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Frank Shostak

Ultimi lavori

Cosa determina il tasso di cambio di una valuta?

Dopo la chiusura a 1,051 alla fine di dicembre 2016, il prezzo dell’euro in dollari statunitensi si è attestato a 1,2321 alla fine di marzo di quest’anno: un aumento del 17,2%. Tuttavia, sembra che il tasso di cambio si stia muovendo in risposta a così tanti fattori da rendere quasi impossibile accertare in quale direzione sia probabilmente diretto. Piuttosto che prestare attenzione alla moltitudine di variabili, è più sensato concentrarsi sulla variabile essenziale . Per quanto riguarda la determinazione del tasso di cambio, la variabile essenziale è il cambiamento relativo al potere d’acquisto dei vari capitali. Il potere d’acquisto relativo… Leggi tutto

Perché i prezzi in calo sono una cosa buona

Non c’è niente di sbagliato con i prezzi in calo. Ciò significa che l’economia di mercato industriale subordinata ad una moneta di base come l’oro è che i prezzi delle merci seguono una tendenza al ribasso. Secondo Giuseppe Salerno: Effettivamente, storicamente, la tendenza naturale dell’economia di mercato industriale subordinata ad una moneta di base come l’oro è stata per i prezzi generali in ribasso in modo persistente, mentre l’accumulazione di capitale in corso ed i progressi nelle tecniche industriali hanno portato ad una continua espansione delle forniture di beni. Così, per tutto il diciannovesimo secolo e fino alla prima guerra… Leggi tutto

Il moltiplicatore keynesiano è un’illusione

Per la maggior parte degli economisti e dei commentatori finanziari il cuore della crescita economica è l’aumento della domanda di beni e servizi. Si ritiene che aumenti o diminuzioni della domanda siano dietro ad aumenti e diminuzioni nella produzione di beni e servizi dell’economia. Inoltre, si ritiene che la produzione complessiva dell’economia aumenti di un multiplo del cambiamento di spesa da parte di governi, consumatori o imprese. Un esempio illustrerà come una spesa iniziale aumenta la produzione complessiva del multiplo di questa spesa. Supponiamo che da un dollaro in più ricevuto gli individui spendono $ 0,9 e risparmiano $ 0,1.… Leggi tutto

Tassi d’interesse e preferenza temporale

In una recente rubrica per Mises Wire, Doug French (classe 1944 ex presidente del Mises Institute) ha sollevato una questione molto importante sui tassi di interesse negativi. Citando la Fleckenstein Capital (società di ricerca e di informazione per gli investimenti) ha scritto: Ieri una società parigina con rating BBB (cioè quasi spazzatura) ha emesso $ 500 milioni in obbligazioni (notes) triennali con un tasso d’interesse dello 0,026% negativo. Siamo stati infarciti da con così tante assurdità, che niente ci sembra più assurdo … French continua con le sue osservazioni: (La società di servizi francese ‘quotata alla borsa di Parigi’ ndt)… Leggi tutto

Perché l’economia tradizionale non riesce sempre a spiegare il verificarsi delle recessioni?

Nel suo articolo pubblicato il 21 marzo 2018 – L’economia ci ha bocciato prima della crisi globale – il redattore economico del Financial Times, Martin Wolf (classe 1946), ha espresso alcuni dubbi sulla macroeconomia. “L’economia è, come la medicina (e diversamente dalla cosmologia), una disciplina pratica. Il suo obiettivo è di rendere il mondo un posto migliore. Questo è particolarmente vero per la macroeconomia, inventata da John Maynard Keynes in risposta alla Grande Depressione. Si deve ai test di questa disciplina se i suoi adepti capiscono cosa potrebbe andare storto nell’economia e come metterla a posto. Quando la crisi finanziaria,… Leggi tutto