Missing Image

Gerardo Gaita

Ultimi lavori

Il NON paradosso del risparmio

Missing Image
Il paradosso del risparmio. Ancora oggi è possibile trovare nei manuali di economia questa proposizione che costituisce un vecchio caposaldo della teoria del sottoconsumo. Questa proposizione pretende di descrivere le relazioni che intercorrono tra spese di consumo e risparmi e conseguentemente il funzionamento spontaneo dell’economia di mercato, ma in realtà, in riferimento a quanto manca di comprensione. Il paradosso del risparmio fu “segnalato” per la prima volta nel 1690 dal medico e costruttore londinese Nicholas Barbon ed è stato esposto in questi termini: La prodigalità è un vizio che reca danno alla persona ma non all’economia. La parsimonia è un… Leggi tutto

Perché un aumento degli investimenti in termini relativi può avvenire solo rinunciando a del consumo immediato e perché il tasso di interesse è un fenomeno reale e non esclusivamente monetario

Il reddito disponibile può essere ripartito tra: Spese di consumo Spese di investimento – risparmio che affluisce nei fondi destinati alle spese di investimento Tesaurizzazione – risparmio che affluisce nei fondi tesaurizzati, anche detti saldi liquidi Ovviamente, nella realtà dobbiamo pensare che le persone possono rivedere in ogni istante la decisione di come ripartire il proprio reddito tra le tre possibilità – spese di consumo, spese di investimento e tesaurizzazione. Un aumento relativo delle spese di investimento può quindi procedere da tre possibilità: Da fondi che in precedenza erano destinati alle spese di consumo Da fondi che in precedenza erano… Leggi tutto

L’inconsistenza del moltiplicatore keynesiano

PIL = spesa per consumi (C) + investimenti interni privati lordi (I) + spesa pubblica per beni e servizi (G) + esportazioni nette (X) Il moltiplicatore keynesiano, detto anche moltiplicatore della spesa pubblica, è l’incremento nel breve periodo del Prodotto Interno Lordo (PIL) derivante dall’aumento di 1 unità monetaria della spesa pubblica per beni e servizi. Il modello del moltiplicatore keynesiano: presuppone che tutti i prezzi e quindi anche i salari siano considerati fissi; presuppone che esistano risorse produttive inutilizzate in tutti i settori; presuppone che imposte e investimenti privati lordi rimangano invariati. Di conseguenza, la spesa pubblica addizionale per… Leggi tutto

Non è la velocità di crescita dei consumi a indicare la prosperità di un’economia

La BCE (come qualsiasi altra banca centrale) considera l’inflazione come un processo di rincaro di un certo paniere di spese per il consumo – e non una situazione che si verifica quando viene prodotta un’offerta di moneta in eccesso rispetto alla sua domanda – e conseguentemente il tasso di inflazione viene considerato dalla medesima come l’incremento percentuale dei prezzi di questo paniere in un determinato periodo di tempo. Prendiamo per buono il significato di inflazione dato dalla BCE. Detto quanto, per la BCE inflazione e crescita economica sono indissolubilmente legati, basta che si tratti di un’inflazione relativamente bassa e controllata.… Leggi tutto

Il “Washington Consensus”

Con l’espressione Washington Consensus l’economista britannico John Williamson intendeva indicare una serie di criteri – sintetizzati in un decalogo di norme – in grado, se perseguiti, di porre in essere nell’ambito del contesto internazionale, e in particolare per i paesi in via di sviluppo, un quadro di stabilizzazione e liberalizzazione economica. Il termine coniato nel 1989 nasce a seguito della crisi debitoria degli anni ’80, in cui si assiste all’assurgere di politiche strutturali dettate da organizzazioni internazionali quali Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale (oltre che dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’America) al fine di correggere le diverse… Leggi tutto