I politici hanno distrutto i mercati ed ignorato i diritti umani con un entusiasmo spaventoso

Un cataclisma economico è stato scatenato contro il mondo dai politici e dai burocrati europei. Incredibilmente, l’attività economica in Occidente ha estremamente rallentato, dal momento che intere popolazioni sono state confinate nelle loro abitazioni per settimane, se non per mesi. Come risultato, milioni di persone hanno visto rovesciate le loro vite; la gran parte degli imprenditori e dei lavoratori autonomi hanno visto le loro vite messe a repentaglio.

L’economia europea può subire una contrazione del cinque percento secondo la Banca Centrale Europea (BCE) e simili previsioni sono state fatte per gli Stati Uniti. La devastazione economica abbattutasi sulle economie occidentali a causa dei governi avrà conseguenze per molti anni a venire. Abbasserà inevitabilmente la qualità della vita dei cittadini europei e statunitensi per un lungo periodo di tempo, con conseguenze anche sulla salute.

È importante capire che questo disastro non è il risultato della pandemia da coronavirus, che è un problema di salute pubblica, quanto piuttosto il risultato di ufficiali governativi eccessivamente zelanti nella loro reazione alla pandemia. Un crescente numero di ricercatori e tecnici sanitari stanno suggerendo che il numero totale di casi è molto più grande di quanto si pensasse, il che vuol dire che il COVID-19 è molto meno mortale di quanto i media ed i consiglieri governativi vogliono far credere. Se fosse vero, questi tassi di mortalità rivisti farebbero del COVID-19 un virus che in molti casi è letale tanto quando l’influenza, che uccide centinaia di migliaia di persone ogni singolo anno in tutto il mondo, senza che vengano provocate queste reazioni politiche così esagerate.

Questo solleva una domanda fondamentale: perché sono state prese queste enormi ed estreme azioni politiche dai leader Occidentali, azioni che hanno messo in ginocchio l’intera economia e che hanno significativamente limitato la libertà di milioni di cittadini? Certamente, bisogna tenere in considerazione la solita incompetenza e comportamento populistico dei politici; ma ci sono altre ragioni che sono sottese ad un comportamento a tal punto disastroso ed irresponsabile. Qui ne vengono identificate alcune.

In primo luogo, i politici hanno solo una comprensione parziale di come funzionino i mercati. Così immersi nel modo di pensare burocratico e “politichese”, molti dei politici non hanno mai lavorato nel settore privato né studiato l’economia di mercato. Non apprezzano né comprendono la complessità dei mercati, la quale ha reso possibile i nostri standard di vita; una complessità – questa – che include un impredicibile numero di scambi giornalieri, una miriade di relazioni commerciali e un adattamento costante alle circostanze di tempo e di luogo. La logica della politica, tuttavia, impone che i politici non possano essere visti senza “fare niente”, cosicché costoro cercano di intervenire nei mercati. Non è certamente una novità; è stato sempre un tratto caratteristico dei politici e dei burocrati. Le reazioni politiche alla pandemia da coronavirus hanno solamente confermato questa verità ancora una volta.

In secondo luogo, i politici naturalmente fanno calcoli di natura politica. Con l’obiettivo della rielezione costantemente in mente, non vogliono essere ritenuti responsabili per qualsiasi cosa che vada per il verso sbagliato. In una crisi, preferiscono sempre agire invece che non fare niente – a parità di altre condizioni – per mostrare che almeno hanno provato a fare qualcosa. Almeno, infatti – nelle loro teste – non possono essere accusati di essere oziosi, negligenza, di avere una visione di breve periodo e di non curarsi del futuro o di essere spietati. Sebbene siano delle azioni deleterie le loro, i politici non sono generalmente ritenuti responsabili e possono presentare se stessi come coloro che stanno eroicamente a pie fermo in tempi difficili, coloro che agiscono con fermezza e determinazione. Le dannosissime politiche economiche di Roosevelt durante la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale ne sono un esempio.

Da terzo, i politici qualche volta si fidano troppo degli scienziati che – in genere – non hanno alcuna formazione ed esperienza per quanto riguarda gli ambiti sociali. Addirittura più dei politici, gli scienziati hanno una maggiore difficoltà a comprendere l’ordine spontaneo del mercato, soprattutto in considerazione del fatto che loro sono dei rigorosi seguaci del metodo scientifico. Le proposte economiche di Albert Einstein – francamente imbarazzanti – ne sono un esempio. Mentre il politico è, almeno, pienamente consapevole dell’esistenza di sottili sfumature di grigio nell’attività di policymaking allo scopo di bilanciare gli interessi dei di questi vari portatori, lo scienziato generalmente vuole il bene, ma vede il mondo in termini dicotomici tipo “bianco e nero”.

Dunque, se ad uno scienziato viene chiesto come fermare la diffusione di una pandemia, lui o lei probabilmente risponderà che il modo migliore e più efficiente è quello di disporre uno stretto confinamento di intere popolazioni nelle loro case per settimane. Questo è ciò che il “Conseil Scientifique” ha raccomandato di fare, e potrebbe essere del tutto corretto da un punto di vista scientifico (anche se, tuttavia, c’è un dibattito in corso ora sulla questione). Il problema sorge quando i politici seguono con entusiasmo tali opinioni senza valutare le stesse in termini di costi politici ed economici. Le prime due ragioni precedentemente illustrate possono spiegare perché i politici tendano a riporre una fiducia eccessiva negli scienziati: i politici non sono pratici del funzionamento delle economie di mercato ad un punto tale che gli permetterebbe di capire che cosa possa comportare un corso di azione basato semplicemente sui consigli degli scienziati; mentre capiscono perfettamente che agire in base a tali avvisi è nel loro interesse, dato che fare qualcosa è sempre la chiave per la prossima rielezione.

Una quarta ragione per cui i politici hanno reagito in modo così spietato per contenere la diffusione del COVID-19 è certamente la pressione politica alla quale sono sottoposti. In tempi di (percepita) crisi, sono ritenuti e cercati (per avere – nel migliore dei casi – una guida mentre nel peggiore dei casi per avere degli ordini da seguire), da un corpo elettorale ignaro e poco istruito. Ma la pressione non viene solo dalle persone comuni, cosa forse normale in una democrazia, ma anche sa politici stranieri. Nessun leader vuole essere tagliato fuori dal consesso dei suoi colleghi esteri ed essere lasciato con il piano più debole per rispondere alla crisi. In questo caso, il primo ministro britannico Boris Johnson ha dovuto invertire tutte le sue politiche ed il primo ministro svedese Stefan Löfvén è dovuto lentamente piegarsi ad agire esattamente a causa di queste pressione esterna.

Ma la pressione più forte sui governi probabilmente viene dai media, nello specifico – nei nostri tempi moderni – da una diffusissima rete di social media. I politici, ora, sono costantemente messi sotto esame e ritenuti responsabili in una modalità in cui le generazioni che li hanno preceduti non lo erano. Inoltre, la pletora dei mass-media è prona a drammatizzare ed accrescere in modo esagerato le dimensioni degli eventi, dato che questo ha un buon effetto sui ratings ma anche perché i giornalisti non sono virologi. I media mainstream spesso tendono a semplificare eccessivamente e stilizzare i fatti, inavvertitamente o meno. Un esempio di ciò è il tasso di mortalità del COVID-19, che spesso viene detto essere più grande di quanto sia in realtà perché solo i casi dichiarati vengono usati nei conteggi (cfr. Case Fatality Rate (CFR)). Più in generale, l’attitudine prevalente dei media è quella che segue il principio secondo cui ogni cosa deve essere fatta per salvare una minoranza delle persone oggi, anche se ciò significa far scontare a centinaia di milioni di persone delle sofferenze economiche nel domani. Questo è il classico dilemma del socialista a favore dell’intervento statale: quando si fermerà tutto ciò? In un mondo di risorse scarse, quanti soldi dei contribuenti devono essere spesi dallo Stato per salvare delle vite?

Infine, è necessario illustrare una ragione più oscura e cinica per spiegare la reazione politica alla pandemia: acquisire il potere in periodi di crisi. Lo Stato non perde mai un’occasione per accrescere il suo potere. Le crisi sono considerate delle grandi opportunità politiche, e quindi sono state usate come tali innumerevoli volte dai governanti. Questo è stato lo scenario durante e dopo la prima e seconda guerra mondiale; così come dopo l’Undici settembre (con l’approvazione del PATRIOT Act – ossia del Providing Appropriate Tools to Restrict, Intercept and Obstruct Terrorism Act). Ma questo è vero anche per le crisi più piccole, come anche quella corrente. I pacchetti di stimolo fiscale e monetario che stanno venendo proposti andranno di nuovo a beneficio dei banchieri collusi con lo Stato, come accaduto durante la crisi finanziaria. Questo è il motivo per cui le grandi banche sono state le prime ad essere intervenute nella chiamata per un maggior “stimolo economico”. Non aspettano altro che beneficiare dell’“aiuto governativo”.

Ciò che la maggior parte dei governi occidentali ha deciso di prendere a prestito dalla dittatura cinese, ossia l’imporre un lockdown restrittivo per la società, dovrebbe essere una sveglia per tutte quelle anime innocenti che pensano che i governi occidentali proteggano la libertà individuale, anche dopo il processo mediatico cui Julian Assange li ha sottoposti. Anche se l’ ordine “liberaldemocratico” dell’Occidente non è mai stato tale se non nel nome, è chiaro che ora è stato fatto un deciso passo lontano dallo stesso.

Questa crisi economica innescata dalla politica potrebbe anche portare, si spera, ad una comprensione più chiara che dei mutamenti costituzionali sono necessari in molte nazioni, allo scopo di limitare i poteri dei governi. Speriamo che questa sarà la lezione imparata dai milioni di individui confinati nelle loro case dalla volontà arbitraria dello Stato.

L'articolo originale: https://mises.org/wire/politicians-have-destroyed-markets-and-ignored-human-rights-alarming-enthusiasm