniate che questo
messaggio sia transfobico o no, sareste comunque d’accordo con il
fatto che qualcuno abbia il diritto di twittarlo, ed essere
debitamente messo di fronte davanti all’incorrettezza delle loro
azioni da parte di altri utenti. Il reddito di base universale
potrebbe diventare la nuova arma da usare contro coloro che
possiedono delle opinioni impopolari o che semplicemente non sono più
politicamente corrette. In primo luogo verrebbe usato per protestare
e colpire gruppi che possiedono opinioni impopolari, come i razzisti,
i misogini, gli omofobi e i bigotti. Non ci sarebbero tante persone
che accorrerebbero in loro difesa quando loro perderanno il loro
reddito universale di base per il fatto di aver diffuso odio. Ma un
giorno voi stessi potreste avere un’opinione impopolare che è
relativamente buona. Magari potreste pensare che non si dovrebbe
tagliare il reddito universale di base per il solo fatto di
diffondere opinioni impopolari su internet. Non sareste “sculacciati”
con un semplice ban di Twitter, perdereste 1000 dollari al mese. Il
conservatore Charles Murray sostiene in “Loosing Ground”, il suo
libro che sostiene il reddito minimo universale, che ciò
richiederebbe alle persone di avere un “passaporto universale” e
un “account bancario rintracciabile”. ‎Non credo che sia
irrealistico immaginare che le persone potrebbero presto essere
costrette ad accettare una carta d’identità governativa obbligatoria
per rivendicare il loro reddito di base. In breve tempo sarà chiesto
loro di mostrarlo al fine di entrare in luoghi ed edifici
governativi. Poi all’aeroporto per salire su un aereo. ‎ ‎Poi
semplicemente a bordo di un treno o di un autobus. Poi per entrare in
un bar. Poi per entrare in un ristorante. Poi mostrarlo a qualsiasi
poliziotto che chiede di vederlo. In breve tempo, ogni luogo pubblico
che andiamo ci verrà chiesto di mostrare la nostra carta d’identità.
La mancata produzione può comportare una sanzione per il nostro
reddito minimo universale. ‎Dovrai mostrare la tua carta d’identità
per votare, e in breve tempo ‎‎non ‎‎votare potrebbe
comportare, allo stesso modo, una penalità per il reddito di base
universale. ‎In tempo di guerra vi verrà chiesto di arruolarsi
nell’esercito o rischiare di perdere il vostro reddito di base
universale. ‎Proprio come gli Stati congelano i beni di sospetti
truffatori, presto congeleranno i “conti bancari noti” dei
dissidenti politici. Quando arriveranno per coloro che hanno idee
radicali sulla libertà dalla tirannia del governo, rimarranno pochi
preziosi a parlarcene.‎ ‎Lungi dalla creare un’utopia futuristica
in cui – una volta soddisfatte le nostre esigenze di sicurezza –
siamo tutti liberi per perseguire i nostri sogni, diventare grandi
scienziati, studiosi, artisti e imprenditori, il ‎‎reddito di
base universale‎‎ minaccia un orrore totalitario del calibro di
cui siamo abituati a vedere immaginato solo nella zona del
‎‎crepuscolo ‎‎e ‎‎nei limiti esterni‎‎.‎
‎Certamente i poveri, che dipendono esclusivamente dalle loro
dispense di questo reddito per sopravvivere, diventeranno rapidamente
molto cauti rispetto a ciò che dicono e fanno, ma anche le persone
ragionevolmente benestanti ci penseranno due volte prima di rischiare
di perdere una somma abbastanza alta. Il reddito di base universale
avrà l’effetto di ‎istituzionalizzare lo Stato come uno dei
nostri patroni – e noi come servi dello stato. Una volta stabilita
questa relazione, entreremo in un’epoca spaventosa in cui il governo
è il nostro fornitore ed il reddito di base universale può essere
facilmente armato dai nostri governanti per modellarci in conformità

[ai loro disegni, ndt.]

. ‎‎

1
Per non dimenticare “La via della schiavitù”, se è per
questo.

L'articolo originale: https://mises.org/wire/universal-basic-income-dream-come-true-despots