International Accounting Standards e ciclo economico austriaco: considerazioni

Non dobbiamo scordare che un elemento centrale del recente periodo di espansione artificiale è stata una graduale corruzione, nel continente americano così come in Europa, dei principi tradizionali della contabilità qual è stata praticata per secoli in tutto il mondo.

Per la precisione, la scelta di accettare gli International Accounting Standards (IAS) e il loro recepimento legislativo in diversi Paesi (in Spagna, tramite il nuovo Schema Generale di Bilancio, in vigore dal 1 Gennaio 2008) hanno comportato l’abbandono del tradizionale principio della prudenza e la sua sostituzione con il principio del fair value nella stima del valore delle attività, specialmente finanziarie. In quest’abbandono del tradizionale principio della prudenza, un ruolo di primo piano è stato giocato da intermediari, banche d’investimento (che ora sono in via d’estinzione) e, in generale, da tutte le parti interessate a “gonfiare” i valori di libro per renderli più vicini a valori del mercato azionario, asseritamente più “obiettivi”, che, nel passato, sono cresciuti di continuo, in un processo economico di euforia finanziaria.

In realtà, durante gli anni della “bolla speculativa”, questo processo è stato contraddistinto da un circolo vizioso: i valori in ascesa del mercato azionario venivano immediatamente registrati nel libri e, a quel punto, tali scritture contabili erano sfruttate per giustificare ulteriori incrementi artificiosi nei prezzi delle attività finanziarie quotate sul mercato.

In questa folle corsa ad abbandonare i princìpi contabili tradizionali e a rimpiazzarli con altri più “al passo coi tempi”, è diventato normale valutare  società basate su ipotesi non ortodosse e criteri puramente soggettivi, che, nei nuovi standard, prendono il posto del solo criterio realmente oggettivo (quello del costo storico). Ora, il collasso del mercato finanziario e la generale perdita di fiducia, da parte degli operatori, nelle banche e nelle loro pratiche contabili, hanno rivelato il grave errore insito nella resa agli IAS e al loro abbandono dei princìpi contabili tradizionali fondati sulla prudenza: l’errore di indulgere ai vizi di una contabilità creativa, … Leggi tutto