Una difesa cattolica della proprietà privata: Padre Tomas Tyn e l’etica economica

Le parole di Papa Francesco hanno sottolineato, ancora una volta, il rapporto problematico tra una certa visione “egoistico – razionale” del mercato e la Chiesa Cattolica o, almeno, una parte di essa, nonché le strumentalizzazioni, da parte di certa stampa ideologica,  della dottrina cattolica e della storia stessa del Cattolicesimo.

Se è vero (come è vero) che l’assolutizzazione della ragione individuale, in quel processo di deificazione edonistica, risultato dell’ideologia rivoluzionaria – illuminista, è inaccettabile per il Cattolicesimo, non meno importante è la strenua difesa della proprietà privata da parte del Magistero stesso.

Un interprete eccezionale, nonché autentico martire comunista, della prospettivatyn “proprietaristica” cattolica, fondata nel tomismo coerente, fu Padre Tomas Tyn, O.P. (Ordine dei Predicatori: è attraverso questo acronimo che vengono identificati gli appartenenti all’ordine domenicano).

Qualche annotazione biografica è necessaria:

Tomas nacque a Brno, in Cecoslovacchia, oggi Repubblica Ceca, il 3 maggio 1950 da genitori entrambi medici, primo di tre figli: la sorella Helena e il fratello Pavel. Fu battezzato nello stesso giorno, nella cappella della clinica ostetrica regionale di Brno. Il padrino, dott.Josef Konupcik fu suo nonno, dentista, attivo cattolico, persona colta, che nutriva grande venerazione per i santi Agostino e Tommaso d’Aquino.

Dall’ambiente familiare il piccolo Tomas assorbì quei princìpi cristiani, dei quali il regime comunista di allora ostacolava la pubblica professione. 

[…]

Da ragazzo Tomas si appassionò per gli ideali cavallereschi medioevali. Questo spirito cavalleresco riemergerà in qualche modo, trasfigurato da una robusta fede, nel Tomas ormai Predicatore domenicano, in occasione delle sue frequenti predicazioni, spesso caratterizzate da un’energica ma sempre leale combattività per il bene delle anime e della Chiesa.

[…]

Disgustato per le deviazioni morali e dottrinali presenti in quegli anni in Germania a causa di un’interpretazione modernistica degli insegnamenti del Concilio e desideroso di vivere la sua vita domenicana in piena comunione con la Chiesa, Tomas venne a sapere che i Domenicani bolognesi, sotto la saggia guida dell’allora priore provinciale Enrico Rossetti, Leggi tutto

La visione pagana

Il pagano ha Tarocchi misesuna visione fatalistica della vita. Crede che l’individuo sia indifeso; che sia facile preda di implacabili “forze” esterne; che non ci sia nulla che egli possa fare per migliorare la sua esistenza.

La grande maggioranza delle persone è sempre stata pagana. Una grossa fetta lo è ancora. E’ una credenza ben radicata, le cui origini si perdono nell’antichità.

La mitologia narra di come gli Dei governino tutto ciò che riguarda la vita umana. Alcuni governano i tuoni; altri i fulmini; altri la pioggia. Altri ancora le stagioni, l’abbondanza del raccolto, la moltiplicazione del gregge e la nascita dei bambini.

Vi erano Dei del sole, dell’amore, dell’invidia, dell’odio e della guerra. Dei capricciosi e mattacchioni vegliavano su tutto. Tutto quello che l’uomo poteva fare era convivere in pace con loro compiendo sacrifici, umani e di ogni genere, dettati dalle usanze tribali.

In tempi antichi, le divinità pagane erano conosciute con nomi diversi – Zeus, Iside, Osiride, Eros, Giove, Giunone, Apollo, Venere, Mercurio, Diana, Nettuno, Plutone, Marte. In seguito, hanno ricevuto nomi moderni, ma l’idea di fondo rimane la stessa.

Secondo la visione pagana, l’uomo non ha controllo di sé, non è responsabile delle sue azioni. L’universo pagano è privo di tempo, di cambiamento, è statico: non c’è nulla di simile a un progresso. Qualsiasi apparente cambiamento è una mera illusione: l’uomo è passivo, il suo ruolo è fisso; non ha libero arbitrio e il suo destino è immutabile. Se prova a desistere, i suoi sforzi saranno futili.

La concezione pagana dell’essere umano è simile a quella di un bambino. Il neonato non ha ancora imparato a controllare sé stesso. Dev’essere sgridato prima che possa anche solo respirare e, per un po’ di tempo, si farà male da solo quando proverà a usare i suoi giochi. Non riesce ad alimentarsi; dev’essere nutrito. Si accanisce continuamente. Calore, affetto, cure – tutto gli è garantito da qualcun altro, più capace di … Leggi tutto

Libertà e Sicurezza

Benché il 2012 si sia concluso con il secondo, temporaneo, salvataggio di fila dell’Unione europea, il mio consiglio rimane quello di non abbassare la guardia ma di approfittarne per continuare ad informarsi e ad agire. Lo ripeto perché non è così scontato come sembra: di solito, infatti, accade sempre l’opposto: la gente in modo caotico e poco costruttivo corre disperatamente a cercare informazioni quando si trova nei momenti più critici, compiendo spesso e volentieri anche scelte finanziarie tremendamente sbagliate (vendere titoli di Stato e azionari ai minimi, portare via i risparmi dal paese per comprare valuta straniera sui massimi), per poi tornare a rilassarsi quando la tempesta sui mercati sembra passata compiendo, al contrario, altre scelte finanziariamente sbagliate (rientrare sulle borse o continuare a comprare titoli di Stato sui massimi, lasciare i propri risparmi dove sono pensando allo scampato pericolo).

Invece i momenti migliori per informarsi e prendere le decisioni con lucidità sono quelli di relativa calma come quello che stiamo vivendo. Onde sintetizzare al meglio dove realmente siamo arrivati, e trarne le dovute azioni e conclusioni, riporto qua di seguito un articolo di Alasdair Macleod. E’ molto chiaro ed in quelle poche righe ripercorre i temi più importanti che mi sono sforzato di approfondire e divulgare con i diversi libri fin qua pubblicati (ho linkato frasi e parole dell’articolo al nostro libro che meglio di altri spiega il concetto esposto). Leggetevelo bene e pur cercando di mantenere vivo l’ottimismo non fatevi le stesse illusioni che continuano a farsi i nostri politici che ci governano. A differenza loro, che così facendo stanno solo rovinando gli inermi cittadini, prenderete in giro solo voi stessi. Sperate quindi sì per il meglio, ma non fatevi trovare impreparati qualora arrivasse il peggio: non finirà sempre così bene come è riuscito a Bernanke nel 2008 o a Draghi in questi ultimi due anni.

Infine, per citare H.L. Mencken: “L’uomo medio non vuole libertà, vuole sicurezza”. Leggi tutto

Di chi è l’acqua?

Come si conciliano le teorie sui diritti di proprietà con le risorse naturali come l'acqua? E' possibile stabilire una teoria coerente e trattarli allo stesso modo con cui si trattano gli altri beni e servizi?