Pena e proporzionalità – II parte

[Questo articolo è tratto dal capitolo 13 di  The Ethics of Liberty.[1] È possibile ascoltare  questo articolo in MP3, letto da Jeff Riggenbach (in inglese). L’intero libro è in preparazione per podcast e download.]

ethics libertyDovrebbe essere evidente che la nostra teoria della pena proporzionale – per cui le persone possono essere punite perdendo i loro diritti al punto in cui esse li hanno tolti agli altri – è una teoria della pena schiettamente punitiva, una teoria “dente (o due denti) per dente” [12]. La punizione gode di una cattiva reputazione presso i filosofi, che generalmente scartano velocemente il concetto etichettandolo come “primitivo” o “barbaro”, e poi vanno avanti portando la discussione su altre due principali teorie della pena: quella della deterrenza e quella della riabilitazione. Ma scartare un ragionamento solamente perché considerato “barbaro” difficilmente può essere sufficiente; dopo tutto, è possibile che in questo caso, i “barbari” insistano su un concetto che era superiore ai credi più moderni.

Il professor H.L.A. Hart descrive nel seguente modo la “forma più grezza” di proporzionalità, così come l’abbiamo sostenuta qui (la legge del taglione):

[Essa è] la nozione per cui ciò che il criminale ha fatto dovrebbe essere fatto a lui, e dovunque si pensi alla punizione come primitiva, come spesso è, questa idea si riafferma: l’assassino dovrebbe essere ucciso, l’assalitore violento dovrebbe essere picchiato.” [13]

Ma “primitiva” è una critica scarsamente valida e lo stesso Hart ammette che questa forma “grezza” mostra meno difficoltà che le versioni più “raffinate” delle tesi proporzionali-retributiva. La sua unica critica ragionata, che egli sembra pensare congedi il problema, è una citazione da Blackstone:

Ci sono un gran numero di crimini le cui pene, qualora seguissimo l’approccio punitivo, si manifesterebbero come assurde ed inique. Il furto non può essere punito col furto, la diffamazione con la diffamazione, la contraffazione con la contraffazione, l’adulterio con l’adulterio.”

Ma questi sono … Leggi tutto

Forme di Governo e Scienza Economica – III parte

hoppeLe persone vogliono tre cose in particolare.

Iniziamo dalla prevenzione. Qual è l’incentivo di un poliziotto pagato con i soldi provenienti dal gettito fiscale nel prevenire i crimini? La risposta è: “virtualmente nullo”. Il salario di cui beneficia non dipende dalla sua capacità di prevenire. Anzi, contrastare il crimine è qualcosa di estremamente pericoloso; meglio evitare e operare infliggendo multe per sosta vietata o eccessi di velocità. Il rischio di subire ritorsioni violente durante questi tipi di operazioni è estremamente ridotto.

Allora, perché le compagnie assicurative sarebbero capaci di offrire servizi di prevenzione? Poiché, logicamente, tutto quello che sono in grado di prevenire equivale a ciò per cui non sono costrette a pagare. Questo rappresenta l’elemento che  riduce i loro costi operativi e che le renderà migliori nelle prestazioni.

Cos’altro desiderano le persone?

Il recupero di qualsiasi bene gli fosse rubato o danneggiato. Realisticamente, qual è la probabilità che se qualcosa viene sottratta dalla vostra abitazione – l’automobile o lo stereo – possa essere effettivamente trovata e recuperata dalla polizia?  “… Te la puoi scordare”.

Non troveranno nulla, se non per caso.

D’altra parte, invece, quale sarà il mio l’incentivo se fossi un “detective” di una compagnia assicurativa? Dare il meglio di me per rinvenire l’oggetto poiché, qualunque cosa troverò, sarà qualcosa per cui non dovrò fornire un indennizzo. Una storia esemplificativa: mi trovavo in Italia, quando ad alcuni amici venne rubata la loro automobile. Denunciammo il furto presso un commissariato della polizia italiana: – “La mia vettura è stata rubata”, mentre il poliziotto annotava. Alla domanda – “Cosa farete adesso?”, la risposta fu disarmante: “lo archiviamo…”.

Decidemmo, a questo punto, di rivolgerci ad una compagnia assicurativa tedesca per denunciare lo stesso problema. Il “detective” incaricato dall’agenzia era un ragazzo tedesco, e la macchina, si badi bene, era stata rubata in Italia. La ritrovò dopo tre giorni. L’automobile era danneggiata, ciononostante era stata recuperata, per un’ovvia ragione: era nell’interesse economico … Leggi tutto

La Guerra alla Droga è Guerra alla Libertà

Gli sforzi profusi dal sindaco Bloomberg al fine di vietare bibite in lattina, ritenute troppo dolci, sono apparsi spesso nei notiziari ultimamente; un aspetto particolare dell'autodifesa del sindaco ha grande rilevanza nell'eccellente libro di Laurence Vance: la cosa che mi ha colpito è la strategia stessa del personaggio: si è limitato a segnalare i pericoli per la salute causati dai drink che voleva bandire, insieme ai costi che le malattie causate dal consumo di queste bevande avrebbeero potuto imporre.

Sogni marxisti e realtà sovietiche

L’acuto contrasto che Alexis de Tocqueville tratteggiò nel 1835 tra gli Stati Uniti e la Russia zarista-“il principio del primo è la libertà, quello del secondo è la servitù” [1]- divenne molto più accentuato dopo il 1917, quando l’impero russo si trasformò in Unione Sovietica.… Leggi tutto