Valute del futuro

Molte persone si lamentano del controllo dello stato sulla moneta, ma solo pochi fanno qualcosa al riguardo. Non sto parlando dei movimenti “audit the FED,” e così via. Sto parlando di una vera innovazione che ponga fine al pugno di ferro dello stato sul sistema monetario.

Ad alcuni di noi vecchi potrebbe far piacere ritornare ai giorni in cui si davano dollari d’argento per un bicchiere di whisky, ma le nuove generazioni per il loro Negroni pagano con moneta virtuale. Per servire questo mercato, è apparso spontaneamente un nuovo mondo di valute virtuali.

In un dibattito, Mitt Romney ha detto: “Non potrete avere gente che apre banche nel proprio garage e conceda prestiti.”

Davvero? Alcune persone stanno pensando proprio a questo e proseguono anche nel creare nuove unità di conto. Potreste pensare che queste persone siano pazze. Dopo tutto, per essere denaro vero e proprio, una moneta deve avere un valore non monetario, un alto valore per unità di peso, un’offerta abbastanza stabile ed essere divisibile, durevole, riconoscibile ed omogenea. Oro e argento soddisfano queste richieste perfettamente. Ma questo significa che qualcos’altro (o una serie di cose) non possa?

Il denaro si sviluppa come bene più commerciabile che a sua volta viene utilizzato per il commercio indiretto. Storicamente, questo ruolo è stato ricoperto da oro e argento. Tuttavia, gli stati hanno lavorato duramente per demonetizzare l’oro e l’argento (con imposte sui metalli preziosi e le leggi del corso legale). E mentre alcune persone giurano di conservare la loro ricchezza in oro e argento, rispetto a tutte le altre attività finanziarie, la percentuale di portafogli investiti in metalli preziosi è solo l’1%.

L’idea che lo stato possa presto ri-presentare la sua moneta in oro, quando l’unico modo per cui i governi federali possono restare sul mercato è grazie ad una stampante, è ingenua. I governi hanno sempre manipolato e continueranno a manipolare il valore delle loro valute fino a farlo coincidere … Leggi tutto

Perchè studiare la Scuola Austriaca è importante

L’economia, scriveva Joseph Schumpeter, è “una grande carrozza che trasporta passeggeri di incommensurabile interesse e abilità”. Vale a dire, gli economisti sono incoerenti e inefficaci, la loro reputazione lo conferma. Eppure non dovrebbe essere così per ciò che concerne i tentativi economici di dare risposta alle questioni più importanti del mondo materiale.

Supponete di non conoscere nulla riguardo al mercato, e chiedetevi: come può l’intera summa di conoscenza intellettuale e risorse scarse della società essere assemblata al fine di ridurre al minimo i costi; utilizzare il talento di ciascuno; rispondere ai bisogni e gusti di ogni consumatore; incoraggiare innovazione, creatività e sviluppo sociale; come può darsi tutto questo in maniera sostenibile?

La domanda è molto importante, coloro i quali cercato di rispondervi meritano sicuramente rispetto. Il problema è questo: il metodo usato da molti economisti mainstream ha poco a che vedere con l’azione umana, quindi porta a conclusioni errate.

Le questioni centrali dell’economia hanno impegnato i più grandi pensatori sin dall’antica Grecia. E oggi, il pensiero economico, si articola in diverse scuole teoriche: i Keynesiani, i Post Keynesiani, i Neokeynesiani, i Classici, i Neoclassici (o Scuola delle Aspettative Razionali), i Monetaristi, la Scuola di Chicago, la Public Choice della Virginia, gli Sperimentalisti, i Game Theorists, le varie correnti della Supply Side e via dicendo.

La Scuola Austriaca

Tra queste, ma in maniera diversa, troviamo la Scuola Austriaca. Non è una scuola all’interno dell’economia “ortodossa”, ma un modo alternativo di guardare a essa. Dove le altre scuole si focalizzano su modelli matematici ideali in economia, suggerendo i modi in cui il governo potrebbe influenzarli in caso di necessità, la teoria Austriaca è più realistica e quindi più scientifica.

Gli Austriaci considerano, invece, l’economia uno strumento utile a comprendere come le persone interagiscono e competono nel processo di soddisfacimento dei relativi bisogni e nell’allocazione delle risorse, in modo da costruire un florido ordine sociale. Essi considerano l’imprenditorialità una forza critica nello sviluppo … Leggi tutto

Prasseologia vs Positivismo

Nel suo nuovo libro intitolato: Modelli che si comportano malamente: perché confondere un’illusione con la realtà può portare al disastro, a Wall Street così come nella vita, il fisico Emanuel Derman argomenta che gli economisti contemporanei fanno troppo affidamento su modelli statistici, che portano a risultati disastrosi. La relazione che l’economia, come disciplina, ha nei confronti della matematica o della fisica, scrive Derman, non è così intima come il pensiero mainstream vorrebbe farci credere, tutto intento ad analizzare i suoi grafici e le sue complicate tabelle.

Derman cita Friedrich Hayek e la sua affermazione per cui l’establishment economico, in realtà, ha capito le cose esattamente al contrario, considerando l’economia nei suoi elementi macroscopici come meno astratta degli agenti individuali che la compongono. “Se il metodo corretto di procedere è dal concreto all’astratto” allora è la metodologia Austriaca, la prasseologia, ad affrontare le questioni economiche nel modo corretto. Murray Rothbard ha spesso esaminato questa distinzione tra l’economia e, per esempio, la fisica. In Prasseologia come metodo per le Scienze Sociali, ha fatto per esempio notare che “l’economista è nella posizione opposta” rispetto a quella del fisico, in quanto il primo può procedere deduttivamente da premesse assiomatiche che possono essere conosciute con certezza. L’approccio e la metodologia della Scuola Austriaca quindi dimostrano di essere, nelle loro caratteristiche distintive e fondamentali superiori al sistema neoclassico.

L’errore del metodo empirico, positivistico, non è quello di enfatizzare l’importanza degli aspetti concreti della realtà fisica, quanto piuttosto quello di sovrastimare le inferenze sulla realtà che si possono ricavare dalla raccolta di dati discreti. È abbastanza vero che studi e statistiche, opportunamente contestualizzati, sono in grado di rivelare o mettere in rilievo verità e principi generali. Troppo spesso, però, si commette un’evidente negligenza rispetto al contesto generale, e questo fa sì che gli economisti cerchino di ricavare più sostanza di quella fornita dai dati empirici che maneggiano. Costruire modelli predittivi basati su dati frammentari e … Leggi tutto

La Rivoluzionaria Teoria Monetaria di Mises

La prima evoluzione della teoria monetaria di MisesB121

La pubblicazione di Theorie des Geldes und der Umlaufsmittel nel 1912, ad opera di Ludwig von Mises, segna un punto di svolta nella storia dell’economia e della Scuola Austriaca in particolare. Egli integrò la teoria della moneta nell’ambito della teoria del valore soggettivo introdotta da Carl Menger. Poggiando su queste fondamenta, rivisitò tutti i grandi dibattiti monetari del suo tempo e del secolo precedente, offrendo una propria personale opinione condensata da originali e penetranti argomentazioni, ognuna delle quali articolata meticolosamente allo scopo di porle all’interno della struttura di un trattato monetario onnicomprensivo.

Ludwig von Mises produsse, altresì, un numero sorprendente di altri contributi importanti, e nei più diversi settori.         In particolare, sviluppò la teoria generale del valore soggettivo, sottolineando come il valore fosse radicato nella scelta. Concepì una tipologia di moneta soggettivista, giungendo ad elaborare una teoria sistematica delle cause e delle conseguenze dei prezzi. Applicò siffatta ideazione alle relazioni internazionali, diventando un pioniere dell’economia monetaria internazionale; analizzò, inoltre, il processo di formazione dei prezzi nei mercati non organizzati. Sviluppò argomentazioni approfondite volte a confutare la teoria quantitativa della moneta, la teoria degli aggiustamenti automatici dei prezzi, il metodo dei numeri indice, la teoria della Currency School, e quella della Banking School. Ultimo ma non meno importante, ideò una teoria delle crisi economiche, ponendo l’accento sull’espansione monetaria quale fattore di rischio per squilibri inter-temporali nella struttura produttiva. Accanto a questi importanti contributi, Mises  approfondì svariati temi degni di nota. Per esempio, mise in evidenza alcune particolari caratteristiche dell’economia rispetto a discipline intimamente connesse, quali il diritto o la storia, fornendo diverse importanti osservazioni circa la teoria del monopolio, sul calcolo economico, e sulle conseguenze e i limiti dell’interventismo dei governi.

Il pensiero di Mises in ambito monetario sarebbe diventato la spina dorsale di tutta la sua teoria economica, dispiegandosi all’interno del più ampio contesto di una teoria generale dell’azione umana, benché le … Leggi tutto

Bitcoin: Moneta del futuro o cara vecchia bolla?

I Bitcoin sono mengerbitdiventati estremamente popolari ultimamente; si smobilizzano attraverso una tecnologia peer-to-peer,  completamente decentralizzata, senza brevetti ed open-source. Al momento, vi sono quasi 11 milioni di unità di bitcoin esistenti e la massima quantità di bitcoin che verrà mai creata, secondo le logiche strutturali, conterà 21 milioni di unità.

Il problema

Nonostante i bitcoin siano stati strutturati in modo tale da non potere essere soggetti ad iperinflazione (in teoria), indubbiamente essi possono subire tale dinamica nella sostanza. Sul mercato, è già possibile trovare numerose imitazioni, come i litecoin, i namecoin e i freicoin. Questo è un punto di particolare rilevanza, perché i bitcoin rappresentano una sorta di “stella marina”, ossia sono pienamente decentralizzati. Come sostenuto da Ori Brafman e da Rod Beckstrom,

“Una stella marina non ha una testa. Il suo corpo non cambia. Infatti, la maggior parte dei suoi organi vengono replicati attraverso ciascuna delle sue “braccia”. Se si tagliasse una stella marina a metà, si rimarrebbe sorpresi: l’anima non muore e, in poco tempo, dovrai vedertela con due stelle marine”.

Quando il sistema di condivisione dei file musicali Napster fallì, Niklas Zennstrom (il creatore di Skype), entrò in quel mercato creando Kaaza, un sistema privo di server centrale che poteva essere spento.

Questi programmi peer-to-peer divennero progressivamente più numerosi, includendo Kazaa Lite, eDonkey, eMule, BitTorrent, etc. Sebbene questa notizia possa sembrare buona per coloro che scaricano e condividono contenuti gratuitamente, non lo è di certo per chi ha  l’impressione che i bitcoin rappresentino una strategia di hedging contro l’inflazione. Chi paragona i bitcoin a una lingua, dimentica il fatto che la maggior parte delle persone  non ha alcun incentivo a creare una lingua dal nulla. D’altro canto, parte della storia dell’umanità è rappresentata da persone alla ricerca della pietra filosofale per produrre magicamente oro. Non vi è alcun dubbio che il bitcoin sia basato  un meccanismo simile alla corsa all’oro, già esteso ai litcoin e che, sicuramente, … Leggi tutto

La teoria della scuola austriaca | Contributi dei singoli autori

austrian schoolCarl Menger[1], il fondatore della scuola, pone su basi soggettiviste il valore, sfidando la dominante tradizione britannica del costo oggettivo e del lavoro. Inoltre presenta la teoria dell’utilità marginale.

Offre un contributo decisivo allo sviluppo dell’individualismo metodologico e dell’analisi a priori di tipo logico-deduttivo[2].

Analizza la nascita della moneta in un contesto di libero mercato[3].

Friedrich von Wieser concentra la sua attenzione sulla definizione di capitale e sulla teoria dell’interesse che ne deriva[4].

Sviluppa il concetto di costo-opportunità.

Eugen von Bohm-Bawerk[5] sviluppa e riformula il lavoro di Menger e lo applica ai temi del valore, dei prezzi, del capitale e dell’interesse. L’interesse non è una costruzione artificiale ma riflette la preferenza temporale degli individui. Tuttavia Bohm-Bawerk non riesce poi a costruire la sua teoria su tali premesse e si orienta sulla produttività quale determinante dell’interesse (la teoria verrà successivamente ampliata e migliorata da Frank Fetter).

Il tasso normale di profitto è il tasso di interesse così determinato, cioè come risultante dei vari saggi di preferenza temporale.

Il capitale non è una quantità data e non è omogeneo, ma è una diversificata struttura che possiede una dimensione temporale. La crescita economica e della produttività derivano non solo dall’aumento della quantità di capitale, ma anche dall’allungamento della struttura temporale, dalla costruzione di “processi di produzione sempre più lunghi” (che dipendono dai saggi di preferenza temporale: più sono bassi maggiore è la disponibilità a risparmiare e investire in processi più lunghi, che renderanno in futuro risultati maggiori in termini di beni di consumo).

Bohm-Bawerk inoltre dimostra l’erroneità della teoria del valore e dei prezzi di Marx[6].

Herbert J. Davenport e Frank A. Fetter all’inizio del Novecento sono i principali “Austriaci” negli Stati Uniti. Fetter migliora la teoria dell’interesse di Bohm-Bawerk: la domanda dei consumatori stabilisce il prezzo dei beni, i singoli fattori di produzione ricevono la loro produttività marginale e tutti i profitti sono attualizzati al tasso di interesse o di preferenza … Leggi tutto

Diritto e potere politico: appunti

Come è noto, la modernità ha visto il trionfo, progressivo ma inesorabile, della loy (volizione autoritaria del sovrano) a scapito della lex (emanazione della società civile nella sua globalità): la volontà particolare del Principe, ipostatizzata e sacralizzata nell’esercizio della “sovranità”, si abbatte come un fulmine a ciel sereno sulla testa della generalità dei consociati.

Già ai tempi degli Antichi Romani, Cicerone, nel De Republica (libro II, 1-2) citava Catone, secondo cui:

«il motivo per il quale il sistema politico [romano] fu superiore rispetto a quello degli altri paesi era il seguente: i sistemi politici degli altri paesi erano stati creati introducendo leggi e istituzioni in base al parere personale di singoli individui come Minosse a Creta e Licurgo a Sparta […] Al contrario la nostra repubblica romana non si deve alla creazione personale di un unico uomo, bensì di molti. Non è stata fondata durante la vita di un individuo particolare, ma attraverso una serie di secoli e generazioni. Perché non c’è mai stato nel mondo un uomo così intelligente da prevedere qualsiasi evento e, anche se potessimo concentrare tutti i cervelli nella testa di uno stesso uomo, sarebbe per lui impossibile tenere a mente ogni cosa nello stesso tempo, senza avere accumulato l’esperienza pratica che si acquisisce con il trascorrere di un lungo periodo storico».

Ancor di più, probabilmente, ritroviamo, nell’universo medievale, un equilibrio giuridico sapientemente elaborato e pluralistico:

“esprime nel suo seno quello che io, altra volta, ho chiamato un potere politico incompiuto; intendo, per incompiutezza, non già la mancanza di effettività (che spesso c’è e che talora può acuirsi perfino in manifestazioni tiranniche), bensì l’assenza di un progetto totalizzante, onnicomprensivo. In altre parole, il potere politico non ha la pretesa di controllare l’interezza del sociale, anzi si contraddistingue per una sostanziale indifferenza verso quelle zone – anche ampie, amplissime – del sociale che non interferiscono direttamente con il governo della cosa pubblica” (Paolo Leggi tutto

L’odissea della teoria economica costruita su basi solide

Immaginate un mondo in cui le opere e le idee di Ludwig von Mises abbiano incontrato solo disinteresse e incuria e alla fine siano cadute nel dimenticatoio. L’impossibilità del calcolo economico in un regime socialista, la teoria austriaca del ciclo economico, la prasseologia: niente più che note a margine nella storia del pensiero economico.

Merci più o meno commerciabili

Non tutte le merci sono "commerciabili" in egual misura. Se il mais o il cotone fossero venduti in un mercato organizzato, il venditore sarebbe in grado di fare ciò in qualsiasi quantità, nel tempo da lui ritenuto opportuno, al prezzo corrente o, al massimo, con una perdita di qualche centesimo sulla somma totale. Se dovessero essere collocati, in grande quantità, capi di abbigliamento o articoli di seta, il venditore si dovrebbe accontentare di una considerevole diminuzione percentuale di prezzo; peggiore è il caso di un individuo che, in un determinato momento, deve liberarsi di strumenti astronomici, preparati anatomici, scritti in sanscrito e altri articoli difficilmente commerciabili! Ecco perché alcune sono diventate, spontaneamente, moneta.

I fondamenti della moneta secondo Mises

Non è folle la moneta? Ogni giorno cediamo beni e servizi utili in cambio di piccoli pezzi di carta verde. Ma non è solo il sistema a corso legale, che conosciamo bene, che può sembrarci strano. Anche la moneta – merce può sembrare bizzarra se ci pensate. Perché le persone dovrebbero cedere beni e servizi per piccoli dischi d’argento e d’oro che non useranno? Tali piattelli, poi, cambiano proprietario attraverso innumerevoli scambi, forse non finendo mai nelle industrie ornamentali o di lavorazione dei metalli. Che strana vicenda!… Leggi tutto