Un mondo senza imprenditori

Leggere
l’intervista di Per Bylund “come gli imprenditori costruiscono il
mondo” mi ha ispirato una domanda: come sarebbe il mondo senza
imprenditori?

Dato
che gli imprenditori sono centrali nel sistema di mercato, un mondo
senza di essi – o pochi di essi – sarebbe un luogo triste. Senza
imprenditori ci sarebbero pochi prodotti, poca innovazione e pochi
miglioramenti nel tenore di vita dei cittadini. Senza essi
utilizzeremmo ancora una tecnologia e dei servizi arcaici. Il
consumatore-cittadino non si aspetterebbe di trovare regolarmente
nuovi e migliori prodotti.

L’innovazione potrebbe esistere solo in senso “scientifico” ma i benefici per il pubblico non sarebbero messi a disposizione sul mercato perché nessun potenziale imprenditore sarebbe disposto a trovare una metodologia per rendere redditizie queste innovazioni.

Consideriamo come il nostro mondo è stato plasmato dagli imprenditori. Gran parte di ciò che acquistiamo e utilizziamo quotidianamente è stata dapprima un’idea di un potenziale imprenditore che con la sua energia e il suo capitale l’ha trasformata in prodotto. Pensando alle esigenze e ai desideri dei consumatori si creano prodotti a prezzi competitivi disponibili per tutte le fasce di reddito.

Diamo
un’occhiata ad alcuni esempi specifici.

Dentifricio,
filo interdentale e spazzolini furono inventati da William Colgate;
l’ascensore da Elisha Otis; la macchina da stampa rotativa da Richard
March Heo. Il laptop e lo smartphone che stiamo utilizzando per
leggere questo articolo sono stati creati da una serie di
imprenditori che hanno pensato ad una vita più razionale e più
confortevole. La mattina quando gusti il caffé devi pensare che le
tazzine e i chicchi sono forniti da imprenditori che nella tua
soddisfazione perseguono il profitto. L’elenco dei vantaggi e dei
progressi che gli imprenditori hanno apportato alla società grazie
al libero mercato, alla concorrenza e alla creatività potrebbero
coprire la distanza terra-luna. Senza imprenditori sarebbero
soddisfatte sole le esigenze minime e vitali. Se non fosse per la
perseveranza nel soddisfare le aspettative e le esigenze dei
consumatori staremmo ancora utilizzando il telefono rotativo.

E’ difficile che delle imprese possano sopravvivere e comprendere una platea di consumatori così vasta. Per questo ci sono molte aziende (entrepreneurial firms) che permettono agli imprenditori di sfruttare il potenziale di queste innovazioni per trasformarle in profitto. Le entrepreneurial firms aiutano ad accelerare il processo di modernizzazione della società. In “Inventing the Electronic Century”, Alfred Chandler ha esplicitato come le industrie tecnologiche abbiano iniziato un lavoro di spin-off diretti ad altri imprenditori per ampliare ulteriormente l’innovazione.


Le
industrie novecentesche si basavano su una serie di tecnologie di
base: la dinamo per produrre elettricità trasformò la vita urbana
portando la corrente elettrica negli edifici e nelle fabbriche
mutando radicalmente le tecniche produttive industriali; il telefono
che ha accorciato le distanze comunicative; il motore a combustione
interna col quale si sono costruite automobili e aerei; infine le
tecnologie chimiche che hanno permesso la produzione di una vasta
gamma di farmaci e di altri materiali artificiali.*”

Come
ha dimostrato Chandler tutto il mercato dell’elettronica di consumo
non sarebbe iniziato ex-nihilo, dal nulla. Senza una serie di persone
con una mentalità imprenditoriale che lavoravano all’interno di
strutture obsolete e consumatori che domandavano nuovi prodotti nulla
sarebbe stato creato.

Per
questo i feedback dei consumatori e le ricerche di mercato consentono
agli imprenditori di utilizzare questa mole di dati per conoscere i
bisogni, i desideri e produrre merci adeguate allo scopo.

Questa è une metodologia necessaria per espandere il mercato dei beni e dei servizi poiché come affermato da Hayek in un famoso passo “il processo di mercato è la scoperta attraverso prove ed errori”. E’ sorprendente come questo metodo, la ricerca di mercato, sia dato così per scontato: vorrei ricordare che senza esso ci sarebbe pochissima innovazione e pochissima concorrenza.

E’
evidente che un imprenditore non generi benefici solo ad un gruppo di
consumatori ma anche ad altri gruppi come i lavoratori. Considerando
l’imprenditore come datore di lavoro osserviamo il suo ruolo come
organizzatore dell’offerta di lavoro e titolare del rapporto di
lavoro.

Ritornando al rapporto imprenditore-consumatore più il mercato è libero di funzionare più imprenditorialità si creerà oggi e più i consumatori ne beneficeranno.

Ad
esempio se la Great
Atlantic and Pacific Tea Company (A&P) non avesse iniziato la
rivoluzione dei supermercati molti dei prodotti e servizi che i
consumatori ritengono parte della loro esperienza di acquisto non
sarebbero esistenti; nessuna consegna a domicilio, nessun coupon e
nessuna vasta gamma di prodotti alimentari in un solo luogo.
L’espansione in questo settore ha creato nuove opportunità sia per i
lavoratori sia per altri imprenditori.

Possiamo osservare simili vantaggi per le nuove industrie. I prodotti, i servizi e le innovazioni non appaiono magicamente; sono il risultato di decenni – se non secoli – di azioni imprenditoriali che hanno ampliato l’offerta di prodotti, di posti di lavoro e di investimenti.

*
Alfred
Chandler ha fornito una serie di esempi di come le aziende perseguono
l’innovazione e utilizzano il processo di decision-making
per guadagnare quote di mercato. Chandler ha spiegato come il
percorso di apprendimento sia quello utilizzato per indirizzare le
innovazioni e aumentare i profitti; se interrompessero
l’apprendimento sarebbero divorati dalla concorrenza.
https://hbswk.hbs.edu/item/alfred-chandler-on-the-electronic-century

L'articolo originale: https://mises.org/wire/world-without-entrepreneurs