Non è solo un problema di debito

Nel suo Outside the Box e-letter, 13 Febbraio 2012, il rispettato commentatore economico John Mauldin ha presentato un’intervista con il Dott. Hunt Lacy, un economista finanziario molto apprezzato. Secondo Hunt il fattore chiave dietro l’attuale crisi economica mondiale – in Europa e negli Stati Uniti in particolare – è un livello molto elevato di debito in rapporto al prodotto interno lordo (PIL). Ad esempio negli Stati Uniti, in percentuale del PIL, il debito pubblico e privato è ad oggi circa il 400%, mentre nella zona euro è del 450%.  Questo modo di pensare segue le orme del famoso economista Americano… Leggi tutto

La spesa militare, Bastiat e “ciò che non si vede”

Un’armata di centomila uomini, che costano al contribuente cento milioni, vivono e fanno vivere i loro fornitori fino alla concorrenza di cento milioni: è quello che si vede. Ma questi cento milioni, usciti dalle tasche dei contribuenti, fanno smettere di vivere questi contribuenti ed i loro fornitori, fino alla concorrenza di cento milioni: è quello che non si vede. Calcolate, fate dei numeri, e ditemi: quale è il guadagno per la massa? -Frédéric Bastiat Sentirete sempre certi che si definiscono conservatori dire “Io supporto il libero mercato e una forte difesa nazionale.” Ma se per “forte difesa nazionale” intendono dire… Leggi tutto

Responsabilità e proprietà privata

In una recente conversazione riguardo il riscaldamento globale, il mio interlocutore, una vecchia amica che è insegna scienze Nord Americane presso una facoltà tedesca, ha opinato che i climatologi sarebbero degli “irresponsabili” se contraddicessero la versione ufficiale secondo cui il cambiamento climatico sarebbe un disastro per la razza umana se non venissero tirate le redini dell’industria capitalista. Questo mi ha fatto ripensare al significato della parola “responsabilità” e a come viene utilizzata nel linguaggio di tutti i giorni. Essendo io stesso un insegnante, per prima cosa ho pensato a come questa parola viene utilizzata dai docenti nei confronti degli studenti.… Leggi tutto

Gli obiettivi della svalutazione monetaria

Nella fase d’espansione terminata nel 1929, i sindacati dei lavoratori erano riusciti in quasi tutti i paesi ad imporre saggi salariali più alti di quelli che il mercato, seppur manipolato dalle barriere migratorie, avrebbe determinato. Questi saggi salariali avevano già prodotto in molti paesi notevole disoccupazione istituzionale, mentre l’espansione del credito progrediva ad un ritmo accelerato. Quando infine avvenne l’inevitabile depressione ed i prezzi delle merci cominciarono a scendere, i sindacati, fermamente sostenuti dai governi, anche da quelli disprezzati come contrari al lavoro, si attaccarono ostinatamente alla politica dei salari alti. O negavano completamente l’autorizzazione a qualsiasi riduzione dei salari… Leggi tutto

La funzione sociale di profitti e perdite

Molti ingenui osservatori dell’economia di mercato archiviano tutte le preoccupazioni sul “risultato finale” come convenzioni sociali totalmente arbitrarie. Per questi critici sembra senza senso che una fabbrica che produce, diciamo, medicine o scarpe per bambini fermi la produzione al punto in cui il padrone decide che si sono massimizzati i profitti. Certo sarebbe fisicamente possibile produrre più confezioni di aspirina o più scarpine, ma il boss non lo permette, perchè se lo facesse “perderebbe denaro”. Parallelamente, tanti gadget e oggetti di lusso totalmente superflui vengono prodotti ogni giorno dall’economia di mercato, perchè venderli è profittevole. Gli osservatori indignati ogni tanto… Leggi tutto

Il racconto della finestra rotta

Qui sta tutta la differenza tra un cattivo ed un buon economista: uno si limita all’effetto visibile, mentre l’altro tiene conto e dell’effetto che vede e di quelli che occorre prevedere. Queste semplici ed efficaci parole, con cui l’economista Fréderic Bastiat iniziava la sua ultima opera, Ciò che si vede e ciò che non si vede, sono attualissime ancora oggi. Il racconto della finestra smonta in modo semplice ed efficacissimo uno dei miti economici che purtroppo non tramonta mai: quello che la distruzione, costringendo le persone a spendere per poter ricostruire, generi, in ultima analisi, prosperità. Non a caso l’economista… Leggi tutto

Cambiamenti ciclici nelle condizioni degli affari

Nel nostro sistema economico, i tempi buoni comunemente si alternano più o meno regolarmente con tempi cattivi. Il declino segue la ripresa economica, la ripresa segue il declino, e così via. L’attenzione della teoria economica è stata comprensibilmente stimolata da questo problema dei cambiamenti ciclici nelle condizioni degli affari. In principio, vennero indicate diverse ipotesi che però, esaminate in modo critico, non potevano stare in pied. Tuttavia, venne infine sviluppata una teoria delle fluttuazioni cicliche, che soddisfaceva le esigenze legittimamente attese per una soluzione scientifica al problema. Questa è la teoria della circolazione del credito, chiamata di solito teoria monetaria… Leggi tutto

Il futuro dell’Euro

I problemi della zona euro sono in ultima analisi gli investimenti improduttivi. In Grecia continua in questi giorni la lotta su chi finirà per pagare il conto di questi investimenti. Nel corso degli anni 2000 una politica monetaria espansiva ha abbassato artificialmente i tassi di interesse. Gli imprenditori hanno finanziato progetti di investimento che apparivano redditizi solo a causa di quei tassi così bassi ma non erano sostenuti da risparmi reali. Si sono quindi sviluppate bolle immobiliare e di beni di consumo nei paesi periferici. Nel 2007 le bolle cominciarono a scoppiare. I prezzi delle case iniziarono a stagnare e… Leggi tutto

Salvare le banche è inflazionistico

L’ultima ondata di turbolenze nei mercati finanziari è stata causata dalla crescente preoccupazione degli investitori circa la solidità finanziaria delle banche commerciali, in particolare le banche nella zona euro. Sembra che gli investitori stiano perdendo sempre più fiducia nella capacità delle banche di tenere fede ai loro obblighi di pagamento in condizioni “normali” di mercato e di generare utili sufficienti per il futuro.… Leggi tutto

Ron Paul: Verso una moneta libera (parte seconda)

Se interpretassimo letteralmente la Costituzione, una delle agenzie federali “maggiormente incostituzionali” (qualora esistessero gradi di incostituzionalità) sarebbe la Federal Reserve. La Costituzione non dà nessun potere al congresso per creare un’istituzione del genere e la Fed è la causa principale dei nostri problemi monetari attuali. La presunta legittimità costituzionale deriva da una vaga e creativa interpretazione della clausola dei poteri impliciti. Funzionando come banca centrale degli Stati Uniti, la Federal Reserve è un anacronismo. Fu creata in un tempo in cui la fede nel controllo dell’economia da parte di Washington D.C. era in crescita ma, da quando ha iniziato i… Leggi tutto