Intervista a Philipp Bagus

Mises Italia, in collaborazione con l’associazione culturale Ora libera(le) Torino, intervista Philipp Bagus, prof. associato di economia applicata all’Universidad Rey Juan Carlos di Madrid nonché allievo di Jesus Huerta de Soto, in occasione dell’incontro tenutosi presso la Facoltà di Economia dell’Università di Torino il 02 marzo 2013, promosso dall’Assemblea di Economia nell’ambito della seconda edizione di “Tesoro Parliamone”.

Grazie a Chiara Garibotto.

Mises Italia

 

 

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L’euro – lezioni storiche

Vi è un crescente clamore, dentro e fuori l'Europa, secondo cui l' austerità sola non costituisce la risposta ai problemi dell'euro e la politica monetaria debba, altresì, giocare un ruolo importante. La stessa BCE sembra essere entusiasta di assumere questo ruolo. Ma questa è semplicemente l'antica idea, basata sulla confusione tra reale e nominale, della ricchezza derivante dalla stampante monetaria. La Germania sta cercando di resistere, ma la storia dimostra che persino accordi monetari più stabili dell’euro sono collassati, sotto il desiderio insaziabile di una valuta sempre più elastica.

Uno sguardo alla presuntà austerità greca

Dal 2009 la Grecia è nell’epicentro della crisi dell’euro e, dopo le elezioni parlamentari della settimana scorsa, sembra che il suo abbandono della moneta unica sia una questione di settimane. Tutti concordano sul fatto che la Grecia non si sia messa nei guai perché ha speso troppo poco, ma esattamente il contrario. Quando George Papandreou è diventato Primo Ministro nel mese di ottobre del 2009, scoprì che il suo predecessore conservatore aveva falsificato i bilanci e lo aveva lasciato con un deficit fiscale impressionante del 12,7% del PIL. Il socialista Papandreou è stato quindi costretto ad accantonare le sue promesse di maggiori sussidi e attuare un programma di austerità fiscale in cambio di salvataggi multi miliardari da parte dell’Unione Europea.

Due anni e mezzo dopo le cose sembrano sempre più tetre per la Grecia, con un’economia che continua a ridursi e con una disoccupazione in crescita. Oggi molte persone sostengono che, anche se la dissolutezza è stata la fonte dei problemi della Grecia, l’austerità sta oggi peggiorando le cose attraverso dei tagli alla spesa troppo veloci e repentini. Fareed Zakaria del Time ha spiegato le dinamiche nel suo programma sulla CNN:

Il problema è che poiché questi governi tagliano la spesa in economie molto depresse, questo causa un ulteriore rallentamento della crescita – ad esempio i dipendenti del governo che sono stati licenziati tenderanno ad acquistare meno beni e servizi – e tutto questo significa un calo delle entrate fiscali e quindi deficit ancora più grandi

Zakaria non è l’unico che descrive l’austerità come un gran numero di tagli alla spesa e alcuni esperti drammatizzano anche il termine aggiungendo aggettivi come “profondo”, “brutale”, “selvaggio o “autolesionista”. Guardiamo quanto sono stati brutali questi tagli alla spesa in Grecia:

La spesa è scesa approssimativamente al livello del 2007 in termini nominali, mentre in termini reali continua ad aumentare (guardo la spesa in termini reali perché è quello che Ryan Avent dell’Economist haLeggi tutto

In Europa e in America, “Austerity” non significa quel che credi!

In tutta Europa, i governi stanno cadendo come il grano prima di essere falciato laddove i politici e i votanti si ribellano contro le misure “austerity” chieste dall’UE, dalla Banca Mondiale e dal resto dei soliti sospetti. Sfortunatamente, nuovi governi nascono allo stesso modo in cui cadono i vecchi.

In Olanda, Geert Wilders e il suo Partij voor de Vrijheid si sono ritirati dalla coalizione di governo in Aprile, rendendo inevitabili nuove elezioni, piuttosto che acconsentire all’”austerity” chiesta da Bruxelles.

In Francia, il candidato socialista Francois Hollande è diventato presidente nel weekend scorso con l’aiuto dell’estrema destra , quella ostile agli immigrati, per fronteggiare la “austerity”.

Allo stesso modo, l’estrema destra e l’estrema sinistra hanno guadagnato alle spese dei recidivi partiti mainstream pro-austerity.

I partiti pro ‘austerity hanno vinto nelle recenti elezioni in Spagna, Portogallo e Irlanda, ma non dormono sonni tranquilli, l’argomento è ben lontano dall’essere concluso, e si potrebbe ancora arrivare alla dissoluzione della Zona Euro.

Dall’ altra parte dell’ Atlantico, negli Stati Uniti, il budget federale è un problema enorme nella campagna presidenziale di quest’anno , dopo che un “super comitato” non è riuscito a decidere come ridurre il deficit , facendo adottare i cosiddetti “tagli automatici”.

Ma che cosa è, di grazia, questa Austerity?

Wordnet lo definisce come “la caratteristica di grande abnegazione (nel particolare l’astensione dai piaceri mondani).”

Data questa definizione, le ambizioni dei governi di tutto il mondo non sembrano seguirla. Nella maggior parte dei casi, i “tagli” che si stanno discutendo sono mere riduzioni della crescita della spesa pubblica.

Nella UE, per esempio, l’obbiettivo sembra essere quello di portare i governi a limitare i loro indebitamenti e la loro spesa a percentuali ad una sola cifra, oltre le loro entrate attuali.

Negli Stati Uniti, il dibattito sopra i tagli sulla difesa si riflette maggiormente sull’intento dell’amministrazione Obama di far crescere il budget per la difesa di soli 10 punti percentuali nei prossimi … Leggi tutto