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Paolo Luca Bernardini

Ultimi lavori

Nell’ombra serena di Rosmini: per una rilettura di Igino Petrone (1870-1913)

Sono, quelli in cui viviamo, tempi in cui il dramma compiuto dall’esaurimento del diritto nel diritto positivo si sconta sulla pelle degli individui, e dei popoli. Costituzioni (e norme) morte, scritte da uomini morti, ancorano e aggiogano, troppo spesso e in troppi luoghi del mondo, uomini e genti. E la stessa pensabilità di un diritto legato e sottoposto alla Giustizia sembra essere messa in giuoco, se non compromessa. Il trionfo del positivismo giuridico, poi slittato nel mero esercizio della filosofia analitica — paradigma predominante fino ad oggi – ha fatto sì, che in maniera del tutto totalitaria il diritto positivo… Leggi tutto

Per un’archeologia del liberalismo italiano: Giovanfrancesco Lottini (1512-1572)

Tra le figure dimenticate, o solo distrattamente ricordate, del Rinascimento italiano, merita senz’altro una particolare attenzione – sperabilmente foriera di adeguate riscoperte scientifiche – quella del volterrano Giovanfrancesco Lottini (1512-1572). La sua “presenza”, nella storiografia, è duplice, e l’una dimensione – quella dell’economista molto occasionale e non sistematico, in tempi in cui certamente l’economia politica e la teoria economica non erano ancora scienze isolate da morale e teologia – sembra, negli scritti a lui dedicata, estranea all’altra: quella, affascinantissima, dell’avventuriero al servizio dei principi, assassino, mandante, affarista e diplomatico, e uomo legato agli ambienti vaticani, non solo fiorentini, ove si… Leggi tutto

Cartesio e la ghigliottina: razionalismo e totalitarismo*

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Una domanda che mi sono posto, in occasione del congresso mondiale della ISIH, la “International Society for Intellectual History”, che si è appena tenuto quest’anno presso la American University in Bulgaria, organizzato da Diego Lucci, uno delle migliaia di “cervelli in fuga” italiani, riguarda le origini ideologiche della rivoluzione francese e del primo stato totalitario moderno che ne è scaturito, con stragi e orrori di ogni tipo, dalla Vandea francese alle vandee italiane di cui molto ha scritto, con cognizione di causa, lo storico cattolico Massimo Viglione, scontrandosi con l’ostilità di tutta, o quasi tutta, la storiografica unitarista, laica, collettivista… Leggi tutto