Come mai i manifestanti cileni affrontano la povertà e la disuguaglianza di reddito nel modo sbagliato

La
disuguaglianza di reddito è stato un argomento “caldo” per un
certo periodo d tempo ed è un fattore chiave nell’esistenza di un
desiderio di riforma delle politiche economiche in tutto il mondo.
Una distribuzione non uguale del reddito sembra essere una
giustificazione per delle soluzioni politiche “top down” se
servono a redistribuire una allocazione ingiusta della ricchezza.
Ciò, tuttavia, non è una strategia intelligente dato che il focus
dovrebbe essere – invece – su quali tipologie di politiche
economiche accrescono il benessere e le libertà individuali di
tutti, non solo di un’élite. Aumentare la libertà economica ed
incoraggiare politiche economiche di laissez-faire orientate
al mercato sono i soli modi per sollevare i più poveri di noi dalla
più misera povertà e per godere di una qualità della vita
significativamente migliore rispetto a coloro che soffrono a causa
dei mali delle economie pianificate.

La
libertà economica

La
libertà economica, che viene misurata a livello globale tanto dal
Fraser Institute quanto dalla Heritage Foundation, mostra quanto
siano liberi i privati e le imprese nell’economia di un paese. Il
Fraser institute determina la libertà economica sulla base di cinque
fattori: la dimensione del governo, sistemi legali e diritti di
proprietà, una moneta affidabile, libertà di commerciare con
l’estero e regolamentazioni. Per avere un’idea, Hong Kong è
prima, gli Stati Uniti sono quinti, il Venezuela è il paese meno
libero oggetto di misurazione. Nonostante questo dato sia importante,
ciò che realmente conta è il modo in cui la libertà si traduce in
una vita migliore per coloro che la sperimentano.

Prima
di tutto, mercati non ostacolati permettono alle risorse i bisogni
dei consumatori in un modo molto personale. Il Fraser Institute
descrive le pietre angolari della libertà economica come:

“Scelta personale, scambio volontario, mercati aperti e diritti di
proprietà chiaramente definiti e rispettati. Gli individui sono
economicamente liberi quando è loro permesso di scegliere per loro
stessi e di essere coinvolti in transazioni volontarie nella misura
in cui non disturbano la vita o la proprietà altrui. Quando è
presente la libertà economica, le scelte degli individui determinano
quali beni e servizi debbano essere prodotti”.

Nell’immaginare
un sistema economico ove il consumatore sia il re dovrebbe allettarci
e renderci felici. Voi ed io decidiamo quali produttori dovranno
emergere e quali diventeranno famosi sulla base dei loro meriti, non
sulla base della loro stirpe nobile o di un’altra designazione di
potere. Con le nostre preferenze di consumo ognuno ha la libertà di
perseguire i propri obiettivi ‎da qualsiasi azione che vedono come
la soluzione migliore.‎

Libertà
economica e disuguaglianza di reddito

La
libertà economica e la disuguaglianza di reddito non hanno tra di
loro una relazione chiara. Una ricerca condotta da Bergh
e Nilsson (2010)
ha mostrato che ottanta paesi che dal 1970 al
2005 hanno sperimentato una crescita economica hanno anche avuto una
maggiore disuguaglianza di reddito. Forse questo è un ingiusto
sottoprodotto del capitalismo o è solo la manifestazione dei
consumatori che premiano i produttori che rispondono al meglio ai
loro bisogni? Anche se sembra che sia l’ultima, molti sono ancora
ciechi verso questo fatto e sostanzialmente negano che ogni
consumatore ha migliorato la sua posizione mediante delle transazioni
volontarie. La ricchezza non è un gioco a somma zero e i ricchi non
diventano tali rubando ai poveri. Al contrario, essi creano più
ricchezza e valore per la società nel suo complesso.

I
disordini sociali in Cile

Una
conseguenza importante della disuguaglianza di reddito è il
disordine sociale, di cui è accusato di essere la causa, ‎in
particolare di ritardo‎ nell’America del Sud. Il Cile offre
l’opportunità di esaminare l’impatto della libertà economica
nella disuguaglianza di reddito. Il paese è stato devastato da
sommosse e proteste che hanno avuto luogo sin dal 18
ottobre 2019
, come risposta ad una moltitudine di ingiustizie
sociali – alcune vere altre presunte. Anche se i cileni possono
avere tutto il diritto di essere arrabbiati per delle vere
ingiustizie, domandare una nuova politica economica che rende tutti
più poveri sicuramente avrà l’esito di esacerbare i problemi. La
corruzione e lo scandalo politico è diffuso in tutto il Sud America,
il che indica che molti di questi problemi non sono specificatamente
peculiari del Cile. Ma quello che è speciale del Cile sono le
quattro decadi passate segnate da politiche pro-market.

L’aver
lasciato il mercato operare con un minimo di intervento governativo
ha permesso al Cile di diventare uno dei paesi più liberi e ricchi
del Sud America, specialmente se comparato con i suoi vicini. I
salari della nazione più vicina al Cile sono più bassi del 44
percento rispetto a quelli interni al Cile stesso, ed i salari cileni
continueranno a crescere soltanto se si continuerà ad accumulare
capitale e se si rende possibile lo sviluppo del capitale umano.

Un
altro fenomeno che tanto i media quanto i manifestanti sembrano
ignorare è il decremento, nel corso del tempo, della disuguaglianza
di reddito che ha avuto luogo nel medesimo arco di tempo di cui si
diceva prima. Questo viene illustrato dal coefficiente di Gini
riferito al paese, una misura statistica della distribuzione della
ricchezza in una nazione, in cui “0” significa che tutta la
ricchezza è ugualmente distribuita ed 1 (100) significa che tutta la
ricchezza è nelle mani di uno solo. Nel 1990 il coefficiente di Gini
del Cile era pari al 52,7 in comparazione con quello del 2017 pari a
46,6.

Se
questa riduzione della disuguaglianza di reddito sia stata il diretto
risultato della libertà economica è difficile da dire. Una
distribuzione più equa potrebbe essere ottenuta anche mediante
politiche coercitive come alte aliquote marginali; anche se ‎questo
danneggia la ricchezza complessiva a lungo termine del paese.‎
Invece, se questi soldi fossero stati ‎ reinvestiti o risparmiati,
l’accumulo di capitale genererebbe degli effetti positivi per i
cittadini più poveri. ‎Nel corso del tempo ciò mette una
pressione al ribasso sui prezzi ‎poiché le imprese sono in grado
di operare con strumenti più efficienti e man mano che la
popolazione sviluppa sempre più il suo capitale umano, creando una
forza lavoro più produttiva. ‎

Anche
se in alcuni casi la libertà economica può abbassare la
disuguaglianza di reddito, in altri potrebbe aumentarla; ma ciò è
accettabile nella misura in cui tutti (incluso il 10% più povero)
può godere dei benefici di una società più ricca.

Anche
se il coefficiente di Gini ed i salari medi possono indicare che le
condizioni medie sono migliori rispetto a quelle di paesi vicini,
queste misurazioni non ci dicono nulla di coloro che non hanno
migliorato la loro posizione. La Banca Mondiale stima che il 10% più
povero del Cile detiene una quota dell’1,9% del reddito nazionale
cileno, un tasso più alto rispetto a quello dei paesi confinanti.
Anche se il Cile non ha il PIL più grande della regione, i cileni
più poveri hanno ancora dei redditi più alti delle loro controparti
vicine.

Paese PIL totale in dollari USA (USD) Partecipazione al PIL dell’ultimo 10%

Partecipazione al PIL dell’ultimo 10% in USD 10% della popolazione totale Partecipazione individuale media del 10% più povero del paese
Cile $277,746,000,000.00 1.90% $5,277,174,000.00 1,847,043.90 $2,857.09
Argentina $624,696,000,000.00 1.80% $11,244,528,000.00 4,404,481.10 $2,552.97
Peru $211,007,000,000.00 1.20% $3,587,119,000.00 3,144,429.70 $1,140.79
Bolivia $37,509,000,000.00 1.7% $450,108,000.00 1,119,285.40 $402.14

Fonte:
Banca Mondiale. Qui
e qui,
tutte le immagini si riferiscono al 20171.

I
manifestanti hanno tutto il diritto di portare alla luce le atrocità
commesse dal loro governo. È sbagliato, tuttavia, ‎presumere che
lo stesso governo, o qualsiasi altro mix di burocrati, possa
garantire la libertà finanziaria attraverso la politica
interventista e l’azione coercitiva. Invece, l’attenzione dovrebbe
essere rivolta al potere degli individui di perseguire i propri fini
attraverso il libero scambio sul mercato. Certo, questo potrebbe
distorcere la distribuzione del reddito, ma a scapito di nessun
individuo, lo scambio volontario non è un gioco a somma zero.
Concedere ai consumatori il potere di premiare i produttori che
meglio servono i loro interessi consente la concentrazione del
reddito, ma tutti, indipendentemente dalla loro quota di tale
reddito, migliorano la loro posizione. Come Ludwig von Mises nota nel
suo libro “Liberalismo” ‎‎(1927):‎

‎”Solo perché la disuguaglianza di ricchezza è possibile nel
nostro ordine sociale, solo perché stimola tutti a produrre il più
possibile e al costo più basso, l’umanità oggi ha a sua
disposizione la ricchezza annuale totale disponibile per il consumo.
Se questo incentivo fosse distrutto, la produttività sarebbe così
ridotta che la porzione che una distribuzione uguale assegnerebbe ad
ogni individuo sarebbe molto inferiore a quella che anche i più
poveri ricevono oggi”.‎

1
Partecipazione individuale al reddito per l’ultimo 10%= ; dove 
= percentuale di reddito detenuta dall’ultimo 10% percento della
popolazione; β = PIL
totale e δ = 10% della popolazione totale

L'articolo originale: https://mises.org/wire/how-chiles-protesters-get-inequality-and-poverty-wrong