Che fare dell’Europa?

Oggi si parla di unione europea in crisi,anche se sappiamo che piu’ che altro questo tipo di unione europea è poco performante per i paesi del sud europa,già all’inizio degli anni novanta,si paventava che le regole restrittive di Mastrich sarebbero state penalizzanti per l’Italia,in quel periodo storico ci fu la completa tabula rasa tramite tangentopoli,di una purchessia classe politica dirigenziale e leadership,che potesse governare l’avvio verso la globalizzazione e l’europeizzazione,con un consenso sociale diffuso.Come sappiamo la distruzione della democrazia cristiana e dei principali partiti laico-liberali ,fu un grave colpo,che porto’ alla nascita di una seconda repubblica bipolare,basata sul Berlusconismo e l’antiBerlusconismo.Certamente la classe politica Dc Pci con repubblicani e socialisti ,fu foriera di gravi deficit expenditure,di un grosso deficit pubblico,di spese non controllate,dell’aumento del debito,entrammo in Europa dal buco della serratura grazie ad un risanamento fulimineo ,e ci trovammo catapultati in una fase completamente nuova.Una fase completamente nuova per una nazione ,come altre nazioni medditteranee,che sostenevano la loro economia pubblica e privata con dosi massicce di aiuti statali,dall’assistenzialismo ,fino all’esubero nelle pubbliche amministrazioni.Ma in piu’ il rebus europa o non europa,era caraterizzato dalla piega che prese il dibattito politico sempre piu’ incandescente dopo tangentopoli e la paventata mancanza dello stato di diritto ,visto che in Italia ci sono molte crepe nel sistema giustizia.Cosi la battaglia per “piu’ europa” e piu’ unione europea che possa interferire con le politiche sovranistiche dell’Italia,fu portata avanti prima di tutto da forze politiche laiche e liberali come i radicali italiani.Pannella ha sempre sostenuto e non a torto,che l’Europa è una garanzia per lo stato di diritto,i diritti umani e civili.
L’Europa ha promosso politiche di rispetto dei diritti umani all’interno degli stati membri,di controllo del debito,ha proposto politiche economiche di risanamento strutturale non dissimili da quelle proposte dal fondo monetario internazionale,come maggiori liberalizzazione,maggiore concorrenza ,lotta ai monopoli,divieto di aiuti di stato ,riforma del sistema penitenziario.Cose che fanno non bene,ma benissimo alla nostra nazione che si stava trasformando in una repubblica neo-giacobina.Ed è anche per merito dell’Europa che il maggiore partito comunista d’Europa trasformatosi prima in Pds e poi Pd è cambiato e si è avviato verso una fase social-liberale.Oggi la componente piu’ liberale del Pd si è scissa ed è capeggiata da Matteo Renzi con il suo partito Italia viva.Ed è proprio in questo anno 2020 che con il ritorno del populismo sia a destra che a sinistra (con movimento cinque stelle e lega nord)che si chiarisce il vero significato di restare attaccati a quello che rimane dell’Europa,ovvero stato di diritto,giustizia giusta,diritti umani,libero mercato,controllo del debito,per non farsi trascinare nel baratro da forze immature.
Tuttavia dal 1992 ad adesso anche l’Europa è cambiata,ed in peggio.E’ fallito il tentativo di allargarla a stati che ne volevano fare parte.Molti stati ricchi e produttivi e in crescita hanno preferito ricadere nelle braccia di potenze asiatiche come la Russia e la Cina o l’Iran.Se notiamo bene sia la lega nord che il movimento cinque stelle preferiscono un modello di stato forte,dove i diritti possano essere trasformati a piacimento dallo stato e non siano attribuiti a prescindere ad ogni individuo,c’è una forte critica ai diritti umani universali,come anche al libero mercato ,all’aziendalismo multinazionale (si preferirebbe produrre in piccola scala e consumare meno),fino alla critica alla società aperta.
Questo nuovo modo di pensare emerge chiaramente in risposta alla crisi finanziaria del 2008,nata negli stati uniti che si espanse in tutto il mondo,criticando le istituzioni internazionali.Ma anche l’Europa ha sbagliato.Un conto è difendere la società aperta,un conto è sostenere avvoltoi della finanza con obiettivi politici che sono “no global” come George Soros contro l’Ungheria che è uno stato membro,o la Turchia che potrebbe diventarlo.Qui la lezione si sposta nella geopolitica che è stata poco realista.L’Europa è caduta nel tranello dell’internazionalismo americano,prima criticato quando a portarlo avanti era George Bush figlio,ma poi osannato quando c’era una leadership progressista negli Usa come quella di Obama.Sono gli anni della telefonata di Timothy Geithner ministro del tesoro Usa per stoppare il governo di Berlusconi,la Troika in Grecia,le guerre internazionaliste in Libia e Ucraina contro la Russia di Putin.In piu’ in questo periodo storico è proprio l’internazionalismo americano ad essere sull’orlo del fallimento e per questo sempre piu’ aggressivo.Nei paesi caldi del terrorismo islamico Obama e Trump poi hanno fallito con il loro piano di disimpegno.La guerra globale si è spostata su nuovi obiettivi,dalla guerra in Libia ,alla guerra fredda e strategica contro la Russia di Putin -Medved,fino al fallito golpe turco.Abbiamo visto un Europa dove si sono rafforzati i nazionalismi,il potere della nomenclatura tedesca,sopprattutto lo abbiamo visto con la crisi dei migranti.Oggi l’Europa dovrebbe rinascere ed essere un misto di regole e standard minimi transnazionali e libero mercato concorrenziale con elementi di ordoliberalismo sociale sul modello tedesco.Invece siamo fermi ad un Europa legata ad egoismi e a gerarchie tra gli stati.Tuttavia se questa dovrebbe essere l’idea di un Europa ancora attraccata alla Nato che collabora con gli Usa,un Europa come dicevo prima snella e liberale ma anche con standard minimi comuni,ci sono forze che mirano ad imporre un superstato europeo ,di stampo illiberale e statalista.L’idea forse da rilanciare è quella di un federalismo europeo ,dove ci siano ancora regole per controllare il debito degli stati,un governo della moneta come quello attuale (senza stampare come il Giappone)ma un governace comune di alcuni fenomeni,dalla sanità,alla sicureza,ai diritti sociali,fino alla giustizia e alle liberalizzazioni.L’Italia potrebbe guadagnarne da un Europa che gli propone riforme vere e riesce a farle mettere in atto.Di sicuro non può guadagnarne da un sistema senza capo ne coda,governata da nazioni piu’ forti che si impongono ,sia a livello finanziario economico con la speculazione ,sia a livello geopolitico.Ma quanto interessa il” sogno europeo” oggigiorno per esempio ad Angela Merkel?Non c’è forse l’interesse della Germania piu’ verso la Cina e la via della seta?Il problema è che certi sistemi di potere che la scuola di francoforte da Adorno in poi aveva capito studiando la Germania prima di tutto ,e il “cesaropapismo” orientale ,ci stanno soffiando il sogno e l’idealismo europeo.Potrebbe essere troppo tardi.La soluzione è anche ripensare ad un ruolo internazionalista degli stati Uniti e dell’Europa insieme basato sul soft power piu’ che sull’hard power,sulla diffusione di mercato e diritti umani e sociali,piu’ che su un potere militare.Un governo poi nel campo geopolitico che privilegi rapporti basati sul cercare di portare le nazioni asiatiche dalla Russia in poi verso una strada liberal-democratica ma senza rovinosi regime change,anche perchè in un economia globalizzata integrata servono le economie di tutti i paesi anche quelle che sembrano piu’ rigide e vanno pian piano indirizzate verso la concorrenza e il mercato,questo tuttavia è stato possibile in parte in molte parti del mondo,dall’Arabia Saudita alla Russia alla stessa Cina.