Albert Jay Nock: una voce della “Old Right” contro il New Deal – Opere principali e pensiero/II

Nel 1930 esce un’altranockenemy raccolta di brevi articoli, questa volta provenienti dal The  New  Freeman:  The  Book  of  Journeyman:  Essays  from  the  “New Freeman”.  All’interno  di  “A  Cruel  and  Infamous  Regime”  vi  si  trova  la disapprovazione per il trattamento riservato agli anarchici Sacco e Vanzetti da  parte del Massachusetts. In “Logic and  Licenses” viene tracciata la sostanziale differenza tra Stati Uniti e Russia, espressa  radicalmente in perfetto stile nockiano:

“In Russia, poche centinaia di uomini  possiedono tutto e comandano tutto, affari e politica; essi sono il governo. Anche in America, poche centinaia di uomini possiedono tutto e comandano tutto. Essi non  sono  il  governo,  ma  possiedono e  controllano  il  governo,  ed operano tramite quest’ultimo” [21].

In “Politics as Sport”, titolo esplicativo, si trova tutta la disillusione verso i politici, professionisti delle elezioni, il sistema elettorale, fatto di promesse e affari personali, e la presunta lotta tra partiti, ben riassunta dalla seguente considerazione:

“Dal punto di vista sociale una sola cosa distingue un partito politico dall’altro; uno è in carica e vuole rimanerci, l’altro non lo è e vuole arrivarci” [22].

Dalle lezioni tenute presso la University of Virginia del 1931 viene ricavato The Theory of Education in the United States. Nock vi riversa tutte le riflessioni relative al sistema scolastico e all’educazione in generale, riprendendo materiale da “Towards a New Quality Product”: la distinzione tra istruzione ed educazione, l’importanza dei classici e della matematica, la necessità di riformare le istituzioni scolastiche. Aggiunge però degli interessanti approfondimenti.

Per prima cosa, non tutti gli individui sono educabili: c’è chi può essere educato e chi può essere solo istruito. L’educabile arriverà ad un pensiero autonomo profondo e maturo, l’istruibile rimarrà limitato alla conoscenza strumentale. Da qui la necessità di eliminare il controproducente  egalitarismo dalle teorie sull’educazione. Teorie che, rispecchiandosi nei valori democratici della società, tendono ad abbassare al minimo comune denominatore il livello di istruzione, per venire incontro alle volontà

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L’origine dell’imposta sul reddito

«Le libertà conquistate1597 dai cittadini statunitensi nel 1776 furono perdute nella rivoluzione del 1913». Così si esprime Frank Chodorov [1]. Se la casa di un uomo era una volta il suo castello, l’imposta reddituale ha dato al governo la chiave di ogni porta e il diritto di cambiare la serratura.

Oggi i cittadini degli Stati Uniti non sono più i padroni e il governo non è più il servitore. Come è potuto succedere? La rivoluzione combattuta in nome dei diritti naturali inerenti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità aveva promesso l’ipostatizzazione dell’individuo. Invece, la tassazione federale corrompe gli stati e gli individui per servire gli interessi della volontà centralistica.

Come ha potuto radicarsi la schiavitù fiscale nella terra della libertà?

1812

La prima proposta per l’introduzione di una imposta reddituale negli Stati Uniti risale alla Guerra del 1812. Dopo due anni di guerra, il governo federale aveva accumulato 100 mln USD di debito, cifra incredibile per allora. Al fine di finanziare la guerra contro la Gran Bretagna, il governo raddoppiò le aliquote della sua fonte principale di entrata – le tasse sulle importazioni – paralizzando il commercio e provocando una riduzione nei proventi governativi rispetto a quando i saggi tributari erano inferiori. Al culmine della guerra, furono applicate accise su articoli e commodity; anche beni immobili, schiavi e terra furono tassati. Dopo la fine della guerra, nel 1816, queste tasse furono abolite e, a compensazione, fu istituita un’elevata tariffa protezionistica per redimere il debito bellico accumulato. Fortunatamente, la nozione di imposta reddituale fu debellata.

Lo spirito malevolo della tassa sul reddito riapparve però come provvedimento finalizzato a finanziare l’esercito dell’Unione contro l’azione secessionistica della Confederazione. La guerra costò, mediamente, 1.750.000 USD al giorno [2]. Per sostenere l’entità della spesa, il Congresso repubblicano prese in prestito in modo massivo, raddoppiò le tariffe protezionistiche (la Morrill Tariff provocò, inizialmente, la secessione del Profondo Sud), svendette terreni pubblici, implementò un … Leggi tutto