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Gerardo Gaita

Ultimi lavori

Lo stato come deve essere raccontato

Se non altro nelle prime fasi dell’evoluzione dell’umanità gli Stati sono sorti, di norma, perché alcuni capi famiglie, che vivevano l’uno accanto all’altro, senza mettersi preventivamente d’accordo ma per il semplice fatto che essi avevano imparato a conoscere sempre meglio i loro interessi individuali e cercavano di perseguirli, pervennero a realizzare un’organizzazione statale mediante l’assoggettamento dei più deboli. In tal senso, pertanto lo Stato è un fenomeno che, di norma, si genera in maniera spontanea, in quanto è l’esito inintenzionale di un gruppo di persone che desiderose ciascuna unicamente di imporre il proprio dominio si adegua in modo non vincolante… Leggi tutto

Mises e Hayek: un’unica critica al socialismo

Un ordine sociale prevalentemente spontaneo, ossia fondato sull’esercizio sostanziale dell’autonomia individuale, è il sistema più adatto per soddisfare, in maniera persistente nel tempo, il criterio di maggiore utilità per tutti. Per sostenere un ordine del genere è necessario non solo riconoscere l’ignoranza e la fallibilità umana ma anche una pluralità di proprietà private di risorse ed un sistema giuridico ad essa corrispondente. Di conseguenza, sostenere un ordine prevalentemente spontaneo significa sostenere un’economia di mercato. Senza l’esistenza di una pluralità di proprietà private di risorse non è possibile esercitare una vera e propria libertà decisionale. Senza l’esistenza di una pluralità di… Leggi tutto

Mises e Hayek: un unico paradigma dei fenomeni sociali

Certamente, per gli scopi della scienza sociale noi dobbiamo partire dall’azione individuo perché essa è la sola cosa di cui possiamo avere conoscenza diretta. Qualsiasi forma di società è, infatti, operativa nelle azioni degli individui che mirano a fini cercati. Tuttavia, se i fenomeni sociali non manifestassero altro ordine all’infuori di quello conferito loro da un’intenzionalità programmata, non ci sarebbe posto per alcuna approfondita ricerca teorica riguardante loro. E’ solo nella misura in cui un certo tipo di fenomeno sociale emerge come risultato dell’azione dei singoli, ma senza essere stato da alcuni di essi pianificato, che si pone davvero il… Leggi tutto

Mises e Hayek: un’unica visione dell’azione umana e della conoscenza

L’essere umano non è soltanto homo sapiens, ma anche homo agens. Tuttavia, gli esseri umani che per difetti di nascita o acquisiti sono inevitabilmente inadatti all’azione nel senso stretto del termine, non possono essere considerati homo agens. Anche il neonato non è un homo agens, perché non ha ancora percorso l’intera via della concezione al totale sviluppo delle sue qualità umane; solo alla fine della sua evoluzione diviene un uomo agente. Scopo ultimo di ogni azione dell’uomo agente è sempre la soddisfazione di un suo desiderio e non sussiste misura di maggiore o minore soddisfazione all’infuori dei giudizi individuali di… Leggi tutto

E’ possibile un’unione monetaria senza un’unione politica?

Carl Menger ci ha esaustivamente insegnato nel 1892, con la sua opera Geld, che il denaro, l’intermediario dello scambio, si sviluppa attraverso un processo di tipo organico, ossia è un prodotto non programmato dell’interazione sociale. Un frutto, quindi, che appartiene a quella cooperazione tra individui affrancata da interferenze politiche. Nel concetto storico-empirico di denaro, pertanto, non è incluso come attributo necessario e generale la nozione di corso legale, cioè di oggetto che, in base ad un decreto declaratorio, il creditore è obbligato ad accettare a titolo di liquidazione di un debito monetario o di un’obbligazione qualsiasi. I governi e… Leggi tutto