Perchè studiare la Scuola Austriaca è importante (parte seconda)

Gli economisti mainstream insegnano che, in caso di benefici o costi sopportati da persona diversa rispetto all’agente economico, esiste un’esternalità, che deve essere corretta dal governo attraverso la redistribuzione. Ma, definite ampiamente, le esternalità sono presenti in ogni transazione economica poiché i costi e i benefici sono, in ultima analisi, soggettivi. Potrei compiacermi nel vedere fabbriche gettare fumo perché amo l’industria. Ma questo non significa che dovrei essere tassato per questo privilegio. Analogamente, potrei essere infastidito dall’assenza di barba nella maggior parte degli uomini, ma questo non implica che gli sbarbati debbano essere tassati per compensare il mio dispiacere. La… Leggi tutto

Perchè studiare la Scuola Austriaca è importante (parte prima)

L’economia, scriveva Joseph Schumpeter, è “una grande carrozza che trasporta passeggeri di incommensurabile interesse e abilità”. Vale a dire, gli economisti sono incoerenti e inefficaci, la loro reputazione lo conferma. Eppure non dovrebbe essere così per ciò che concerne i tentativi economici di dare risposta alle questioni più importanti del mondo materiale. Supponete di non conoscere nulla riguardo al mercato, e chiedetevi: come può l’intera summa di conoscenza intellettuale e risorse scarse della società essere assemblata al fine di ridurre al minimo i costi; utilizzare il talento di ciascuno; rispondere ai bisogni e gusti di ogni consumatore; incoraggiare innovazione, creatività… Leggi tutto

Il mercato e la concorrenza

Quando gli studenti di economia del primo anno affrontano il tema della concorrenza tra diversi produttori per offrire un bene sul mercato, si trovano di fronte ad un qualcosa di paradossale. Infatti, per descrivere un processo dinamico e dagli esiti incerti, la concorrenza di mercato appunto, i libri di testo presentano un modello statico, chiamato “concorrenza perfetta,” che descrive lo stato finale a cui il mercato può giungere in presenza di condizioni molto particolari che trovano riscontro solo in aspetti limitati della vita economica. Nel modello di “concorrenza perfetta,” in parole povere,  la concorrenza, semplicemente, non c’è. Vi è descritto… Leggi tutto

Che cosa è la Scuola Austriaca di Economia?

La storia della Scuola Austriaca comincia nel quindicesimo secolo, quando i seguaci di San Tommaso d’Aquino, scrivendo e insegnando all’Università di Salamanca in Spagna, cercano di spiegare l’intera gamma dell’azione umana e dell’organizzazione sociale. Questi tardo Scolastici notarono l’esistenza di leggi economiche, di inesorabili forze di causa – effetto che operavano proprio come le altre leggi naturali. Per diverse generazioni, essi scoprirono e spiegarono le leggi della domanda e dell’offerta, le cause dell’inflazione, il funzionamento dei tassi di cambio e la natura soggettiva del valore economico – tutte ragioni per cui Joseph Schumpeter li definì come i primi veri economisti.… Leggi tutto

La parabola dei semafori rotti

Supponiamo che in un pomeriggio di sole in una grande città in qualche parte del mondo occidentale, un uomo scopra, al suo risveglio da un pisolino di due ore, che mentre dormiva sono avvenuti diverse centinaia di incidenti stradali in città. Si chiede il perché. In primo luogo considera la possibilità che la causa sia il tempo, ma un sole splendente allontana questo pensiero. Le probabilità che molte centinaia di automobili abbiano problemi meccanici simultanei sembra infinitamente piccola, quindi scarta anche questa ipotesi. Riflette ulteriormente sulla questione e alla fine si chiede se gli automobilisti in quella bella città abbiano… Leggi tutto

La teoria austriaca del ciclo economico

Perché l’economia reale risente le conseguenze delle follie finanziarie? E’ una domanda non banale a cui cercherò di dare risposta utilizzando la teoria economica proposta per la prima volta da Ludwig Von Mises [1] e Friedrich Hayek [2] negli anni ‘20. Dal momento però che il tutto potrebbe risultare non semplicissimo da comprendere, voglio illustrarvi a grandi linee ciò di cui andrò a parlare utilizzando una storiella che coinvolge un criceto, una ruota e delle anfetamine (!). Criceti austriaci Possiamo immaginare il sistema economico come un criceto che sta correndo all’interno di una ruota girevole. Difficilmente il nostro roditore conoscerà… Leggi tutto

Economie della Conoscenza Emergenti

L’International Journal of Social Ecology and Sustainable Development (editore IGI Global, USA) ha accettato la pubblicazione, tra gli altri, del mio paper “Knowledge Problem and Emerging Economies” (mi spiace che sia a pagamento). All’interno di una discussione su come le nuove tecnologie – dall’informatica alle biotecnologie – possano aiutare le economie emergenti a creare modelli di sviluppo sostenibile (termine da intendersi in varie accezioni), ho potuto esporre una visione austriaca sull’impossibilità della pianificazione centrale dell’economia e su come l’informatica, quale strumento di elaborazione e diffusione di conoscenza, possa essere il supporto di una ricerca – decentrata – di… Leggi tutto

L’inflazione è l’aumento del livello generale dei prezzi?

C’è una quasi completa unanimità tra gli economisti e i vari cronisti riguardo il fatto che l’inflazione consista in un generale aumento dei prezzi dei beni e dei servizi. Partendo da ciò è assodato che qualsiasi cosa che contribuisca all’aumento dei prezzi metta in moto l’inflazione. Una caduta della disoccupazione o una crescita nell’attività economica sono viste come un potenziale innesco inflazionistico. Altri inneschi, come l’aumento nel prezzo dei beni o nei salari dei lavoratori, sono considerati allo stesso modo come potenziali minacce. Se l’inflazione consiste nel semplice aumento nei prezzi, come sostenuto dal pensiero popolare, perché quindi è vista… Leggi tutto

Ma che paese è questo?

Italia: un Paese ufficialmente in recessione dopo due trimestri di crescita negativa; un debito pubblico a ridosso dei 1.900 miliardi, finanziato da oltre 1.600 miliardi di Titoli di Stato e da una pressione fiscale al 42,6%. Una bilancia commerciale negativa da sette anni, un’inflazione al 3,7% e una disoccupazione all’8,9%, ma che colpisce i giovani con meno di 25 anni per il 31%. Questo è quanto emerge dall’ultimo Osservatorio trimestrale sui dati economici italiani dal titolo “Italia 2011: un anno di sofferenza” liberamente scaricabile qui oppure attraverso il Social Science Research Network qui. Si tratta del quinto numero di… Leggi tutto

In difesa dell’economia di mercato

Di solito, quando tutti i politici, di ogni ordine e schieramento, si trovano d’accordo su qualcosa, dietro c’è una fregatura. È una semplice regoletta ma funziona piuttosto bene. Se poi a essere d’accordo sono i politici di tutte le nazioni la fregatura deve essere anche bella grossa, oserei dire globale. Ricordate quando, dopo il fallimento di Lehman Brothers, tutti i governanti si sono affrettati ad annunciare «la fine del capitalismo laissez-faire» ed il ritorno in auge delle teorie economiche di John Maynard Keynes? Ricordate il violento j’accuse contro il mercato, contro la deregulation, contro il neoliberismo sfrenato ed il capitalismo… Leggi tutto