I banchieri centrali dichiarano guerra ai risparmiatori

Quando
una delle prossime bolle economiche scoppierà e la crisi finanziaria
striscerà tra i palazzi di Wall Street trascinandosi fino alle Main
Streets, come reagiranno le banche centrali e i governi federali?

Le
pallottole macroeconomiche convenzionali di tassi di interesse
negativi e di aumento spropositato di offerta di denaro hanno
terminato i loro effetti.

Una
possibile soluzione, già adottata nel caso di Cipro (tassa del 15%
sui depositi altre i 100mila euro), potrebbe appunto essere quella di
tassare, tagliare i depositi bancari dei risparmiatori. In questo
esatto momento i nostri padroni globalisti stanno implementando e
studiando misure fiscali e monetarie per intaccare, direttamente o
indirettamente, i risparmi dei cittadini.

TAPPARE
I BUCHI DELL’EMMENTAL SVIZZERO


La
Svizzera è una delle poche nazioni europee a registrare un avanzo
primario. Nonostante l’approvazione di riforme pensionistiche e
fiscali che hanno ridotto le entrate e aumentato la spesa pubblica il
bilancio per l’anno fiscale 2020 registrerà un surplus di $615
milioni. La Svizzera, per statuto, ha un freno all’indebitamento che
impone al bilancio di essere in pareggio durante l’intero ciclo
economico. Questa politica ha ridotto il rapporto debito/PIL ad un
livello del 25% circa.

Sebbene
i livelli del debito pubblico siano ancora ai massimi i conservatori
economici (fiscal conservatism), a differenza dei progressisti,
possono tirare un sospiro di sollievo dato che il Governo federale
segue una dottrina fiscale basata sull’uso della penna rossa per
eliminare le poste inefficaci.

L’OCSE
ha pubblicato un nuovo rapporto cha lamenta la riluttanza della
Svizzera a spendere come alcuni suoi partner europei. Gli
autori hanno affermato che gli svizzeri stanno risparmiando troppo e
spendendo troppo poco nonostante abbiano il terzo prodotto interno
lordo (PIL) pro-capite rispetto al totale dei membri dell’OCSE.
Ritengono che i responsabili politici dovrebbero “aumentare le
spese” nel quadro generale di frenata dell’indebitamento per
realizzare “un impatto socio-economico positivo”.

Altri
stati europei riescono a vivere con i loro surplus economici. Le
stime prevedono che la Germania mantenga il proprio avanzo primario
per i prossimi 3 anni: 1,2% del PIL nel 2019, lo 0,6% del PIL nel
2020 e lo 0,2% del PIL nel 2021. Lo stesso per i Paesi Bassi che
registreranno un avanzo per il 2019 del 1,2% del PIL.

In
un momento storico in cui i membri dell’UE sono in gravi difficoltà
ci si aspetterbbe una solidarietà europea. Questo non succede.

Recentemente,
il governatore della Banca centrale europea (BCE) Christine Lagarde
ha segnalato le troppe eccedenze, lamentandosi del fatto che sarebbe
meglio spendere questi avanzi per infrastrutture e istruzione. Alla
disperata ricerca di un minimo di crescita, la Lagarde segue la
filosofia secondo cui l’unico modo per far crescere un’economia è
attraverso l’intervento del governo.

Sfortunatamente
questo è il caos monetario internazionale e la soluzione di questi
globalisti è attaccare i risparmi privati e gli investimenti nei
fondi pensione.

E’
UNA GUERRA


All’indomani
della crisi finanziaria globale, le banche centrali di tutto il mondo
hanno portato i tassi di interesse ai minimi storici.
Quando la politica ZIRP (Zero
interest-rate policy) ha fallito, alcune istituzioni hanno deciso di
fare un’ulteriore step spostando l’interesse in territorio negativo.
Oggi una manciata di paesi hanno adotatto questa politica dei tassi
negativi accompagnata alla tendenza globale di scivolamento graduale
verso questo crinale.

Lo
scopo principale era spingere i consumatori a spendere di più e
incoraggiare gli istituti di credito ad erogare prestiti competitivi.
E’ interessante notare come tutti questi sforzi si siano rivelati
inutili in quanto i cittadini hanno reagito esattamente all’opposto
ovvero hanno aumentato il risparmio. Gli esperti che hanno studiato
questo fenomeno l’hanno interpretato come una reazione dei cittadini
al fatto che tassi di interesse negativi generano un sentimento
ribassista sulla prospettiva economica.

Uno
degli stati che ha mantenuto approssimativamente per un quinquennio i
tassi negativi è appunto la Svizzera. La Banca Centrale Svizzera li
ha definiti “essenziali” perché:

  1. necessari
    a prevenire un apprezzamento del Franco Svizzero;

  2. per
    stimolare le esportazioni in un momento storico di frizione del
    commercio internazionale e di una crescita anemica dell’UE;

Il
settore privato soffre questa condizione. Un recente sondaggio svolto
da UBS ha rilevato che 2/3 delle aziende intervistate dichiarano una
seria preoccupazione per l’economia domestica dovuta al fatto che la
natura di questa misura, nel lungo periodo, causerà più costi che
benefici.

Se
chiedessimo al governatore della BCE verremmo assicurati sulla bontà
politica dei tassi negativi:

”Non
saremmo oggi in una situazione con maggiore disoccupazione e minore
tasso di crescita
se non avessimo agito a favore dell’occupazione e della crescita
piuttosto che concentrarci nella protezione dei risparmiatori?
Dovremmo
essere più felici di avere un lavoro piuttosto che proteggere i
nostri risparmi. Penso che sia con questo spirito che la mia politica
monetaria segua quella decisa dai miei predecessori ritenendo che
abbiano fatto una scelta vantaggiosa.”

La
Lagarde è una sostenitrice dei NIPR (Negative
Interest Rate Policy) sostenendo che questo meccanismo non
convenzionale sia il migliore per incoraggiare la crescita. Dato che
l’eurozona cresce di uno stentato 2% gli analisti prevedono che la
Lagarde proseguirà con la politica dei tassi negativi durante tutto
il suo mandato presidenziale. Ogni qualvolta stuzzicata su questo
argomento il governatore centrale
ha respinto al mittente le preoccupazioni dei risparmiatori
sostenendo che sono essi stessi dei consumatori, dei lavoratori e dei
mutuatari.

Sfortunatamente
questo disprezzo per i risparmiatori è all’ordine del giorno perché
in antitesi con l’approccio Keynesiano alla spesa pubblica. I
discepoli di Keynes dovrebbero limitarsi a prediligere il consumo
rispetto al risparmio a condizione che il ciclo economico sia in fase
bust,
di
contrazione. Ciò nonostante osservando gli opinionisti che si
iscrivono a tale ideologia ci imbattiamo in questa prescrizione
economica per qualsiasi fase del ciclo economico (bust
o boom).
Respingono
ideologicamente il fatto che sia l’accomulazione di capitale, e non
il consumo, a creare ricchezza.

Questo
il mito originato dalla “Teoria generale dell’occupazione
dell’interesse e della moneta” di Keynes che asserisce che un
risparmiatore sta riducendo il reddito di un altro soggetto perché
non usa i mezzi monetari per acquistare beni e servizi. In parole
povere, il risparmio è un atto autolesionistico.

Scrive:
“Il risparmio è un’azione negativa del singolo consumatore che si
astiene dallo spendere l’intero suo reddito in beni e servizi.”

La
crociata contro i risparmiatori e il risparmio è stata prevalente
nelle primarie democratiche. Elisabeth Warren e Bernie Sanders si
sono scagliati contro lo 0,1% dei SuperRicchi (essendo loro parte del
famoso 1%) perché non investono tutta questa ricchezza
nell’economia. Questa sciocchezza serve per giustifacare le loro idee
politiche sulla confisca della ricchezza. Ovviamente questo 0,1%
della popolazione non nasconde i soldi nel materasso ma li investe e
li risparmia.

Tassi
negativi, livello insostenibile della tassazione e inflazione questo
stanno facendo gli statisti per avere accesso ai frutti del lavoro
dei loro cittadini.

UN
ERGASTOLO

Quando
non si sta espandendo l’offerta monetaria che erode i risparmi
duramente guadagnati allora il Leviatano li sottrae attraverso i
tassi negativi. Quando l’appetito dell’élite viene stimolato
dall’idea di una società senza contanti allora siamo tenuti
incatenati e controllati da guardiani senza volto. La tua ricchezza,
il tuo stile di vita sono ora sotto il dominio totale dello stato e
se non ti piace peggio per te. Non c’è nessun posto dove rifugiarsi.
I globalisti hanno dichiarato guerra alla figura della mamma e ai
cittadini risparmiatori, saccheggiando conti bancari e sottomettendo
le nostre vite. C’è una qualche possibilità? Fintanto che
istituzioni onnipotenti rimangono in carica, l’ottimismo verso una
sound
economy

si colorerà di nero.

L'articolo originale: https://mises.org/wire/central-bankers-have-declared-war-your-savings