La nostra vita prima e dopo il coronavirus

La domanda che sorge spontanea con questa emergenza sanitaria è quanto il virus covid19 ridisegnera’ la società futura,i nostri rapporti umani e sociali.L’economista della scuola austriaca Ludwig Von Mises baso i suoi studi sulla prasseologia ovvero lo studio dell’azione umana,e cosi ci dobbiamo chiedere come cambieranno le scelte,gli investimenti pubblici e privati,in cosa metteranno i soldi i ricchi,e se ci saranno nuovo opportunità nel futuro per i poveri.
Per intanto chi diceva di essere liberale e liberista ieri ,deve giocoforza essere per la spesa pubblica oggi.Solo poche voci di liberisti tutti di un pezzo hanno criticato le dichiarazioni di Mario Draghi al financial times che chiede alla Bce garantire crediti quasi gratuitamente.Anzi tutti i liberisti che chiedevano un taglio della spesa pubblica ,oggi difendono posizioni neokeynesiane come Mario Monti per esempio.C’è discordanza su come si possa fare investimento in Italia ,paese non profondamente ricco ,rispetto ad altri paesi europei,dove negli ultimi anni il pil è cresciuto molto,per esempio il fronte dei paesi europei “del No” come Germania,Finlandia e Olanda che criticano sia la soluzione mediana degli eurobond ovvero dei bond di credito che spalmino il debito sui vari stati,fino alla critica pure delle parole dell’ex presidente della Bce Draghi.La soluzione sarebbe il Mes meccanismo europeo di stabilità,che però non è un pasto gratis,è può creare grossi problemi ad un paese stagnante come l’Italia,per questo il presidente Conte si è detto contrario al suo utilizzo e a fare la voce grossa questa volta è stato pure il Capo dello Stato Mattarella.
L’Italia ha ragione ,perchè alcuni paesi europei non capiscono l’eccezzionalità del momento in cui ci troviamo;anche i liberali devono riconsiderare le politiche di rigore e austerity.Bisogna rispettare le leggi sulla quarantena e stringersi attorno alle istituzioni e al governo attuale che ci piaccia o no.Ma allo stesso tempo come ha detto Renzi che prova a criticare la maggioranza da insider ,il politico deve pensare anche al futuro?E nel futuro sarà ancora sostenibile il reddito di cittadinanza per esempio,ed uno stato che si sta trasformando in un leviatano assistenzialista?Qui bisogna criticare le politiche espansive delle banche e della finanza,la moneta fiat senza corrispettivo ,il denaro creato dal nulla.Tutto il sostegno che le banche centrali dall’Europa al Giappone agli Stati Uniti di Trump hanno dato a stati con un economia asfittica ,dove il gioco e non far mai fallire nessuno.Facendo questo pian piano si corrode la democrazia e la libertà individuale.Insomma i soldi che le banche emetteranno per sostenere gli stati con il coronavirus sono solo una parte ,ma molto è già stato emesso.Ed è capendo questo ,che vediamo che stati produttivi dove è cresciuto il Pil possono spendere di piu’ per l’emergenza in Europa dove vigono forti controlli sull’emissione di denaro piu’ che negli Usa ,e stati dove il Pil non è cresciuto possono emettere meno risorse.E’ un dovere morale aiutare tutti,perchè davanti alla vita umana,bisogna fare in modo che l’economia non lasci morire nessuno,sopprattutto quando il male è un mostro invisibile che perseguita tutto il mondo,la pandemia globale.Ma forse nel futuro bisogna riconsiderare le strutture produttive della nostra nazione,oggi in Italia il sistema è basato su piccole e medie imprese poco competitive globalmente,sarebbe neccessario che queste imprese si accorpassero per divenire piu’ grandi e prestanti.
Ma poi non dobbiamo farci fregare dalla vulgata che declina il populismo presente anche a sinistra (sopprattutto nel movimento cinque stelle),nel populismo social-nazionalista come quello della Lega Nord.Il populismo pare oggi ,stia prendendo un aspetto trasversale agli schieramenti politici ,e si richiama a motti come la difesa della nazione,dell’italianità,il mangia made in italy ecc.Insomma non guardiamo indietro ,ai tempi in cui le frontiere erano chiuse ma non per colpa di un virus,guardiamo avanti,a cercare di costruire una governance globale dei fenomeni socio-economici.Un altra domanda che sorge spontanea è :come si potrà trasformare la globalizzazione in una nuova feroce ascesa degli stati nazionali?Un superamento “globalizzato” dell’internazionalismo sia esso quello liberale o quello di matrice socialista?Secondo me il futuro che si prospetta scegliendo la “via nazionale” è solo quello di una crisi maggiore,di un ripiegamento postmaterialistico e anti-scientifico.Una società che rinuncia a crescere e prostrata dalla competizione con le nazioni giganti sceglie di vivere alla giornata,trascinandosi giorno per giorno,senza piu’ pensare a temi come le pari opportunità,la meritocrazia,l’ascesa sociale di chi era marginalizzato ovvero il tema degli ascensori sociali.Ma anche peggio perchè una società nazionalizzata nei suoi settori industriali e socio-umani (fino al decrescitismo)sarà una società dove si erodono sempre piu’ i diritti umani che invece hanno caraterizzazione per la loro natura globali.
Chi vuole vivere in una società del genere può accomodarsi ,ma pare piu’ Orwelliana di tanti paventati nuovi ordini mondiali.
E un appello il mio perchè anche l’Europa faccia la sua parte ,sostenendo le economie piu’ disagiate al suo interno,anche perchè il vuoto dell’Europa potrebbe essere colmato da democrazie immature come per esempio la Cina.
Si sconta la miopia della classe dirigente mondiale di questi ultimi cinque anni,da Obama in poi,il ruolo declinante dell’America,la ritrosia ad cercare di comprendere il fenomeno russo e cercare di integrarlo nella democrazia occidentale,dopo il periodo esaltante di Berlusconi e Putin a pratica di mare in Italia.