Cigno nero e madame Lagarde

Il titolo dovrebbe dire tutto, ma facciamo una piccola considerazione sul significato di “CIGNO NERO” (BLACK SWAN). Questo bellissimo uccello, citato anche dal poeta latino Giovenale, ebbe la sua notorietà nel 1697 quando Willem de Flamingh lo scoprì nel continente australiano ed è diventato famoso grazie al libro di Nassim Nicholas TALEB: “Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita”. Praticamente si tratta di indicare un fatto impossibile o perlomeno improbabile che accada. E per conoscere, anche se in modo sintetico, la tendenza umana ad arguire spiegazioni semplicistiche di questi avvenimenti, rivolta al passato. Ora, dopo avere fatto un excursus sul termine passiamo a quello che la Direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Christine Madeleine Odette Lagarde, ha lanciato come monito, un paio di giorni fa: “L’economia mondiale rischia un cigno nero davvero grande e con effetti devastanti … ”. Parole che colpiscono come un macigno e che ci danno un quadro, economico/finanziario, di quello che pensano le persone a capo di organizzazioni che dovrebbero gestire ed orientare, verso il positivo, i mercati internazionali. Per caso dobbiamo dar ragione ad un articolo di Jim Rickards? dove terminava dicendo che: il sistema sta avendo un attacco di cuore ed – i membri dello staff di Donald Trump – non hanno alcun rimedio se non quello di suggerire una telefonata a Madame Lagarde (FMI). Ora, se l’avvocato e noto scrittore americano ha elaborato un articolo con il finale di cui sopra, significa che veramente le cose sono messe così male? E se anche la Lagarde manda segnali in questo senso, allora ritengo che bisogna decisamente preoccuparsi. Ma come uscire da questa situazione? E c’è effettivamente la possibilità di uscirne? Un’altra domanda legittima è: vi è la volontà ed anche l’interesse a porre rimedio? Come ebbi a scrivere nel mio libro (non edito: CAPITALIZZARE IL CAPITALISMO) l’unico rimedio che ha il CAPITALISMO, sia esso di natura finanziaria Leggi tutto

Due velocità: Germania e mezza Europa

A tutte le persone che leggono questo articolo propongo una standing ovation a Frau Merkel, a Herr Schäuble e a tutto il loro entourage. Da ieri leggiamo sui notiziari online e oggi sui tutti i quotidiani che la Germania ha dato il via libera a che vi sia una Europa a “DUE VELOCITA’”. Mi viene da cantare … bravo bravissimo, dal barbiere di Siviglia di Rossini. Oggi sappiamo il perché di tanto rigore nei conti, nelle riforme ecc. Bravi, bellissima pianificazione. Con la collaborazione della Troyka sono riusciti: prima a far approvare regole che con la ragioneria nulla hanno a che fare, poi con la scusa di allineare il tutto hanno chiesto riforme ai vari Stati con modifiche sostanziali alle Costituzioni e non paghi inserendovi anche regole che il buon senso non avrebbe mai elaborato, esempio? Il pareggio di bilancio. Non basta? E’ obbligatorio che i vari Stati membri che hanno un rapporto PIL/DEFICIT elevato, intervenga il FONDO DI REDENZIONE (dove quegli Stati che non hanno i conti in ordine dovranno “espiare” le loro colpe contabili-finanziarie). Non basta mai! “Fortunatamente” la Gran Bretagna è uscita dall’Unione Europea da sola, oppure chissà quale scusa/strategia sarebbe occorsa per allontanarli. Come ci hanno insegnato a scuola l’avere un po’ di orgoglio e un po’ di senso di appartenenza all’Europa è una cosa positiva. Hanno inventato anche l’Esperanto per cercare di unificare anche la lingua, ma con scarso successo. Adenauer, Bech, Beyen, Churchil, De Gasperi, Hallstein, Manshot, Schuman, Spaak, Spinelli hanno messo da parte il senso di supremazia o di sudditanza al fine di creare, forse visionariamente, una “casa comune”. Probabilmente oggi si stanno tutti rivoltando nella tomba. Ora che Frau Merkel è riuscita ad affondare sia nella parte finanziaria sia in quella legislativa il sud Europa e la Francia e può tranquillamente passare alla fase due e cioè alla supremazia totale ed essere il punto di riferimento all’interno dell’Europa ed anche a livello Leggi tutto

Voucher e INPS

L’idea di emettere una “carta di valore monetario memorizzato”, meglio conosciuta come VOUCHER è molto interessante. Questo tipo di pagamento per lavori saltuari ben si inquadra in una soluzione che porta allo scoperto quello che tutti chiamiamo lavoro nero. Ultimamente vi sono state voci molto contrastanti sull’uso di questo strumento di pagamento, perché si dice che sia un modo per coprire il lavoro a tempo determinato o temporaneo. Qui un fondo di verità c’è, ma come in tutte le cose bisogna guardare il lato positivo, con la premessa che tutto è migliorabile.

Tutti noi sappiamo che il valore di un voucher è di € 10 o multiplo e che nel solo 2015 ne sono stati emessi 115,1 milioni. Se il concetto di base è quello di “pagare” una prestazione temporanea i soggetti a godere dei benefici sono quattro e ciascuno con una giustificazione finanziaria e “razionale”. A mio avviso i quattro punti finanziari, arrotondati per facilità di conteggio, sono:

  • voucher 115.000.000 x € 10 per un totale di € 1.150.000.000

  1. al prestatore il 75% € 862.500.000

  2. contributo pensionistico INPS 13% € 149.370.000

  3. assicurazione A/R da casa INAIL 7% € 80.500.000

  4. gestione servizio INPS 5% € 57.500.000

Ora passiamo alla parte razionale e concettuale per dimostrare che:

  1. il prestatore non viene pagato in nero (ecco una modalità per far emergere una diuturna abitudine domestica;

  2. l’INPS ha un incasso per il fondo pensionistico di tutto rispetto, tenendo presente che il conteggio è effettuato sulle ore pagate dal VOUCHER; contemporaneamente il prestatore si vede accreditare le ore “pagate” che in nero non avrebbe mai ricevuto;

  3. l’INAIL dal canto suo non avrebbe mai avuto queste entrate, che fanno molto comodo al fondo rischi, perché come tutte le “compagnie di assicurazione” ne ricava un beneficio che mai avrebbe avuto se il prestatore era occupato in nero;

  4. ricordo che c’è un compenso del 5% per la gestione del servizio

Leggi tutto

Oxfam e chi più ne ha più ne metta

Oxfam ha diffuso un nuovo rapporto sulla ricchezza per far fischiare le orecchie a quelli del World Economic Forum di Davos che, con i paraorecchie nel gelo svizzero, avranno avuto difficoltà ad ascoltare. Secondo l’ONG otto super miliardari detengono la stessa ricchezza netta (426 miliardi di dollari) di metà della popolazione più povera del mondo, vale a dire 3,6 miliardi di persone.
Nel rapporto intitolato ‘Un’economia per il 99%’ viene preso in esame l’ampliamento del divario tra il benessere di ricchi e poveri, una diseguaglianza che, secondo l’organizzazione, si sta “estremizzando oltre ogni ragionevole giustificazione”. I dati dicono che multinazionali e super ricchi continuano ad alimentare la diseguaglianza di reddito e sociale, facendo ricorso a pratiche di elusione fiscale, massimizzando i profitti anche a costo di comprimere verso il basso i salari e usando il loro potere per influenzare la politica.
Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia, dice dati, fa considerazioni: poi, non pago, sbotta: ‘È osceno che così tanta ricchezza sia nelle mani di una manciata di uomini, che gli squilibri nella distribuzione dei redditi siano tanto pronunciati in un mondo in cui 1 persona su 10 sopravvive con meno di 2 dollari al giorno. La diseguaglianza stritola centinaia di milioni di persone condannandole alla povertà; rende le nostre società insicure e instabili, compromette la democrazia’.
Osceno? Ci risiamo: di fronte al problema reale dell’iniquità, che ha generato la crisi e che ancora la perpetua, si grida disprezzo.
Beh, c’è un però, però: quando il disprezzo scalda la questione morale e tira in ballo l’etica, finisce per fare il gioco di che vuol buttarla in caciara.
Essì, il prezzo invece va dritto in culo alla balena: l’elusione fiscale taglia la spesa pubblica, i redditi insufficienti tagliano quella privata; quelli troppo alti vengono in buona parte sottratti alla spesa; manca pure il vantaggio della spesa in conto capitale. Tutto questo fa il prezzo che si paga alla crisi.
Occorre … Leggi tutto

La soluzione individuale

Tutto il casino che riusciamo a vedere, cosa ci insegna?

Che oggigiorno il denaro a corso legale è quanto di più precario e fragile si possa possedere. Non rappresenta un bene reale da scambiare, ma solo il potere. Ed il potere è transeunte, sic transit gloria mundi. Il potere è una grande illusione contro il tempo e la morte. Il potere è una malattia dello spirito, un segno della fragilità e della imperfezione umana. E più se ne cerca e più si palesa la propria inconsistenza. Sentirsi ricchi perché si possiede un sacco di questo denaro significa illudersi. Significa credere nella continuità del potere che ci impone questo strumento.

Che fare? Convertire questa carta in qualcosa di reale, di utile soggettivamente, ma ricordando che qualsiasi scambio si fonda sulla reciproca accettazione e non ha bisogno di altro, e che pertanto sarà bene disporre sempre di qualcosa che sia il più largamente possibile riconosciuto come idoneo a portare a termine uno scambio profittevole reciprocamente.

Procuratevi asset concreti e cercate di trarne il massimo profitto possibile nella situazione data.

E poi non dimenticate mai la dimensione immateriale della nostra esistenza. Su quella difficilmente qualsiasi potere potrà mai alcunché.

Le cose andranno come devono andare. Fate che il bust si limiti alla loro cartaccia ed alle loro illusioni e non coinvolga i vostri sogni consapevoli. Restate superflessibili. Surfate come potete gli eventi. Non perdete la speranza di farcela. Sfruttate al massimo la precarietà della vita e cercate chi la vede come voi.Leggi tutto

Dove le cose hanno un senso

Io dico che queste mura sono strane: prima le odi, poi ci fai l’abitudine, e se passa abbastanza tempo non riesci più a farne a meno: sei istituzionalizzato …

È la tua vita che vogliono, ed è la tua vita che si prendono. La parte che conta, almeno.” (Red)

È terribile vivere nella paura. Brooks Hatley lo sapeva. Lo sapeva anche troppo bene.

Io voglio solo tornare dove le cose hanno un senso … dove non devo avere paura tutto il tempo.” (Red)

Ricordi queste frasi?

Hai visto, almeno una volta (ma è davvero molto difficile che un film così bello si veda solo una volta nella vita), Le ali della libertà, tratto da un breve racconto di Stephen King, con Tim Robbins e Morgan Freeman?

Di sequenze e parole memorabili ce ne sono tantissime in quel film, ed ognuno ne ricorda e ne ha fatto proprie alcune.

Ma hai mai provato ad estrapolare il significato dell’intera narrazione?

Hai mai considerato che tutta la trama è una metafora economica “austriaca” e libertarian?

Ed in quest’ottica, quante persone, che conosci tu stesso, sono irrimediabilmente istituzionalizzate?

E, secondo te, quanto è importante instillare la paura come mezzo di manipolazione, di controllo, fino alla repressione, di qualsiasi istanza … scomoda?

C’è un peccato originale inventato (per errore, per superficialità, per presunzione?) e tu, vittima innocente, diventi un pericoloso criminale che deve essere fermato, punito, inibito, controllato, ridotto, ingabbiato per (forse) essere riabilitato, reinserito e … contribuire.

C’è un recinto invalicabile (parrebbe) ed all’interno coesistono indiscutibili (ma discrezionali) regole autoritarie e discutibilissimi rituali tollerati … dal Potere.

Il Potere, ipocrita e corrottissimo, è criminale non meno dei peggiori condannati. La realtà la decide lui e così tutte le cose hanno il senso che ha stabilito.

In mezzo ad intrallazzi, porcherie e tanta brutalità, ci sono risorse molto scarse per la sopravvivenza materiale e morale. Devi guadagnartele.

La legge implicita … Leggi tutto

Velocità di circolazione della moneta con la carta di credito

In periodi di crisi si dice sempre che: “bisogna fare in modo che ci sia un aumento della circolazione monetaria”. Tutti sappiamo che solo la BANCA CENTRALE EUROPEA è autorizzata a stampare denaro. Va bene, ma allora come fare? Esempio: per convenzione, diciamo che lo stipendio dei dipendenti, non statali, è generalmente pagato il giorno 10 del mese successivo, alla prestazione del lavoro, ed i dipendenti per tutto il mese potranno disporre del solo utilizzo dello stipendio ricevuto il 10 del mese precedente. Come diceva Richard CANTILLON (1680–1734): “SOLO IL DENARO E’ IL VERO NERBO DELLA CIRCOLAZIONE”, quindi si dovrebbe “dare vita” ad un nuovo modo perché questa circolazione sia più veloce possibile. Ora, sapendo che le aziende non possono disporre del denaro (sempre per convenzione) prima del giorno 10 del mese successivo, per il pagamento degli stipendi, come possiamo mettere in circolazione del denaro?

Bene, supponiamo che il pagamento degli stipendi abbia una cadenza settimanale anziché mensile.

Come? A mio avviso, semplicemente con una CARTA di CREDITO. Basterebbe dotare l’azienda di una carta di credito con la quale paga lo stipendio settimanalmente ai dipendenti incrementando immediatamente la disponibilità di liquido, con un notevole incremento della circolazione monetaria – trasformando così :

il denaro elettronico in denaro reale

Facendo un rapido calcolo possiamo immaginare circa 22 milioni di dipendenti che ricevono, “in contanti”, sempre circa, (e mediamente) 500 euro la settimana? Forse per un mese (o per 12 mesi …) siamo “diventati” come la BANCA CENTRALE EUROPEA. E, a mio avviso, con un notevole giovamento per le attività commerciali, artigianali ecc. Ovviamente, come tutti sappiamo le carte di credito avranno il saldo dello “speso” il giorno 10 del mese successivo, così per le aziende non cambierebbe niente. E se, oltre alle aziende, anche i dipendenti si dotassero di una carta di credito? … Leggi tutto

Scuole e buoni ordinari comunali

Per rimettere a norma i nostri plessi scolastici i Comuni (ma anche altri Enti) ricorrono sempre alle Regioni o al Ministero dell’Istruzione per avere finanziamenti che non arrivano quasi mai. Si è detto molto anche del lease back, una formula elegante per pagare delle rate di “affitto” e con un riscatto finale per rientrare, dopo un numero di anni prestabilito, in possesso del bene. Sembra, che questa prassi sia un po’ bistrattata se non boicottata, eppure la legge 228/12 lo permetterebbe. Allora, altre soluzioni non ce ne sono? Stando così le cose parrebbe di no. Ma … come in tutte le cose è possibile realizzare quello che si pianifica. Partiamo da un piccolo concetto e cioè: se le Regioni ed il M.I.U.R. finanziano gli immobili adibiti a scuole significa che fanno sottoscrivere un mutuo e, conseguentemente, dobbiamo restituirlo. Ma è veramente necessario ricorrere alla Ragione o allo Stato? Può esserci qualcosa di alternativo? Ebbene, si. Vi ricordate dei B.O.C. (Buoni ordinari comunali)? Comunque esistono anche i B.O.P. e i B.O.R. Questi titoli sono delle obbligazioni al portatore nate con la legge 23/12/94 n.724 (art. 35) che prevede, anche per gli Enti Locali, la possibilità di emettere titoli di debito e possono così chiedere prestiti ai risparmiatori ed al mercato, vincolando l’impiego delle risorse ottenute al finanziamento di investimenti in progetti esecutivi specifici. Chi, avendone la possibilità, non finanzierebbe l’Ente per mettere in sicurezza i propri figli? Tutti i dettagli, per l’emissione, si possono trovare nelle legge. Con l’emissione dei B.O.C., oltre alle Comunità, si possono coinvolgere le banche (anche quelle locali) e, nel più breve tempo possibile, realizzare quanto deliberato e preventivato. Siamo tutti chiamati ad avere un plesso sicuro, dove i nostri figli devono studiare e non … guardare il soffitto.Leggi tutto

Titoli irredimibili: utilizzo e proposte

La grande necessità di avere denaro liquido immediato da parte dei Paesi in crisi è planetariamente risaputa. I Governi e le Istituzioni provano continuamente ad attenuare queste necessità, ma, come tutti sappiamo, è un arduo compito e allora che fare? Oggi la BCE (essendo l’unica che può stampare moneta per i Paesi dell’UE) ha in essere una manovra di alleggerimento del peso del debito degli Stati e cerca, affannosamente, di aiutare il sistema bancario a non collassare. Proviamo allora a pensare di aggirare l’ostacolo chiedendo alla BCE di poterla “utilizzare” per fare fronte a questa prolungata emergenza. Come? Proviamo a chiederle di poter emettere dei titoli irredimibili inserendoli nel Q.E. e remunerarli con un +3% rispetto al tasso di riferimento. Proviamo ad immaginare un importo di 100, 200, 300 … miliardi di euro, pagando il solo interesse. Il giovamento sarebbe immediato e, indubbiamente, metterebbe abbastanza in sicurezza le necessità di uno Stato. Ne gioverebbe molto anche il rapporto PIL/DEBITO PUBBLICO e scontando, eventualmente, anche il ricorso al FONDO di REDENZIONE, vera spada di Damocle per tutti i Governi Europei. Oppure, per quanto concerne l’Italia, si può istituire una patrimoniale del 10% (nulla osta percentuali diverse) facendola ricadere su tutti i possessori di titoli di Stato togliendo, immantinente, dal Grande Libro del Debito, circa 220 miliardi. E ancora, possiamo traslare ai fondi d’investimento, ai fondi pensione, ecc., i titoli irredimibili, poiché il loro obiettivo non è il breve, ma il lungo o lunghissimo termine, magari remunerandoli come sopra. Il prestito del Littorio è del 1926, quindi ha 90 anni ed oggi, se ne scriviamo o ne parliamo ancora, vuol dire che siamo punto e a capo. Anni fa ebbi a proporre anche il NO TIME DRAWING BOND, l’idea mi era venuta per rifinanziare imprese, banche ecc., (una specie di titoli irredimibili, numerati per l’estrazione e rimborsabili mano a mano che una impresa, banca ed ora anche per uno Stato ha la Leggi tutto

Breve lettera a Papa Francesco

Io Gerardo Gaita, come singolo individuo ed agnostico ma consapevole dell’importanza che ancora ha l’istituzione papale ai nostri tempi nel formare la morale corrente, provo dispiacere:

Per il tuo disinteresse o scarso interesse verso coloro che ogni mattina si alzano dal letto e, volente o nolente, sono chiamati a sostenere il peso di una struttura istituzionale dell’ordine economico che nel complesso ha ormai abbondantemente raggiunto il limite dell’opprimente.

Per il tuo non capire che il sistema di libero mercato basato sul rispetto tendenzialmente pieno dei diritti di proprietà di ogni singolo individuo, ricco o povero che sia, anche se non potrà mai riprodurre l’Eden o il Regno di Dio “è quanto di meno peggio si possa attuare”.

Per il tuo non capire che la crisi attuale non è causata da eccessi di libero mercato, bensì da insufficiente presenza di libero mercato. Le gestioni statali e parastatali o sono passive o quando sono attive costano comunque di più delle libere gestioni private. La mancanza percepita di rischio economico individuale, infatti, attenua, più o meno ampiamente, il senso di responsabilità.

Per il tuo uso di una ragione astratta svincolata cioè da ogni concretezza delle cose e dei fatti umani: un conto è esaltare il tradizionale dovere del singolo cristiano di fare elemosine, un conto invece è spingere i governi a forzare tendenzialmente all’infinito i diritti di proprietà altrui per imporre con abuso di autorità legale di fare elemosine. In nome della carità non si può presumere di superare le leggi universali dell’economia.

Per il tuo non capire chiaramente che occorre diffidare da chi sostiene una concezione anti-individualistica della società: l’odio contro l’individualismo ha prodotto nel corso della storia praticamente tutte le dottrine reazionarie. Senza una buona dose di liberalismo, gli individui finiscono per essere isolati e contemporaneamente addensati in masse confluendo così inevitabilmente verso un socialismo burocratico o verso un nazionalismo demagogico.

Per il tuo non capire chiaramente che l’essere Leggi tutto