Il denaro sarà digitale, ma sarà libero?

Il Bitcoin ci offre uno sguardo sul futuro del denaro – una forma di denaro puramente digitale che è individuale, privato, globale, e libero (non nel senso di gratuito). Il Bitcoin spesso è confrontato con il sistema bancario esistente, contrapponendo le sue proprietà futuristiche con il mondo lento, antiquato e obsoleto dei bonifici, degli assegni, degli “orari bancari” e delle limitazioni.

Ma il futuro non sarà una scelta tra il “denaro tradizionale” e la criptomoneta. Sarà invece una scelta tra due visioni in competizione della moneta digitale: una basata sulla libertà e sulla scelta, l’altra basata sul controllo e sulla sorveglianza, un sistema totalitario distopico di controllo cui nessuno può sfuggire.

Ora siamo al bivio tra queste due opzioni e siamo chiamati a scegliere il futuro del denaro con saggezza.

Il contante, gli assegni e altre forme di moneta tangibile gradualmente sono andati svanendo negli ultimi decenni. Ora ci stiamo spostando rapidamente verso una società senza contante dove tutto il denaro è solo digitale. Nel passato i pagamenti in contanti erano abituali e graditi; le transazioni a credito erano viste con sospetto. Ma da quando siamo entrati in una società basata sul debito, l‘anomalia è diventato il contante. La scritta ‘per tutti i debiti pubblici o privati’ (Ndt: si riferisce alle due frasi stampate sul dollaro, ‘noi confidiamo in dio’ e ‘questa banconota è mezzo legale di pagamento per tutti i debiti pubblici o privati’) non suona più vera. Oggi, se provi a comprare un’automobile in contanti, sarai trattato con estremo sospetto. Grandi quantità di contante vengono associate ad attività criminali e la dimensione di ‘grandi’ diventa ogni giorno più piccola. Questa è la maniera con cui arrivare ad una società senza contanti: rendere il contante sospetto in sé, quindi criminale.

La transizione dal contante al denaro digitale non è solo un cambiamento di forma. È un passaggio da transazioni che sono private, da persona a persona e … Leggi tutto

La FED lascerà che l’innovazione compia la propria magia?

A volte uno nel suo archivio trova delle vere gemme. Recentemente mi sono imbattuto in un discorso dell’allora presidente della FED, Ben Bernanke, del 18 maggio 2013. Era il discorso di inaugurazione al Bard College presso Simon’s Rock, in Great Barrington, Massachussetts. In esso Bernanke scelse di dimenticare per un po’ le tremende strettoie in cui si trovava l’economia occidentale e si focalizzò sulle prospettive di crescita economica di lungo termine, che egli definì da “misurare in decenni, non in mesi o trimestri”.

In breve, Bernanke si concentrò sul progresso scientifico e tecnologico, più comunemente detto innovazione. Egli ipotizzò una quarta epoca di innovazione – le prime tre essendo l’era industriale iniziale (da metà del 1700 fino al 1800), l’era industriale moderna (dal 1880 ai giorni nostri) e la rivoluzione informatica.

Il suo discorso d’inaugurazione fu un discorso di speranza e di incoraggiamento. Ma Bernanke non raccontò la storia per intero. L’allora presidente della FED mancò di menzionare che gli standard di vita non sarebbero dipesi soprattutto dall’innovazione. Altrettanto decisivo sarebbe stato il ruolo dell’importante istituzione che presiedeva, la Federal Reserve, e ciò che essa avrebbe fatto o meno. Nel caso in cui avesse permesso all’alta inflazione di prendere piede – attraverso l’azione oppure l’inazione – questa avrebbe annullato una parte consistente dell’aumento degli standard di vita dovuti appunto all’innovazione.

Ed ancora, la storia recente indica con forza che la FED finirà col distruggere una larga parte dell’incremento negli standard di vita di quei laureati a cui si stava rivolgendo Bernanke. Per esempio, all’inizio del 2013 Bernanke parlò ad un altro college americano. Durante la sessione Q&A disse che “il peggior errore che può commettere la FED è di restringere la politica monetaria troppo presto”. In altre parole, l’allora presidente promise sostanzialmente di alzare i tassi troppo tardi. Oggi Bernanke se ne sarà pure andato dalla FED, ma la linea di pensiero della FED sulla politica monetaria non è certo … Leggi tutto

Cripto-anarchia ed imprenditoria libertaria – Capitolo 3: L’applicazione al soldo della libertà

Senza dubbio il più grande esempio di comunità libera che può essere creata utilizzando la crittografia è Bitcoin, la moneta digitale inventata da Satoshi Nakamoto, la cui vera identità rimane sconosciuta. Bitcoin utilizza tutti i principi che ho descritto nei capitoli precedenti. Si basa su software libero e utilizza la crittografia a chiave pubblica per stabilire identità e garantire la validità dei messaggi inoltrati.

Bitcoin è un tipo di denaro digitale peer-to-peer, indipendente da banche e governo. Per una spiegazione dettagliata di come funziona Bitcoin, il paper originale di Satoshi è molto facile da comprendere. Ogni persona ha uno o più wallet contenenti la chiave pubblica. Il software di Bitcoin può costruire messaggi firmati dalla chiave privata di un wallet, il quale dice che una certa quantità di bitcoin viene trasferita ad un altro wallet.

La storia di tutte le transazioni di bitcoin è memorizzata in una banca dati accessibile al pubblico chiamata blockchain. Essa è duplicata su molti computer. La quantità di bitcoin che contiene un wallet è conosciuta leggendo la blockchain. E’ così che Bitcoin utilizza il sistema di reputazione che ho descritto in precedenza. La storia precedente del wallet determina di cosa è capace. Se vengono spesi tutti i bitcoin al suo interno, non se ne possono spendere di più.

Pertanto, la crittografia assicura che i bitcoin si comportino come merci fisiche scarse, anche se sono semplicemente cifre in un computer. Nessun nuovo bitcoin può essere creato, perché non potrebbero essere ricondotti ad una storia valida nella blockchain. Le transazioni non possono essere contraffatte perché richiedono una firma digitale da parte del portafoglio che li spende.

La blockchain viene generata da un processo progettato per garantire che vi sia sempre un consenso nella storia delle transazioni. La preoccupazione è che è possibile realizzare due o più operazioni che sono singolarmente valide, ma che sono incompatibili tra di loro. Per esempio, supponiamo che qualcuno abbia almeno un … Leggi tutto

Riflettore sull’economia keynesiana – I parte

  1. Sua Rilevanza
  2. Il Modello Spiegato
  3. Il Modello Criticato
  4. “L’Economia Matura”

Sua Rilevanza

deus_ex_machinaCinquanta anni fa, l’allora esuberante popolo americano poco sapeva e poco si curava dell’economia. Comprendeva, tuttavia, le virtù della libertà economica e questa comprensione era condivisa dagli economisti, che integravano il buonsenso con i più acuti strumenti di analisi.

Attualmente, l’economia sembra essere il primo problema dell’America e del mondo. I giornali sono pieni di discussioni complesse sul preventivo di spesa, su prezzi e stipendi, su prestiti stranieri e produzione. Gli economisti attuali aumentano notevolmente la confusione del pubblico. L’eminente professor X dice che il suo programma è l’unica cura per i mali economici del mondo; l’ugualmente eminente professor Y sostiene che questa è assurdità: così gira la giostra.

Tuttavia, una scuola di pensiero – il keynesismo – è riuscita a catturare la gran maggioranza degli economisti. L’economia keynesiana – che orgogliosamente si auto-proclama come “moderna,” anche se profondamente radicata nel pensiero medievale e mercantilista – si è offerto al mondo come la panacea per le nostre difficoltà economiche. I keynesiani sostengono, con suprema baldanza, di aver “scoperto” cosa determina il livello di occupazione in ogni dato momento. Assericono che la disoccupazione può venir curata prontamente con la spesa governativa di deficit e che l’inflazione può essere controllata per mezzo di eccedenze di imposta del governo.

Con grande arroganza intellettuale, i keynesiani spazzano via ogni opposizione bollandola come “reazionaria,” “antiquata,” ecc. Sono estremamente vanagloriosi per aver guadagnato la devozione di tutti i giovani economisti – un’affermazione che ha, purtroppo, molto di vero. Il pensiero keynesiano è fiorito nel New Deal, nelle dichiarazione del presidente Truman, nel suo Consiglio dei Consulenti Economici, con Henry Wallace, nei sindacati dei lavoratori, nella maggior parte della stampa, in tutti i governi stranieri e nei comitati delle Nazioni Unite e, con qualche sorpresa, fra gli “uomini d’affari illuminati” del genere Comitato per lo Sviluppo Economico.

Contro questo furioso assalto, molti cittadini di idee … Leggi tutto

La Moneta: IV Parte

 money 2Canali di trasmissione della moneta e politica monetaria

Il controllo della quantità di moneta, e in generale la politica monetaria, è realizzato dalla banca centrale attraverso diversi strumenti.

Per quanto riguarda la base monetaria, oggi il principale canale di creazione è costituito dai finanziamenti della banca centrale alle aziende di credito, che si trovano con scarsa liquidità. Sono le operazioni di mercato aperto, che assumono la forma di operazioni di rifinanziamento principali (pronti contro termine, trasferimento di fondi in cambio di titoli con restituzione entro 2 settimane) o di rifinanziamento a più lungo termine (a 3 mesi)[1].

Questo canale rappresenta l’espressione più importante della strategia di politica monetaria adottata dalle banche centrali, perché è attraverso il finanziamento della liquidità al sistema bancario che esse riescono a influenzare gli aggregati monetari e i tassi di interesse di mercato (infra)[2].

Un secondo canale di creazione è l’estero: se vi è un saldo attivo della bilancia dei pagamenti, gli operatori ricevono valuta estera, che viene convertita in moneta nazionale dalla banca centrale: dunque un surplus della bilancia dei pagamenti si traduce in un’iniezione di base monetaria. Viceversa, se la bilancia dei pagamenti è in disavanzo, si ha distruzione di base monetaria.

Un terzo canale può essere il Tesoro: se vi è un disavanzo pubblico, parte di esso può essere coperto con modalità che prevedono immissione nel sistema di base monetaria. Tali modalità sono tre: 1) acquisto di titoli pubblici da parte della Banca centrale; 2) il Tesoro ha un conto corrente di tesoreria presso la Banca centrale; al fine di assicurare liquidità al Tesoro per far fronte a sfasamenti temporali fra incassi e pagamenti, la banca centrale apre una linea di credito temporanea, effettuando pagamenti per conto del Tesoro; 3) emissione di monete metalliche (di piccolo taglio) da parte del Tesoro.

Nell’Unione monetaria europea tale canale non è più previsto, è stato chiuso nel 1994 per impedire che … Leggi tutto

Il Mistero dell’Attività Bancaria

mistero rothbardIl settimo libro Usemlab, il Mistero dell’Attività Bancaria di Rothbard, edito per la prima volta in inglese nel 1983, aggiunge un tassello molto importante alla questione monetaria analizzando in maniera scientifica e rigorosa l’attuale sistema bancario a banca centrale e valuta irredibimile. Arricchito di un excursus storico sulla nascita delle banche centrali americana e inglese, espone anche gli interessi delle classi politica e bancaria convergenti nella concessione del privilegio di emissione monetaria di cui esse sono le principali beneficiarie.

Purtroppo il libro sarebbe dovuto uscire almeno 2 mesi fa, ma la solita attenzione nel curare la traduzione (realizzata come per altri libri insieme al prezioso contributo di Giorgio Venzo, presidente dell’Associazione Mises Italia) più alcuni problemi in fase di stampa hanno rimandato l’uscita a questi primi di agosto. E’ un volume, questo di Rothbard, che merita di essere sugli scaffali di chiunque sia appassionato di economia e in particolare di economia monetaria. Questa edizione italiana contiene due prefazioni, una del prof. Salerno già inserita nella seconda edizione pubblicata dal Mises Institute, e una tutta italiana di Giovanni Birindelli che sottolinea importanti aspetti giuridici legati al principio universale di legge, totalmente calpestato nel settore monetario e bancario.

Mentre questa grande crisi riesce a essere tamponata solo tramite crescente e istituzionalizzata falsificazione di denaro, ovvero con gli stessi strumenti che l’hanno causata, il conto alla rovescia che porterà alla fine del sistema monetario attuale continua a correre inesorabile accumulandosi di distorsioni, tanto nella struttura produttiva quanto nel sistema di prezzi, ed aumentando quindi il conto finale da pagare. Rothbard lo spiegava bene già 30 anni fa, e la sua analisi resta più attuale che mai.

Senza dubbio il giorno che il sistema monetario verrà reimpostato su basi sane e solide, e in questo libro troviamo una traccia importante in tale direzione poi sviluppata meglio da Huerta de Soto, la società non potrà che tornare a godere gli enormi benefici prodotti dal … Leggi tutto

“Finanzcapitalismo”: Disamina di un testo, Improprietà di un concetto | II parte

8544485-illustrazione-di-una-lavagna-con-grafico-e-testo-dell-economia-in-direzione-positivaUn problema di metodo

Gallino contesta l’integrale calcolabilità dei rischi, l’impropria recezione, per gestirli, di modelli desunti dalla fisica e dalla matematica e il fatto che detti modelli hanno, in realtà, plasmato quell’economia che avrebbero dovuto descrivere, funzionando come “profezie che si autoavverano”. Rileva anche l’eccessiva semplicità degli assunti su cui si fondano gli studi dell’economia “neoclassica”, nonché l’antichità di un’impostazione metodologica che privilegia la matematica, ma non per questo è riuscita a rendere più accurate le previsioni economiche, fors’anche perché impone «drastiche semplificazioni» [pag. 95]. Eppure, di nuovo, quest’esordio brillante cade nel vuoto più desolante.

Certo, sarebbe troppo attendersi la distinzione – pur cruciale – tra “rischio” (calcolabile) e “incertezza” (non calcolabile, tipica dell’azione umana);[1]  tuttavia, la critica al modello del mercato azionario fondato sul moto browniano – il celebre Black-Scholes-Merton, BSM – potrebbe almeno includere l’osservazione che gli esseri umani non sono particelle e che la loro interazione non può in alcun modo assimilarsi ad un insieme di urti casuali. Invece, Gallino lo biasima soltanto per la “performatività effettiva”: «l’uso del modello che dovrebbe rappresentarlo finisce per modificare la struttura stessa di quell’elemento» [pag. 99]. Critica in sé esatta, dato che il modello ha cominciato a funzionare quando la sua diffusione ha portato gli operatori di Borsa a includerne le previsioni nelle loro scelte; ma incompleta, vista  l’incomprensione del problema di fondo, l’azione umana e il suo studio.

E infatti, l’Autore non si perita di scrivere: «L’economia è un sistema fisico, implicante flussi di beni, informazioni ed energia, per cui potrebbe essere utile modellizzare un’economia come un sistema, così come fa la fisica»;[2] per lui, nuovi apporti dalle scienze naturali potrebbero aiutare gli economisti a riscoprir la distinzione tra realtà e modello, sempre nell’intento di costruire l’economia “positiva” auspicata da Milton Friedman; arriva bensì ad affermare che i modelli si basavano su ipotesi erronee, ma si riferisce ai postulati di quello che … Leggi tutto

“Finanzcapitalismo”: Disamina di un testo, improprietà di un concetto

finanza-internazionaleLuciano Gallino gode di una certa rinomanza come sociologo; e può darsi che nel suo campo sia un primo della classe. Ma, da qualche anno a questa parte, scrive molto di economia, materia in cui – almeno a giudicare dal suo Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in crisi, Einaudi, Torino 2011 – rivela il profilo del perfetto sgobbone. In particolare, va ascritta a suo merito l’acribia con cui si è documentato sul “come” della crisi attuale, che riesce, quindi, a descrivere in modo molto efficace; ma ciò rende ancor più sorprendente (e a tratti assai irritante) la sua cecità di fronte ai problemi veri, alle vere cause dei fenomeni in parola. Appunto il difetto tipico degli sgobboni.

Questa recensione al volume testé citato, dunque, non nasce da una particolare stima per i suoi pregi (che pure esistono), ma dall’urgente necessità di battere in breccia i principali errori che esso contiene, purtroppo molto comuni e tali da far presa sul grande pubblico.

“Finanzcapitalismo”. Che cos’è?

«Mega-macchine sociali: così sono state definite le grandi organizzazioni gerarchiche che usano masse di esseri umani come componenti o servo-unità. […] Il finanzcapitalismo è una mega-macchina che è stata sviluppata nel corso degli ultimi decenni allo scopo di massimizzare e accumulare, sotto forma di capitale e insieme di potere, il valore estraibile sia dal maggior numero possibile degli esseri umani, sia dagli ecosistemi. L’estrazione di valore tende ad abbracciare ogni momento e aspetto dell’esistenza degli uni e degli altri […]. L’estrazione di valore è un processo affatto diverso dalla produzione di valore. Si produce valore quando si costruisce una casa o una scuola, si elabora una nuova medicina, si crea un posto di lavoro retribuito, si lancia un sistema operativo più efficiente del suo predecessore o si piantano alberi. Per contro si estrae valore quando si provoca un aumento del prezzo delle case manipolando i tassi di interesse o le condizioni del mutuo; si Leggi tutto

Libertà e Sicurezza

Benché il 2012 si sia concluso con il secondo, temporaneo, salvataggio di fila dell’Unione europea, il mio consiglio rimane quello di non abbassare la guardia ma di approfittarne per continuare ad informarsi e ad agire. Lo ripeto perché non è così scontato come sembra: di solito, infatti, accade sempre l’opposto: la gente in modo caotico e poco costruttivo corre disperatamente a cercare informazioni quando si trova nei momenti più critici, compiendo spesso e volentieri anche scelte finanziarie tremendamente sbagliate (vendere titoli di Stato e azionari ai minimi, portare via i risparmi dal paese per comprare valuta straniera sui massimi), per poi tornare a rilassarsi quando la tempesta sui mercati sembra passata compiendo, al contrario, altre scelte finanziariamente sbagliate (rientrare sulle borse o continuare a comprare titoli di Stato sui massimi, lasciare i propri risparmi dove sono pensando allo scampato pericolo).

Invece i momenti migliori per informarsi e prendere le decisioni con lucidità sono quelli di relativa calma come quello che stiamo vivendo. Onde sintetizzare al meglio dove realmente siamo arrivati, e trarne le dovute azioni e conclusioni, riporto qua di seguito un articolo di Alasdair Macleod. E’ molto chiaro ed in quelle poche righe ripercorre i temi più importanti che mi sono sforzato di approfondire e divulgare con i diversi libri fin qua pubblicati (ho linkato frasi e parole dell’articolo al nostro libro che meglio di altri spiega il concetto esposto). Leggetevelo bene e pur cercando di mantenere vivo l’ottimismo non fatevi le stesse illusioni che continuano a farsi i nostri politici che ci governano. A differenza loro, che così facendo stanno solo rovinando gli inermi cittadini, prenderete in giro solo voi stessi. Sperate quindi sì per il meglio, ma non fatevi trovare impreparati qualora arrivasse il peggio: non finirà sempre così bene come è riuscito a Bernanke nel 2008 o a Draghi in questi ultimi due anni.

Infine, per citare H.L. Mencken: “L’uomo medio non vuole libertà, vuole sicurezza”. Leggi tutto

La strada per l’inferno è lastricata di…

John Maynard Keynes rivoluzionò la professione economica agli inizi del XX secolo. Egli, più di chiunque altro, la trasformò da rifugio per osservatori e filosofi a compattissima falange per uomini d'azione. Eppure, la grande intuizione di Keynes, come tutte le indicazioni utili dell'economia, era basata su una storia con una morale.