Guido Ferro Canale

Guido Ferro Canale, nato a Genova il 17 giugno 1984, dopo la maturità classica si è dedicato agli studi di Giurisprudenza nel capoluogo ligure, dove si è trasferito a vivere, ha conseguito la laurea magistrale e, attualmente, si dedica alla pratica professionale forense. I suoi interessi nel campo del diritto italiano riguardano soprattutto la materia contrattuale e il contenzioso bancario; inoltre, la passione per la teologia e il diritto canonico lo ha portato ad indagare sull’importanza dei fattori religiosi come elemento strutturante della società e dei sistemi giuridici, soprattutto quanto agli influssi non pienamente avvertiti. La scoperta della Scuola Austriaca gli ha permesso di svolgere la medesima indagine anche riguardo agli aspetti economici e di tentare un approccio integrato, con particolare attenzione al dato storico-giuridico e alla comparazione sistemologica. Ha collaborato con la rivista “Una Voce dicentes” (2008 – 2012) e, attualmente, oltreché per il Mises Italia e per il Nomos GrandiSpazi, scrive articoli per diversi siti e blog di attualità religiosa (Radio Spada, Chiesa e post-Concilio, Lo Straniero, Settimo Cielo, Chiesa online). Per le edizioni Radio Spada, ha pubblicato “Bentornato Enrico VIII? La riforma del processo canonico di nullità del matrimonio” (in AA.VV., “Dal divorzio al gender. Famiglie centrifugate e identità liquida: una dissoluzione dalle origini remote”, Reggio Emilia 2016) ed è in corso di pubblicazione “La tutela dei diritti soggettivi del fedele e il ricorso al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica”.

Ultimi lavori

L’influsso nefasto dei cicli economici sul diritto fallimentare (parte terza e ultima)

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Fin qui, si è ampiamente illustrato il rigore sotteso alle procedure esecutive concorsuali e al diritto fallimentare in genere. Ora, resta da illustrare come, progressivamente, questo rigore nei confronti del debitore si attenui o, addirittura, venga rinnegato e perché innovazioni simili si debbano, in ultima analisi, al ciclo economico. Ai nostri fini, almeno per un certo aspetto, si può perfino prescindere da una teoria del ciclo: è notorio, infatti, che i cicli economici, comunque li si voglia spiegare, consistono in una fase di boom, dove viene avviata una molteplicità di progetti imprenditoriali; una fase critica, in cui emerge che gli… Leggi tutto

L’influsso nefasto dei cicli economici sul diritto fallimentare (parte seconda)

Le codificazioni napoleoniche, e quindi le ottocentesche in genere, distinguono il Codice Civile, applicabile alla generalità dei cives, dal Codice di Commercio, che – ponendosi in continuità, su questo punto, con la tradizione medioevale – conteneva la normativa speciale dei commercianti, o degli atti di commercio, o, più modernamente, degli imprenditori. Ma, con il tramonto dell’Ancien Régime, la legge della “parola data” trionfa ben oltre i confini segnati dal Codice di Commercio: l’effetto traslativo del consenso è previsto per la generalità dei contratti, anche se solo l’Italia ha poi recepito quest’esito del processo codificatorio napoleonico. E tuttavia, sempre in quella… Leggi tutto

L’influsso nefasto dei cicli economici sul diritto fallimentare (parte prima)

Un’economia di mercato si fonda sul rispetto dei diritti di proprietà e, quindi, sul principio per cui sono ammessi trasferimenti volontari di beni (o denaro) da un soggetto ad un altro. Tuttavia, è fondamentale per la tenuta del sistema che esistano mezzi, anche coercitivi, che costringano un debitore a tener fede al consenso già prestato, oppure a risarcire i danni da lui provocati agli altrui diritti di libertà e di proprietà. Questi mezzi, in diritto processuale, si chiamano “procedure esecutive” o “di esecuzione forzata”; si dividono in individuali, dove ciascun creditore è chiamato a farsi parte diligente e attivarsi per… Leggi tutto

Innocenzo III: illiceità dello svilimento della moneta

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Di seguito, presento all’attenzione dei lettori testo latino e traduzione italiana della Decretale di Innocenzo III Quanto personam tuam (X.2.24.18). Il Papa è stato interpellato dal Re d’Aragona, Pietro II detto il Cattolico, che ha giurato di mantenere in circolazione per un certo tempo la moneta svilita dal padre poco prima della sua morte; di fronte ai dubbi di coscienza del sovrano, Innocenzo III risponde con molta chiarezza che la moneta va ristabilita nello status quo ante. Il testo latino è tratto dal vol. II del Corpus iuris canonici, ed. Richter, liberamente disponibile on-line.   Colui che consapevolmente giura di… Leggi tutto