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Alessandro Anzalone

Ultimi lavori

Lo stato non è né tuo padre, né tua madre

Nella sua lettera del 14 luglio 2017 al “The New Yorker” online, l’editorialista John Cassidy si scaglia contro le proposte repubblicane di abrogazione e di riforma dell’ObamaCare. Ma afferma anche chiaramente i suoi presupposti ideologici: “Vale la pena di riaffermare ciò che è in gioco qui: il principio secondo cui la società è costituita da persone con obblighi reciproci, compreso il dovere di cercare di proteggere tutti da quello che Franklin Roosevelt chiamò “i pericoli e le vicissitudini della vita” come la vecchiaia, la disoccupazione e la malattia.” Si noti il presupposto implicito, che è come se la società fosse… Leggi tutto

La libertà e la paura delle proprie responsabilità

La libertà è sotto una nuova sfida e un attacco nel mondo contemporaneo. Dalla “correttezza politica” e dalla sua conseguente crescente mentalità totalitaria chiusa delle istituzioni di apprendimento superiore in America e in Europa, alla rinascita del nazionalismo economico con il suo rigetto della libertà di commercio, ci troviamo di fronte a possibili riduzioni dei gradi della libertà individuale, che ancora ci rimangono della nostra vita. La domanda è perchè? Vari tentativi di risposta sono stati offerti da coloro che temono profondamente questa direzione, specialmente in quel che chiamiamo “Occidente”, dove l’idea, l’ideale e la pratica della libertà personale ed… Leggi tutto

Perfino le tecnologie più avanzate non possono predire l’azione umana

Per più di un secolo, il mondo è stato tenuto in pugno da ingegneri sociali e paternalisti politici, determinati a rimodellare radicalmente la società lungo linee collettiviste o a modificare la società esistente con politiche regolatorie e redistributive che sono conformi alla “giustizia sociale “. Entrambe queste intenzioni sono basate su false concezioni dell’uomo e della società. Una delle voci principali che ha contestato gli ingegneri sociali e statisti del Novecento nel XX secolo è stato l’economista austriaco Ludwig von Mises. In tali opere importanti come “Il Socialismo” (1922), “Il Liberalismo: la tradizione classica“ (1927), “Critica dell’interventismo” (1929), “La pianificazione… Leggi tutto

Aspiranti Tiranni catturano il linguaggio per controllare il pensiero

La contro-rivoluzione di oggi contro la libertà viene combattuta su parecchi fronti della società americana. Uno, di certo, sono i campus universitari in tutto il paese, dove l’ideologia della “correttezza politica” sta soffocando la libertà di parola ed estinguendo gli accesi dibattiti e le controversie intellettuali.  Critica per questa campagna è la cattura del linguaggio. È attraverso la nostra lingua che pensiamo a noi stessi, ai nostri rapporti con gli altri e all’ordine sociale che ci circonda. Le parole non si limitano a delineare oggetti, individui, eventi o azioni. Le parole creano anche immagini mentali, emozioni, atteggiamenti e credenze che… Leggi tutto

L’occidente è un’idea tascabile

Non tutti coloro che vanno in giro celebrando le grandi gesta dell’Occidente e condannando le sue distruzioni sono veri amici della libertà. Noi ne siamo a conoscenza almeno dal secolo scorso, quando l’acclamato storico tedesco Oswald Spengler scrisse la sua magistrale opera “Il declino dell’Occidente” (1919). Questo immenso tomo elogia per 800 pagine la magnificenza dell’arte Occidentale, delle scienze, della letteratura, del benessere, ma questa non è la sua tesi. Lo scopo di questo trattato fu di lanciare un oscuro avvertimento: l’Occidente dovrà essere riunito sotto un nuovo Cesarismo, e velocemente, prima che altre potenti tribù del mondo possano vincere… Leggi tutto