Le accuse all’economia di mercato: il concetto di welfare

Le obiezioni che le varie scuole di Sozialpolitik suscitano contro l’economia di mercato, sono basate su cattivi criteri economici. Ripetono continuamente tutti gli errori che gli economisti analizzarono in tempi passati. Accusano l’economia di mercato per le conseguenze di politiche anti-capitaliste che loro stessi propugnano come riforme necessarie e benefiche, addebitando all’economia di mercato le responsabilità dell’inevitabile fallimento e della frustrazione causata dall’interventismo economico. Questi propagandisti devono finalmente ammettere che l’economia di mercato non è così cattiva come le loro ‘singolari’ dottrine la dipingono, dopo tutto. Permette la produzione dei beni. Di giorno in giorno aumenta le quantità e la… Leggi tutto

Per favore, non chiamatelo Capitalismo!

Sorpresa, sorpresa! La crisi del debito dell’Euro Zona è tornata. O non se n’era mai andata? Mentre i rendimenti sui titoli di Stato spagnoli e italiani si dirigono sempre più in alto, ancora una volta mi viene in mente il vecchio detto, non si può ingannare tutto il popolo per sempre. Nemmeno con un biliardo di euro. Ho già descritto il rapporto tra banche e stati come quello di due marinai in mare che si aggrappano disperatamente l’uno all’altro e continuo a pensare che questa sia una descrizione adatta alla farsa che è stata orchestrata in Europa e che sta… Leggi tutto

Il fallimento del comunismo nel Massachusetts

Alcuni pellegrini costituirono una partnership in una società insieme ad un gruppo di mercanti di Londra, tra cui Thomas Weston, un fabbro, e John Peirce, un sarto. L’azienda, John Peirce e Associati, ricevette nel 1620 un finanziamento, da parte della Virginia Company, per una particolare piantagione sita in tale territorio. In questa alleanza, ad ogni colono adulto era concessa un’azione della società così come a ogni investimento di dieci sterline. Dopo sette anni, i guadagni ottenuti dovevano essere ripartiti tra gli azionisti. Fino al momento della divisione, da farsi secondo gli usi vigenti nell’insediamento originario della Virginia, la società ha… Leggi tutto

Tribalismo e localismo alimentare

Qualche anno fa abbiamo partecipato ad una conferenza in cui un distinto oratore accademico non solo decantava le lodi del “locavorismo” (la teoria per cui aumentare, localmente, la parte di produzione alimentare destinata al consumo aiuterebbe a risanare il pianeta, creare lavoro, aumentare la  sicurezza alimentare e la salute fisica, mentale e spirituale della società), ma insultava i Giapponesi, additandoli come i maggiori “parassiti” della Terra, poiché grandi importatori annuali di cibo (quasi il 60% dell’apporto calorico totale) [1]. Avevamo vagamente sentito parlare della mania del cibo locale tempo addietro, ma in quel momento la questione divenne personale, giacché uno… Leggi tutto

L’obiettivo “progressista” di Obama: renderci tutti più poveri

Le autorità della California hanno recentemente annunciato i loro piani per cercare di costringere la gente a vivere in densi insediamenti residenziali invece che in case unifamiliari autonome che sono considerate, dai burocrati ambientalisti, uno spreco e un contributo allo spaventoso riscaldamento globale. Analogamente, l’Agenzia per la Protezione Ambientale dell’amministrazione Obama, ha emanato un provvedimento che di fatto impedirà alle società di energia elettrica la costruzione di nuove centrali elettriche a carbone, il che vorrà dire prezzi dell’elettricità ancora più elevati. Prima che Obama fosse eletto nel 2008, colui che poi sarebbe divenuto il suo Segretario per l’energia, Steven Chu,… Leggi tutto

I sindacati e “gli altri” Piccolo Tim

Tornando a casa dal lavoro l’altro giorno, sono passato davanti a una macchina parcheggiata davanti al Dipartimento di Inglese che mi ha strappato un sorriso. Si tratta di una berlina grigia con un adesivo verde sul paraurti che recita che dovremmo ringraziare i sindacati per le 40 ore settimanali di lavoro. Le mie risate sarebbero rivolte al proprietario della macchina, che alla Facoltà di Inglese è ritenuto un tipo intelligente e qualcuno che, rispetto al cittadino medio, se ne intende parecchio di movimenti sociali e politici di oggi, ma che, incollando quell’adesivo da paraurti sulla sua macchina,  si è tuttavia… Leggi tutto

L’economia del droghiere

Gli scritti in inglese di Mises sono chiari e diretti, ma Ludwig non era stilisticamente e narrativamente dotato come Schumpeter, Hazlitt o Rothbard (o, per quello che importa, Keynes, il quale usava fraseggi “sonori” per nascondere pensieri tutt’altro che chiari). Nonostante ciò, alcune espressioni Misesiane – come “exploding the fallacy” (“screditare gli errori”, ndt) – rimangono impresse. Una delle mie preferite è contenuta nell’addendum (1953) alla Teoria della Moneta e del Credito. Ne “Il Principio della Moneta Sana” Mises contrasta la visione della disoccupazione e della depressione da parte dell’economista competente così: Il mercato è cattivo, dice il droghiere, poiché… Leggi tutto

Thomas Jefferson e l’economia di mercato

Quando, nel 1803, venne pubblicata la prima edizione dell’ottimo Traité d’économie politique di Jean-Baptiste Say, il suo autore conquistò presto la leadership tra i sostenitori francesi di Adam Smith. Say era nato a Lione in una famiglia ugonotta di mercanti di tessuti, e aveva trascorso gran parte dell’infanzia a Genova, e poi a Londra, dove era diventato un apprendista commerciante. Infine, tornato a Parigi come impiegato di un’agenzia di assicurazione sulla vita, il giovane Say divenne rapidamente una delle punte di diamante tra i philosophes laissez-faire francesi. Nel 1794 assunse il ruolo di primo redattore del più importante giornale… Leggi tutto

Contro Bernanke, in difesa del gold standard

Nella sua conferenza presso la George Washington University, il 20 Marzo 2012, il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha detto che sotto un gold standard la capacità delle autorità di affrontare le condizioni economiche è significativamente ridotta. Il presidente della FED ritiene che lo standard aureo impedisca alla banca centrale di impegnarsi in politiche volte a stabilizzare l’economia dopo shock improvvisi. Questo a sua volta, sostiene il presidente della FED, potrebbe portare a gravi sconvolgimenti economici. Secondo Bernanke, Dal momento che il gold standard determina l’offerta di moneta, non c’è molto spazio per utilizzare la politica monetaria per stabilizzare… Leggi tutto

Perché Facebook funziona e la Democrazia no

Quest’anno Facebook raggiungerà un miliardo di utenti – un settimo della popolazione umana. Ha suscitato una maggiore partecipazione di ogni singolo governo in tutto il mondo se escludiamo India e Cina, e probabilmente li supererà entro un anno o due. E mentre molte persone stanno fuggendo dai propri governi come possono, sempre più persone si stanno unendo a Facebook volontariamente. Qual è la logica, la forza motrice, l’agente del cambiamento? Certo, il software funziona bene, e certo, i gestori e proprietari hanno menti imprenditoriali. Ma il vero segreto di Facebook sono i suoi ingranaggi umani interni, i singoli utenti, che… Leggi tutto