Come ritornare al denaro sano ed onesto

Negli
ultimi anni ci sono stati pochissimi commenti sui vantaggi della
“sound money”, monopolio esclusivo dei seguaci della scuola di
economia Austriaca. Ancor meno è stato scritto su come uscire
dall’inflazionismo, porre fine alla “unsound money” e ripensare
una convergenza monetaria non inquinabile dai governi e dal sistema
bancario.

Il
migliore tentativo di armonizzare queste tematiche lo si trova in un
capitolo aggiuntivo della “Theory of Money and Credit” del 1952
di Ludwing Von Mises.

Ovviamente
il contesto era molto diverso da quello di oggi. In quel periodo gli
USA avevano corrotto il “gold exchange standard” al fine di
escludere progressivamente la possibilità e capacità degli
individui di richiedere oro in cambio della carta moneta (dollari).
Inoltre, almeno in Occidente, il Keynesianesimo e il socialismo erano
agli albori. Oggi possiamo osservare i danni, e probabilmente la fine
del gioco, prodotti al sistema dallo status “circulating money” e
dovremmo affrontare la prospettiva non di una riforma monetaria
nazionale bensì di un collasso del sistema “fiat money”.

Questa
è una situazione che Von Mises predì nei suoi scritti se nulla
fosse stato fatto. Oggigiorno non solo assistiamo inermi al
fallimento delle valute nazionali ma anche ai loro danni
all’economia. Si evidenzia come alla base del problema, con un numero
sempre maggiore di osservatori critici, ci sia una combinazione di
spirale inflazionistica che va ad alimentare una crisi del credito.

Tutte
le stime economiche, che guardano il 2020 e oltre, vedono un continuo
deterioramento della domanda di produzione manifatturiera e un calo
della qualità del credito causato dalla fine del ciclo espansivo del
credito stesso. La nuova politica protezionisica americana, a questo
punto del ciclo del credito (credit cycle), porta con sé gli echi
del 1929, quando il “Smoot-Hawley Tariff Act” fu approvato dal
Congresso Americano e sottoscritto dal Presidente Hoover nel 1930.

I
primi mesi del 2020 dovrebbero vedere confermate le statistiche del
calo della produzione mondiale mascherato solo da una ripresa
dell’inflazione. Per questo la recessione economica, con tutte le sue
conseguenze, sono l’incubo peggiore delle banche centrali che sono
già in modalità di inizione di liquidità nel sistema.

Il
futuro immediato delle monete fiat è fondato sul fatto che il
dollaro sia valuta di riserva. Il mercato dollaro-centrico rimane
edificato solo nella convinzione degli altri operatori economici
internazionali che il dollaro sarà sempre il porto sicuro dove
ancorarsi in caso tutto dovesse sfasciarsi.
Nel breve periodo
questa profezia potrebbe auto-avverarsi ma, dopo un iniziale riflesso
Pavloviano, il futuro del dollaro, misurato nelle altre valute
nazionali, andrebbe a dipendere dalle esigenze degli attori economici
rispetto sia alla loro struttura nazionale e sia al numero di azioni
ordinarie di proprietà di questi titolari (ownership position).

Il
dollaro ha un prezzo molto basso, con attività in dollari (dolar
assets) e liquidità in mano agli stranieri pari a 24 trilioni circa
mentre tutti gli assets non in dollari in mano agli statunitensi è
pari a 11.297 trilioni di dollari circa (dati a fine 2018). Titoli a
breve termine statunitensi in mani stranieri ammontano a 520bn (fine
2018) di cui solo 92bn in valuta estera, socondo i dati TIC del
Ministero del Tesoro USA. Escludendo i titoli americani quotati
all’estero, che sono minimi rispetto alla proprietà estera dei
titoli statunitensi, i 92bn è tutto l’ammontare di moneta straniera
detenuta dai residenti USA che dovrebbero vendere nel caso di un
tracollo finanziario.

Dal
totale dei 24 trilioni di dollari, gli stranieri detengono 19,4
trilioni di dollari di assets, di cui oltre 8 trilioni in azioni
(equities) includendo anche i titoli a breve termine pari a $980bn.
In aggiunta, l’ottobre scorso i depositi in dollari detenuti
attraverso il circuito bancario ammontano a $3,6 trilioni. La
liquidità in dollari nelle mani straniere è circa $13 trilioni,
considerando gli investimenti esteri in titoli del tesoro USA, che
sono detenuti dai governi stranieri e da organizzazioni ufficiali.
Pacifico che quando i saldi con l’estero si adegueranno al mondo
delle contrattazioni commerciali, i dollari saranno venduti,
distruggendone il valore e sconvolgendo il mercato dei capitali US,
con un blocco nei flussi in entrata controbilanciati dai flussi in
uscita.

In
queste circostanze sarà impossibile per il Governo degli USA
finanziare il proprio deficit di bilancio attraverso gli enormi
flussi di capitali dall’estero e, data l’assenza di risparmio
domestico accumalato, il rallentamento nei consumi andrebbe a
pregiudicare la crescita PIL, determinando un massiccio finanziamento
del deficit attraverso credito bancario e nuova offerta di moneta.

Prima
o poi questo modus operandi genererà una grave crisi del dollaro con
conseguenze per tutte quelle valute nazionali che lo considerano
“King Rat”. La crisi sarà ulteriormente alimentata
dall’esplosione del debito pubblico, dal calo del potere d’acquisto e
da un aumento dei tassi di interesse. Quest’utimo sarà determinato
dalla risposta del mercato ad una valuta in declino in termini di
potere d’acquisto. Questa trappola del debito andrà ad incidere
sulla fiducia verso il Governo USA.

Al
termine, forse nel giro di pochi anni, il dollaro potrebbe diventare
inutile. I pochi commentatori consapevoli di questo pericolo da tempo
discutono di un ripristino della valuta (currency reset) senza avere
molta idea di come possa essere implementato. È quasi certo che le
banche centrali si riuniranno per elaborare un nuovo piano monetario
man mano che aumentano i pericoli per l’attuale sistema. Ma, data la
cultura statalista nel risolvere i problemi dell’economia, alla
radice di qualsiasi piano ci sarà il tentativo di garantire il ruolo
dominante dello stesso ed estenderlo poi sui mercati. Date le
caratteristiche dell’emissione statale di valuta qualsiasi nuovo
sistema monetario, che non intacchi questo metodo, è destinato a
fallire. La storia ci dimostra come strutturare una seconda volta un
sistema a moneta fiat sia deleterio per il Governo data la conoscenza
dell’inganno da parte del popolo con relativo fallimento in tempi
brevi (cf. Francia 1789-97 – incarichi eseguiti da mandanti
territoriali che operavano per massimo 6 mesi).

Da
un punto di vista strettamente economico, l’introduzione del “sound
money” produrrà benefici immediati per la popolazione rispetto a
un regime valutario corrotto. I problemi che ostacolano questo
sistema è la non comprensione dell’establishment burocratico,
politico e professorale della “catallactic theory”.

Data
la portata di una riforma socio-economica e monetaria stabile ed
efficace occorre proporre soluzioni funzionali allo scopo. Un tale
progetto deve fondarsi su una “sound incorruptible money” (moneta
incorruttibile) altrimenti questo proposito, accordo non può
sopravvivere nel tempo. Richiede
la fine del modello di banca centrale.
Ri-progettare
un nuovo modello monetario basato sulla “sound money” e un
credito bancario solido sarà un’esigenza quando si paleserà il
ruolo negativo delle politiche delle banche centrali e del sistema a
moneta fiat.

Procediamo
da questo assunto: questi “sound money” saranno la fenice che
sorge dalle ceneri della catastrofe economica e monetaria.

Questo
articolo fornisce un modello per l’implementazione di un nuovo
sistema monetario basato sul “sound money”.

Affronteremo
i seguenti argomenti:

  • la
    reintroduzione dell’oro come moneta circolante;
  • gestione
    del debito pubblico esistente, riformando il sistema bancario;
  • ripristinare
    la teoria economica pre-Keynesiana;


Se
correttamente affrontato e pianificato, la sua attuazione dovrebbe
essere meno complessa di quanto sembri a prima vista e qualsiasi
nazione che segua le linee d’azione in questo articolo osserverà
benefici economici sostanziali in meno di un anno.

SOUND
MONEY – PUO’ ESSERE SOLO ORO FISICO

A
scanso di equivoci, un possibile sostituto dell’oro è una valuta che
può essere sempre convertita, su richiesta del cliente, in oro. Ed
esempio un “gold exchange standard” permette l’espansione del
credito bancario non garantito gonfiando l’offerta di moneta.

Prima
che i critici saltino alle conclusioni qui si propone un ruolo di
“sound money” per l’oro. Stiamo consigliando l’oro ma
esclusivamente come “sound money”; l’ordine logico è

  1. “sound
    money”;
  2. oro;

Questo
è il motivo per cui Io e i colleghi di Goldmoney insistiamo sul
fatto che l’oro fisico è denaro quindi non deve essere considerato
come un impiego, sebbene i derivati e le azioni minerarie siano
correttamente classificate come investimenti correlati all’oro.

In
questo articolo è inutile ribadire i motivi per cui l’oro fu scelto
dalla gente come denaro in sostituzione di un sistema a baratto. Vale
la pena sottolineare la differenza che intercorre tra l’oro e il
denaro nazionale; quest’ultimo è usato come mezzo per trasferire
ricchezza dal popolo alle casse dello stato. E’ uno strumento di
finaziamento di cassa parallelo alla tassazione.

Con
il “sound money” il deprezzamento della valuta sarà limitato. La
quantità di oro domandata come moneta nell’economia globale
rappresenterebbe
solo una parte delle azioni relative all’estrazione dello stesso e
la sua quantità e distribuzione sarebbe decisa dagli attori
economici, non dallo stato. Ovviamente la fonte di approvvigionamento
dell’oro sono le miniere, che coprono circa il 2% delle azioni in
linea con la crescita della popolazione mondiale a lungo termine. Gli
altri rifornimenti dipendono dagli scarti e dal riciclaggio dell’oro.
Essendo queste le fonti dell’oro è facile capire perché i prezzi
sarebbero costantemente stabili.

Utilizzando
l’oro come forma fiduciaria di moneta il commercio transfrontaliero
sarà incoraggiato perché, non potendo più crearsi valuta nazionale
o credito bancario dal nulla, andrebbero eliminati gli squilibri
commerciali o meglio si verificherebbero solo variazioni temporanee
del rapporto di cambio tra oro e merci.

Evidentemente
l’introduzione della “sound money” produce un radicale
cambiamento della cultura socio-politica ed economica. Vincolato da
un solido regime di “sound money” l’atavica incapacità dei
governi di gestire i propri deficit di bilancio verrà eliminata.
Inoltre i governi saranno costretti a rimuovere le politiche
socialiste formando una cittadinanza più responsabile.

Dall’abbandono
del trattato di Bretton Woods abbiamo affrontato continue
oscillazione dell’inflazione. L’aumento del prezzo dell’oro dal
livello pre-bellico fino ai 35$ ha in parte corretto l’inflazione
precedente quando il dollaro fu inserito nel sistema “gold exchange
standard” rispettando il Gold Standard Act del 1900. Tuttavia gli
aggiustamenti non hanno compensato la continua crescita quantitativa
dei dollari fiat. Se vuole avere successo, il nuovo dollaro deve
essere un vero sostituto dell’oro.

La
fissazione del prezzo di cambio è la decisione più importante che
deve essere esercitata dall’emittente dei nuovi dollari. Una scelta
politica ragionevole sarebbe quella di annunciare la decisione di
tornare all’oro come principale forma di denaro e dare così al
mercato un periodo per allinearsi rispetto a questa nuova valuta.
Contemporaneamente, dovrebbero essere determinati i livelli di cambio
tra i vecchi dollari e i nuovi fino al completo annullamento della
vecchia valuta.

Durante
il periodo che intercorre tra l’annuncio del nuovo regime e la sua
attuazione, la banca centrale o il dipartimento del tesoro (nel caso
USA) dovrebbero condurre una verifica sulle riserve auree con
l’istituzione di un comitato indipendente di controllo.

E’
vitale che i mercati si fidino dei risultati di questi controlli. La
stima ufficiale del Ministero del Tesero USA è di 8134 tonnellate di
oro quindi un controllo approfondito e indipendente non richiederebbe
molto tempo. Questo audit dovrebbe confermare l’esistenza, la
proprietà, il peso e la purezza di ogni barra e moneta allocata a
sostegno della nuova valuta. In ogni caso, potrebbe esserci più oro
di quello necessario per sostenere la nuova moneta.

Non
appena il revisore avrà terminato il lavoro il tasso approssimativo
di cambio sarà fissato dai mercati sapendo che sarà disponibile una
quantità di oro sufficiente per supportare la circolazione della
nuova valuta. Se presenti riserve aggiuntive possono rimanere sospese
e a disposizione.

Una
volta fissato il rapporto di cambio tra la nuova moneta e il peso
dell’oro, possono venire implementate tutte le decisioni relative
alla forma del conio. Verrebbe definito il tasso dollaro/oro, per
esempio 1 grammo di oro potrebbe essere rappresentato da 10 nuovi
dollari. Di conseguenza 1 nuovo dollaro equivarrebbe a 10 centigrammi
di oro. Fondamentale che ogni dollaro emesso, in tutte le forme,
possa sussistere solo se supportato al 100% dall’oro detenuto presso
la banca centrale.


Tutte
le restrizioni sulla proprietà dell’oro devono cessare. Al fine di
garantire che lo stato non evada dal sistema di sostituzione delle
valuta verso un “gold exchange standard” è vitale far circolare
l’oro congiuntamente ai suoi sostituti. Questa evenienza è
facilitata dall’emissione di monete d’oro ad alto valore. Oltre a
quanto già detto i depositanti che prelevano i propri risparmi da
una banca, in qualsiasi forma detenuti, devono avere la possibilità
di poterli liquidare o in monete d’oro oppure nei suoi sostituti.

Per
piccole quantità le monetine dovrebbero circolare solo come moneta
in lega minore sostenute interamente dall’oro. L’emissione di questi
tokens andrà a sosituire tutte le banconote di piccolo taglio per
minimizzare il ruolo delle stesse valorizzando così il ruolo
dell’oro come autentico mezzo di circolazione.

In
conclusione con l’eliminazione del credito bancario non coperto anche
assegni e trasferimenti elettronici saranno interamente garantiti
dall’oro e riconosciuti come sostituti dell’oro.

CONVERSIONE
DEL DEBITO DEI TITOLI DI STATO

In
parallelo al crollo della moneta fiat si realizzerà un’esplosione
del debito pubblico. Il tasso di conversione del debito pubblico e di
tutti gli altri debiti in vecchia valuta sarà ancorato ad un livello
fissato con la nuova valuta. Ovviamente anche gli interessi sul
debito saranno pagabili in nuova valuta o convertibili in oro.

All’interno
di questo nuovo regime monetario, l’emissione di nuovo debito
pubblico può essere finanziato solo con un aumento dei risparmi
personali. Dopo aver abolito la banca centrale e il suo ruolo nel
fissare i tassi di interesse, qualsiasi finanziamento aggiuntivo in
oro dovrebbe rispettare il tasso di mercato. L’esperienza maturata
sui tassi di interesse di un credibile gold exchange standard,
fissato in base alla tendenza dei prezzi di beni e servizi misurati
in oro, suggerisce che nel tempo si stabilizzerebbero al 2-3%
rendendo più costoso un aumento dei prestiti pubblici. Vi sarebbe
quindi un forte incentivo per evitare disavanzi di bilancio senza far
crescere il debito pubblico.

C’è
da considerare anche le disposizioni per il rimborso dei titoli di
stato esistenti. Data la costante caduta del potere d’acquisto della
vecchia moneta si determinerebbe uno sconto significativo nel valore
del rimborso. La conversione di questo vecchio debito in nuova valuta
ad un tasso di interesse legato direttamente all’indebitamento in oro
ridurrebbe significativamente i costi di interesse.

Le
attuali procedure di gestione del debito suggeriscono che anche con
un bilancio in pareggio, il debito a scadenza deve essere
continuamente rinnovato. Oltre a regalare affari ai broker finanziari
questo metodo di rinnovo del debito incoraggia la classe politica a
scivolare nei vecchi e deleteri modi di operare.

Un
modo efficiente per affrontare il problema dei rimborsi è che il
governo offra termini di conversione in nuovi prestiti senza una data
di scadenza del rimborso e un livello della cedola abbastanza elevato
da garantirne la conversione. Alla scadenza il vecchio debito deve
essere trasferito nelle nuove obbligazioni di debito non datate.
Contemporaneamente dovrebbe essere istituito un fondo che consenta al
governo di riacquistare il proprio debito sul mercato nel momento più
propizio. Il segnale per la classe politica è ridurre il debito e
non solo rifinanziarlo.


Un
esempio esplicativo è l’esperienza britannica durante le guerre
napoleoniche dove il rendimento dei loro prestiti consolidati
rifletteva il rischio di guerra. Il finanziamento della guerra
prevedeva l’emissione di nuove quote di debito con uno sconto, in
modo che una cedola d’oro del 3% al 60% del valore nominale
dell’obbligazione si trasformasse in un rendimento perpetuo del 5%.
Sostenendo il governo in tempo di guerra, l’investitore incassava un
ottimo premio e un guadagno nel momento della reintroduzione del
gold standard.

Noi
supponiamo l’introduzione di un sostituto dell’oro in tempo di pace
quindi è probabile che all’inizio la stima del popolo verso le
finanze pubbliche sia bassa. Col passare del tempo ad un
miglioramento delle condizioni economiche e della fiducia del
pubblico corrisponderà una crescente fiducia di questo sostituto.
Come i sostenitori del governo britannico in tempo di guerra, i primi
sottoscrittori saranno ricompensati con guadagni sui titoli di stato
man mano che i rendimenti inizieranno a stabilizzarsi al livello dei
tassi a lungo temine. Questi benefici, in generale tutti i guadagni e
le entrate derivanti dai risparmi dei cittadini, non devono essere
tassati per incoraggiare i risparmiatori a sostituire la moneta fiat.

RIFORMA
BANCARIA

L’attuale
sistema bancario consente alle banche di prestare credito creando
denaro dal nulla concedendo prestiti al pubblico provocando gravi
conseguenze al sistema economico. Permette alle banche di prestare
molto più del capitale detenuto, ampliando il volume del credito in
tempi favorevoli facendo apparire l’economia in uno stato migliore di
quanto in realtà sia. In questa maniera, ogni unità monetaria
creata può trasformarsi in un profitto di dieci volte superiore.
Ovviamente una continua corsa all’espansione del credito tende a
generare un aumento costante di prestiti che non può essere
soddisfatta senza raggiungere livelli di equilibrio del “gearing
ratio” molto pericolosi. Succede così che i banchieri
relativamente cauti smettono di espandere il loro portafoglio
crediti, i tassi del prestito aumentano e le imprese, il cui costo
del capitale circolante è aumentato, scoprono che i loro piani
aziendali non sono più redditizi. In queste condizioni sono i
mutuatari a forte rischio debitorio che iniziano a trovarsi in
difficoltà accendendo un focolare che va a diffondersi in tutta la
comunità economica. Il ciclo del credito svolta a U e così il ciclo
economico. Senza l’intermediazione della creazione dal nulla di
credito bancario il fallimento delle aziende sarebbe un evento raro e
casuale.

Lungi
dal creare stabilità, la combinazione della moneta ad inflazione
fiat e il ciclo del credito bancario sta destabilizzando l’economia.
Il problema è sorto perché nel sistema finanziario i depositi
bancari non sono depositi dei clienti ma prestiti dai cosiddetti
depositanti alle banche.

In
un sistema bancario riformato le banche devono fungere o da deposito,
essere i custodi della moneta e agenti di pagamento per i loro
clienti, o un fornitore di fondi in qualità di broker che ha il
diritto di sindacare il prestito e fare investimenti. Ad una banca
sarebbe vietato svolgere entrambe le funzioni.

In
aggiunta rimuovere la responsabilità limitata per gli amministratori
sarebbe un forte disincentivo alla frode bancaria.

RIPENSARE
LA TEORIA ECONOMICA E IL RUOLO DELLO STATO

Dati
gli obbiettivi di questo articolo, abbiamo ipotizzato che
l’implementazione di un nuovo regime “sound money” si realizzerà
con il fallimento del sistema a moneta fiat. Questo perché ci sarà
un supporto popolare molto forte per cui gli architetti di questo
nuovo regime potranno operare in maniera veloce ed efficace.
Obbligatoriamente tutti che gli economisti e gli econometristi
saranno portati, metaforicamente, sul banco degli imputati anche se
sarà una dura battaglia il metterli a tacere.

Tutti
i riformatori radicali affrontano difficoltà di questo genere. C’è
bisogno di persone risolute che riescano a resistere alle critiche
per concentrasi sulla soluzione. Ciò che ci si porrà di fronte sarà
una sfida più grande di quella affrontata da Hialmar Schacht che
domò l’iperinflazione in Germania nel 1923 senza però affrontare il
problema del credito bancario o quella di Ludwig Erhard che progettò
una nuova valuta per ricostruire la Germania al termine della seconda
guerra mondiale. Da allora gli studiosi si sono sempre più
allontanati dal libero mercato e dalla “sound money” per
appollaiarsi sull’interventismo statale in economia. Pochi professori
si scandalizzano rispetto alla supremazia dello Stato rispetto al
libero mercato mostrando i vantaggi e i benefici di una “sound
money”. Sono così radicate le idee neo-keynesiane e socialiste che
l’attuazione di questa riforma monetaria dovrebbe essere attentamente
pianificata.

Il
primo step sarà quello di introdurre l’oro come moneta.
Successivamente la nuova valuta, cartacea o elettronica, agirà solo
da sostituto dell’oro. Questo primo step avrà sicuramente il pieno
sostegno del pubblico data la disperata ricerca di stabilità
monetaria dopo aver perso molta richezza dovuta al crollo delle
valute nazionali. Questo sarà un grande aiuto per procede alla
sostituzione delle vecchie istituzioni coinvolte limitando
principalmete le attività della banca centrale.

Il
secondo step sarà riformare il settore bancario in linea con
l’obiettivo di sostituire le vecchie valute nazionali con la “sound
money”. Va da sé che tutto il capitalismo clientelare che ha
consentito ai banchieri di influenzare i politici dovrà essere
interrotto.

Portando
a termine questi due step il progresso economico sarà talmente
evidente che le critiche al nuovo sistema saranno temporaneamente
messe a tacere. Non ci dovrà essere alcuna pausa nello slancio preso
da questa riforma al fine di inchiodare il vecchio establishment
all’angolo. Entrambi i campi ideologoci, neo-keynesiano e socialista,
porteranno statistiche mischiate a credenze per affossare questa
architettura. Per questo tutti i dipartimenti statistici governati
dallo stato dovrebbero essere chiusi e sostituiti con uffici
indipendenti.

Nel
mondo della moneta post-fiat il fallimento dei governi sarà la
lavagna pulita per il riformatore e la nuova valuta.

I
nuovi governi dovranno ridurre e modificare gran parte del welfare
state. Sarà un processo complicato ma con un’adeguata leadership
politica tutto si realizzerà. In questo momento è ancora difficile
vedere all’orizzonte una leadership così forte ma quando il tempo
giusto si paleserà si manifesterà la leadership migliore. La
persona incaricata alla riforma dovrà trovare il giusto equilibrio
tra quello che resta del vecchio welfare state e il nuovo sistema da
implementare. Bisognerà tenere conto di tutte quelle fasce di
disabili, inabili al lavoro che dovranno essere sostenute
adeguatamente incoraggiando la donazione di denaro, beni e tempo.

In
aggiunta la ricchezza finanziaria, dovuta alla moneta fiat, dovrà
ritornare ai risparmiatori. E’ urgente ripristinare una cultura del
risparmio. Tutta la tassazione sul risparmio dovrà essere
cancellata.

Questi
cambiamenti culturali sono necessari per regalare una lunga vita alla
“sound money”. Tutti i governi che seguiranno questa via
troveranno gli scambi regolati in oro (o i suoi sostituti) portando
enormi vantaggi di stabilità alle imprese e ai privati che così si
concentreranno nell’innovazione e nella competizione. L’accomulazione
di ricchezza nel settore privato subirà un’accelerazione. Se le
aliquote di imposta sul reddito verranno sostituite da una flat tax
l’accumulo di ricchezza accelererà ulteriormente.

Attualmente
le risorse nazionali sono legate in modo sproporzionato alla
speculazione finanziaria e alle istituzioni legate ad essa. Con la
caduta della moneta nazionale fiat la domanda di derivati puramente
finanziari cesserà mentre rimarranno in vigore quei derivati
necessari per coprire il rischio nei mercati delle materie prime. Le
indubbie capacità di coloro che lavorano nei servizi finanziari
potranno essere redistribuite dalla speculazione finanziaria ad
attività più utili e gli studenti più brillanti, attualmente
attratti dai servizi finanziari, legali e contabili potrebbero
scoprire ben poche opportunità di lavoro.

Questo
articolo fornisce una panoramica delle azioni essenziali da attuare.
Speriamo che qualcuno possa affrontare la sfida quando verrà il
momento.

L'articolo originale: https://www.goldmoney.com/research/goldmoney-insights/how-to-return-to-sound-money