I superpoteri dell’economista

Gli economisti, solitamente, non pensano di possedere dei superpoteri, ma se lo facessimo, di certo, penseremmo di avere il potere di “vedere ciò che è nascosto” così come Bastiat fece notare più di 150 anni fa. Ciò che è grandioso di questo superpotere è che ci permette di rompere le maniere convenzionali del pensare per permettere di accedere a nuovi punti di vista. Certe volte, addirittura permette di vedere cose che i supereroi presenti nei fumetti non possono.

Come molti altri, recentemente ho guardato il nuovo film di Wonder Woman. Non sono un critico cinematografico, ne tantomeno, un fanatico dei fumetti, e per questo mi astengo dal fare qualsiasi commento riguardo la qualità del film o la sua autenticità nel trasporre la storia dell’eroina. Quello che voglio commentare è uno degli aspetti chiave della trama, e ciò che significa per come noi comprendiamo il mondo, e come il super potere degli economisti di osservare l’imperscrutabile ci possa insegnare una lezione al riguardo.

Non penso che ciò che dirò dopo potrà essere definito uno spoiler, ma nel caso non abbiate visto il film, e non volete avere spiacevoli sorprese, sarebbe meglio per voi di tornare a leggere ciò dopo che abbiate visto il film.

 

Intenzioni vs Realtà

La parte centrare della trama è che Wonder Woman decide che deve porre fine alla Prima Guerra Mondiale prima che i tedeschi possano usare un gas velenoso particolarmente pericoloso per uccidere milioni di individui. Wonder Woman, che è una discendente degli dei, è convinta che la guerra stia avvenendo perché gli umani siano caduti sotto il controllo del cattivo Ares, il dio della guerra. Lei crede che lei può porre fine alla guerra uccidendo Ares. Questa sua convinzione fa si che lei creda che gli essere umani siano buoni nel profondo, ma corrotti da un dio cattivo.

Senza entrare nel dettaglio (per evitare di rovinarvi la visione, nel caso abbiate continuato a leggere … Leggi tutto

Sulla scia di una perdita di fiducia

Come ripetuto spesso su queste pagine, la merce più commerciata al giorno d’oggi è la fiducia. Nel corso del tempo la consistenza del denaro s’è fatta sempre più effimera, andando a ricoprire una forma sempre più virtuale piuttosto che fisica. Si pensi solamente che la maggior parte delle transazioni giornaliere sono effettuate attraverso circuiti digitali. Per non parlare della lotta dello stato contro il denaro contante. Questo ovviamente serve a rendere gli attori di mercato quanto più prevedibili possibile, affinché abbiano di fronte a loro una scelta calata dall’alto. Si tratta chiaramente di una falsa scelta, poiché imposta indirettamente, ma in sostanza questo percorso verso cui siamo diretti è stato in qualche modo “predetto” in due diverse opere: The Road To Serfdom (1944) di F. A. Hayek e Planned Chaos (1950) di Ludwig von Mises.

Nella prima si sottolinea come una pianificazione centrale della società, al fine di preservare il proprio potere, finisce per invadere inevitabilmente la maggior parte dei settori dell’economia. L’invasione di suddetti settori avviene perché le informazioni all’interno dell’ambiente economico vengono distorte a tal punto da rendere impossibile un calcolo economico in accordo con la volontà degli attori di mercato. La distorsione derivante porta ad una correzione degli errori, la quale viene impedita poiché significherebbe un restringimento degli ostacoli imposti all’economia da parte della pianificazione centrale. Di conseguenza viene tenuto artificialmente in vita un sistema che continua a marcire all’interno, sebbene all’esterno possa sembrare alquanto stabile. Questo finché la pianificazione centrale non invade tutti i settori dell’economia, a quel punto non esistono più prezzi di mercato o informazioni genuine, bensì un’accozzaglia di meccanismi di feedback che si contraddicono.

Era un po’ il caso della borsa russa durante gli anni della Guerra Fredda, la quale si limitava a copiare i prezzi di quella occidentale. Non esisteva affatto un meccanismo genuino di determinazione dei prezzi. Erano praticamente decisi a tavolino. Sappiamo tutti che fine ha fatto l’URSS nel 1991. … Leggi tutto