Sulla scia di una perdita di fiducia

Come ripetuto spesso su queste pagine, la merce più commerciata al giorno d’oggi è la fiducia. Nel corso del tempo la consistenza del denaro s’è fatta sempre più effimera, andando a ricoprire una forma sempre più virtuale piuttosto che fisica. Si pensi solamente che la maggior parte delle transazioni giornaliere sono effettuate attraverso circuiti digitali. Per non parlare della lotta dello stato contro il denaro contante. Questo ovviamente serve a rendere gli attori di mercato quanto più prevedibili possibile, affinché abbiano di fronte a loro una scelta calata dall’alto. Si tratta chiaramente di una falsa scelta, poiché imposta indirettamente, ma in sostanza questo percorso verso cui siamo diretti è stato in qualche modo “predetto” in due diverse opere: The Road To Serfdom (1944) di F. A. Hayek e Planned Chaos (1950) di Ludwig von Mises.

Nella prima si sottolinea come una pianificazione centrale della società, al fine di preservare il proprio potere, finisce per invadere inevitabilmente la maggior parte dei settori dell’economia. L’invasione di suddetti settori avviene perché le informazioni all’interno dell’ambiente economico vengono distorte a tal punto da rendere impossibile un calcolo economico in accordo con la volontà degli attori di mercato. La distorsione derivante porta ad una correzione degli errori, la quale viene impedita poiché significherebbe un restringimento degli ostacoli imposti all’economia da parte della pianificazione centrale. Di conseguenza viene tenuto artificialmente in vita un sistema che continua a marcire all’interno, sebbene all’esterno possa sembrare alquanto stabile. Questo finché la pianificazione centrale non invade tutti i settori dell’economia, a quel punto non esistono più prezzi di mercato o informazioni genuine, bensì un’accozzaglia di meccanismi di feedback che si contraddicono.

Era un po’ il caso della borsa russa durante gli anni della Guerra Fredda, la quale si limitava a copiare i prezzi di quella occidentale. Non esisteva affatto un meccanismo genuino di determinazione dei prezzi. Erano praticamente decisi a tavolino. Sappiamo tutti che fine ha fatto l’URSS nel 1991. … Leggi tutto

Le conseguenze del Brexit

È così la Gran Bretagna ha deciso: fuori. Inutile dire che il panico s’è diffuso tra tutti quei cori che continuano a tessere le lodi di un’unione coatta dei popoli. Ignorano cosa sia la libera associazione. Ignorano cosa siano le libertà individuali. Sono apologeti di un ordine sociale top-down. Blaterano di libertà, in realtà ciò che intendono è esattamente l’opposto. Sono i figli deformi di quel progetto che Jean Monnet e Raymond Fosdick idearono a tavolino all’inizio del XX secolo. L’Europa altro non è che un esperimento della pianificazione centrale in cui, attraverso il cavallo di troia del libero commercio e della libera circolazione dei beni, i pianificatori centrali hanno cercato d’ingabbiare le decisioni individuali degli attori di mercato.

Il libero commercio è, ovviamente, una manna per la società nel suo complesso, però il solo obiettivo degli eurocrati era quello d’implementare un commercio gestito centralmente. Ovvero, secondo le loro regole arbitrarie e non secondo le regole del mercato: un acquisto, un voto. Il nuovo ordine mondiale è essenzialmente questo: commercio gestito a tavolino da una manica di burocrati non eletti da nessuno. Non esistono benefici sociali diffusi in questo modo di organizzare la società, e il Brexit altro non è che la relativa conseguenza empirica. Ciò che abbiamo visto attraverso il referendum inglese è la materializzazione della perdita della fiducia degli individui nei grandi schemi della pianificazione centrale.

Ovviamente non è sufficiente a creare un sovvertimento di massa di tale ordine, ma quando la prossima recessione colpirà e metterà alla berlina l’incapacità delle banche centrali di farvi fronte, allora gli euroscettici smetteranno di essere tali e si trasformeranno in veri credenti di un’uscita dall’UE e dall’euro. Questo è un processo già in incubazione. Soprattutto, è un processo inarrestabile poiché l’accentramento e il globalismo cederanno il passo al decentramento e alla sovranità nazionale. Tutte le sovranità che il NWO ha lentamente eroso nel corso di questi anni, saranno legittimamente … Leggi tutto