Cosa significa per Europa ed Eurozona la crisi COVID-19

Intervista al Dott. Hülsmann, pubblicata in tedesco su Die Freie Welt.

A seguito della crisi Coronavirus la vita economica è stata notevolmente ridimensionata in molti paesi. Quanto a lungo può resistere l’economia?

Per la durata delle scorte, cioè fintanto che si può vivere erodendo i propri risparmi. In questo non c’è differenza tra una famiglia e l’intera economia.

Il governo federale tedesco ha varato un fondo di salvataggio di circa € 750 miliardi per stabilizzare l’economia e prevenire la bancarotta di aziende. Queste misure possono mitigare la recessione economica?

No. Queste misure hanno due effetti diversi che hanno una parvenza di cuscinetto. Da una parte le entrate e la ricchezza verranno massicciamente redistribuite e dall’altra, il futuro verrà sacrificato a favore delle preoccupazioni presenti. Permettetemi di entrare più nel dettaglio.

Il fondo di salvataggio del governo genera entrate extra per € 750 miliardi. Da dove vengono questi soldi? Le fonti principali sono tre: tasse, debito pubblico e stampa di denaro. In tutti e tre i casi lo stato fa apparire dal nulla 750 miliardi di euro e i cittadini vengono derubati di questa somma in un modo o nell’altro. Questa volta non ci sarà un aumento della tassazione, perciò devo dedurne che i cittadini verranno derubati, come già accaduto in passato, attraverso la svalutazione delle loro risorse finanziarie. Gli interessi attivi verranno abbassati e i risparmi saranno tassati con tassi di interesse negativi; quello che rimane verrà infine eroso dall’inflazione dei prezzi.

Come in passato, questa redistribuzione viene giustificata dal fatto che, diversamente, si sarebbe verificato un collasso dei mercati finanziari, che avrebbe potuto danneggiare l’economia reale. Senza la manna degli aiuti molte aziende fallirebbero e dovrebbero licenziare i loro dipendenti. Nessuno più pagherebbe i mutui, il sistema bancario collasserebbe e questo potrebbe colpire anche altre aziende. In altre parole ci sarebbe una spirale discendente di arresto e disoccupazione di massa. Ai cittadini verrebbe comunque richiesto di pagare il conto: o finanziano il pacchetto di aiuti o subiranno le conseguenze del tracollo dell’intera economia. Quindi nel complesso è meglio spennare un po’ le persone adesso piuttosto che esporle successivamente a perdite ben più grandi.

Questo ragionamento è corretto fino a che le misure di aiuto evitano il collasso sul breve periodo ed è per questo che si è creata la parvenza di un cuscinetto. Perché solo apparentemente? Perché questo successo sul breve periodo ci è costato il futuro. La crisi è mitigata a breve ma riprenderà forza sul lungo periodo. Grazie ai 750 miliardi di euro le aziende sono state salvate ma non hanno comunque gestito correttamente i loro risparmi e quelli altrui. Hanno rincorso i profitti nel breve e finanziato le loro attività con mutui, dimostrando la loro incompetenza durante la crisi. Sono queste le aziende che si stanno tenendo artificialmente in vita. Mentre quelli che saggiamente non si sono imbarcati in progetti foraggiati grazie al credito dovranno pagare il conto. Tutto questo ci fa capire che il pacchetto di aiuti darà ancora più soldi a soggetti che sono già precari ed è ovvio cosa questo significhi per il futuro.

Questo quadro si combina con il fatto che la spesa pubblica è notoriamente inefficiente e corrotta. Non c’è motivo di sperare che persone che falliscono in altri ambiti di responsabilità (educazione, salute, costruzione di infrastrutture e abitazioni, difesa, ecc.) possano improvvisamente fare meglio da qui in avanti.

Vorrei concludere con un’altra considerazione importante: è sbagliato schivare sempre i problemi a breve a discapito del futuro, specialmente se si tratta del denaro di chi paga le tasse. Ma questo è esattamente quello che abbiamo fatto per decenni. Questo giochino era limitato a banche e finanza, per cui era stato percepito solo dagli esperti; dal 2008 si è esteso su larga scala ed è rimbalzato al centro dell’attenzione pubblica. È davvero un gioco stupido perché solo alcuni individui legati al governo ne beneficiano, mentre i normali cittadini non possono ottenere niente da tutto questo nel lungo periodo.

Sarebbe molto meglio cercare delle soluzioni in modi diversi. Un buon esempio è quello di accettare il collasso dell’intera economia, secondo le parole di Boris Johnson, per sanarla e ricostruirla su basi più giuste. Dopotutto, fino ad oggi, i tedeschi sono sempre stati pronti a lasciare le loro case durante l’influenza stagionale e correre il rischio di prendere il raffreddore. Anche se oggi non siamo disposti ad accettare qualche rischio e seccatura, ne avremo comunque in abbondanza in futuro.

Per quanto riguarda il sistema monetario, si aspetta la disintegrazione dell’Eurozona o l’aumento dell’inflazione?

Si per l’inflazione dei prezzi, no per la disintegrazione dell’Eurozona.

L’aumento dell’inflazione è inevitabile se governi e banche centrali non faranno niente per scongiurare una riduzione del denaro circolante nell’economia. Grazie alla stampa di moneta, questo sarà evitato ma l’inflazione è automatica dal momento che il lockdown ridurrà la disponibilità di beni sul mercato.

L’Eurozona sopravviverà perché non ci sono alternative migliori per i governi nazionali. Gli italiani si lamentano, come hanno fatto i greci in passato, ma si chiederanno anche che finanziamenti possono ricevere se escono dall’euro.

Non si è sentito parlare di Euro bond per un bel po’, ora si richiedono i Corona bond. Cosa ne pensa?

Niente. Potrebbero esacerbare i problemi di base dell’Eurozona: più debito, più fragilità, maggiore mancanza di responsabilità da parte dei beneficiari politici e finanziari. I Corona bond potrebbero danneggiare non solo la Germania ma anche i contribuenti italiani. Sul medio e lungo termine potrebbero arrecare un danno anche alle persone che dipendono dai servizi medici in Italia. È lo stato italiano stesso l’unico responsabile per i propri disastri finanziari e per l’enorme zavorra che è la sanità pubblica. Ma anche in questo caos potrebbe dare sostegno in tempi brevi, semplicemente liberalizzando il settore privato dei servizi sanitari. Questo è proprio ciò che lo stato non vuole; i Corona bond devono assicurare che niente cambi nella malagestione statale. I rappresentanti di governo alzano la mano e affermano: “Se i tedeschi non faranno niente, la gente qui morirà.” La verità è che loro per primi non vogliono fare niente che possa mettere in discussione l’inefficienza del sistema sociale. Ricattano moralmente la Germania ma gli sta bene che gli italiani restino malserviti perché non vogliono che vengano curati al di fuori della sanità pubblica.

Se le chiusure verranno rimosse quanto ci vorrà perché l’economia si riprenda? Si tratta solo di un momento negativo temporaneo o la crisi economica durerà a lungo?

La ripresa può avvenire in tempi brevi. Quello che mi preoccupa è l’intervento statale che potrebbe allungare e aumentare le difficoltà attuali. L’esempio storico per eccellenza è la Grande Depressione degli anni ’30 negli USA. Un semplice crollo del mercato azionario venne gestito così male da un interventismo statale continuo e rigido che si trasformò in una crisi economica di lunga durata.

Come valuterebbe la gestione della crisi nei diversi paesi? UK e Olanda hanno scelto l’immunità di gregge, la Francia il lockdown. Quale pensa sia la migliore strategia?

Non sono un immunologo e non posso dire quale sia la soluzione migliore da un punto di vista medico. Come economista so che è un errore fondamentale mettere l’intera economia al servizio di un solo obiettivo e impegnarsi per un’unica soluzione. L’agire umano richiede sempre la considerazione di diversi obiettivi e mezzi. Ovviamente la salute è di primaria importanza sul breve periodo, ma non è l’unico fine e abbiamo a disposizione diversi strumenti. La libera concorrenza è essenziale, in particolare se parliamo di selezione efficiente di modi e mezzi. Perciò sono convinto che i paesi che stanno reagendo meglio siano quelli che danno la massima libertà e responsabilità a cittadini e famiglie e che non accentrano la responsabilità politica, come qui in Francia, ma la concedono ai comuni o ad altri organismi locali. Come per esempio la Svizzera e l’Olanda.

Quali paesi emergeranno dalla crisi come perdenti e quali come vincitori?

È difficile dirlo adesso, perché non ne siamo ancora usciti. Come ho detto l’azione dello stato è la variabile più imprevedibile. Comunque non vedo la Francia, l’Italia e la Spagna tra i vincitori poiché questa crisi viene usata da una cerchia di persone legate al governo per assicurare ed estendere i loro privilegi, anche grazie ai Corona bond.

L'articolo originale: https://mises.org/wire/what-covid-19-crisis-means-europe-and-eurozone