La candidata alla FED, Judy Shelton, predilige il denaro sano ed onesto

Ci
sono buone e cattive notizie relative alla nomina presidenziale di
Judy Shelton per una delle due posizioni vacanti all’interno del
Consiglio dei Gevernatori della FED.

La
buona notizia è che Judy Shelton non è un’accademica con un
indottrinamento economico ortodosso. Ha conseguito un dottorato in
economia aziendale presso l’Università dello Utah e ha trascorso una
gran parte della sua carriera, compreso il periodo presso l’Hoover
Institute e all’Atlas Network, nel mondo dei think tank liberali.
Inoltre scrive articoli a favore di un ritorno al Gold Standard o ad
una versione moderna dello stesso.

La
cattiva notizia è che fonda il suo credo economico, la supply-side
economics, guardando solo il lato dell’offerta. Come molti
sostenitori del ruolo dell’offerta monetaria nello stimolare la
crescita, il motto si può riassumere in “sono a favore di una
sound
money –
anzi
più moneta c’è meglio è”.

Questa
posizione contraddittoria era già emersa nel suo editoriale al Wall
Street Journal, intitolato The
case for Monetary Regime Change.

In questo editoriale la Shelton attribuisce la colpa del “devastante
tracollo globale del 2008” alle “manovre della Fed sulla
creazione di denaro e di credito bancario”. Punta il dito contro la
politica della Fed di pagare interessi sulle riserve in eccesso*
rallentando così la ripresa economica post-2008. L’assunto è che il
pagamento di questi interessi ha scoraggiato, o meglio stoppato, il
sistema finanziario commerciale dal prestare queste enormi riserve
depositate nei loro forzieri dal QE operato dalla Fed.

Se esaminiamo i dati
riportati nel grafico sotto, osserviamo che dalla metà del 2011 fino
al 2017 i tassi di crescita anno-su-anno (YOY) di offerta di moneta,
misurati negli aggregati M2 e MZM, variano tra il 5 e il 10%. Questi
valori hanno leggermente superato i tassi di crescita di offerta di
moneta registrati durante la fase iniziale della bolla immobiliare
(inizio 2002 fino al 2005) culminata nel devastante tracollo globale
che la Shelton ha descritto nelle righe precedenti. Pertanto la
stessa considera i medesimi tassi di crescita di offerta di moneta in
due differenti modi:

  • periodo pre-crisi
    espansivi;
  • periodo post-crisi
    contrattivi;

Apparentemente
sembra aver accolto questa argomentazione da George Selgin del Cato
Institute.

Inoltre
la Shelton rivela chiaramente la sua posizione che guarda al lato
dell’offerta di moneta quando sostiene che un Gold Standard o un
regime simile a Bretton Woods dovrebbe “linkare l’offerta di moneta
e il credito all’oro” perché “efficaci misure nel porre rimedio
alle pressioni inflazionistiche”.

Qui
si mostra la mancanza di una conoscenza teorica e storica delle
grandi differenze tra il Gold Standard classico e il sistema di
Bretton Woods. Il primo era un vero e proprio Gold Standard in cui
circolavano monete d’oro e tutte le banconote e i depositi erano
sempre riscattabili in oro fisico. Il sistema di Bretton Woods era
una forma di “monetarismo basato sul prezzo”, in cui la Fed
vincolò legalmente il prezzo dell’oro acquistando e vendendo oro,
valute estere e titoli nazionali. Non
c’era oro in circolazione come mezzo di scambio e la convertibilità
dei dollari in oro era limitata sia per i governi stranieri sia per
tutte le altre istituzioni ufficiali.
Questo regime monetario presentava dei difetti interni che lo fecero
crollare definitivamente nel 1971 a causa di una pressione
inflazionistica accumulatasi nel sistema economico.

Tutto
questo non ha fermato i monetaristi tra cui la Shelton che nel 1994
pubblicò un libro dal titolo Monetary
Meltdown

dove proponeva una versione aggiornata di Bretton Woods.

Nonostante
questo considero la Shelton un ottimo candidato per il Consiglio dei
Governatori della Fed. Sfortunatamente si tratta di un piccolo elogio
data la natura negativa e distruttiva della Fed per l’economia USA e
l’economia globale.

*
Le
riserve in eccesso sono riserve di capitale detenute da una banca o
da un istituto finanziario in eccesso rispetto a quanto richiesto da
autorità di regolamentazione, creditori o controlli interni.

L'articolo originale: https://mises.org/wire/fed-nominee-judy-shelton-wants-sound-money%E2%80%94and-lots-it