Interferenze coercitive – IV parte

I fallimenti dello Stato nelle economie miste

La gestione di imprese (servizi pubblici, imprese pubbliche) da parte dello Stato

stemma misesPolizia, difesa, istruzione, vigili del fuoco, acqua ecc. sono offerti o gratis o a prezzi più bassi di quelli di mercato. In realtà nessun bene o servizio è gratis, perché comporta l’uso di risorse pagate dai contribuenti.

Lo Stato non ha metodi razionali con cui assegnare la spesa complessiva alle diverse attività; la scelta viene attuata in maniera arbitraria; eliminando il mercato, non è possibile effettuare il calcolo economico perché mancano i prezzi di mercato, che veicolano anche le preferenze degli individui; non si possono quindi conoscere le quantità effettivamente desiderate dei beni (cosiddetti) pubblici. In base all’impostazione di Hayek, le informazioni (gusti degli individui, risorse esistenti, tecnologie disponibili) sono disperse fra milioni di individui; esse si modificano continuamente e non possono quindi mai essere simultaneamente note ad un qualsiasi centro decisionale unico. Poiché le preferenze si possono evidenziare solo nel mercato, non vi è alcun bene collettivo la cui dimensione e il cui finanziamento possano essere decisi a livello centralizzato con risultati più efficienti che a livello decentrato. La cancellazione del sistema dei prezzi impedisce le sue due funzioni fondamentali: il calcolo economico e l’incentivazione ad agire in maniera efficiente. Si consideri un parco: se è privato, e il proprietario consegue un profitto, è il segno che i consumatori lo valutano più del costo necessario per realizzarlo e mantenerlo (più delle attività alternative). Se fosse pubblico, questa informazione sulle preferenze ci mancherebbe. Aver cancellato il prezzo – cioè non aver fatto esprimere la domanda – impedisce allo Stato di dirigere i suoi servizi verso gli usi giudicati più importanti. Lo Stato non potrà mai sapere se è meglio costruire una strada nel posto A o nel posto B, non ha metodi razionali per stabilirlo. Nel meccanismo di spesa pubblica, che consiste nello spendere denaro altrui a vantaggio di altri, manca … Leggi tutto

Lo Stato come impresa: il caso del Liechtenstein

(L’articolo è una sintesi del saggio “Il caso del Liechtenstein: un nuovo paradigma dell’ordine?” pubblicato sul periodico “Tradizione e Cultura”, settembre 2012).

 L’odierna crisi degli Stati Sociali occidentalivaduz, impossibilitati a mantenere i costi di un generoso welfare ed alle prese con una serissima crisi fiscale e monetaria sovranazionale[1] che ne mina le fondamenta, impone una riflessione approfondita sul ruolo che, nel futuro, lo Stato dovrà occupare nell’economia e, più in generale, nella sfera privata dell’individuo.

A questo proposito, vi è una parte crescente della dottrina giuridica[2] ed economica, nonché dell’opinione pubblica[3], che propone il superamento della stessa concezione moderna della “sovranità”[4] e quindi un ripensamento dell’intero diritto pubblico, attraverso una trasformazione in senso “privatistico” ed autenticamente federale e concorrenziale dell’odierno Stato nazione.

HANS ADAM II: Cenni biografici

Hans Adam II, nato a Zurigo il 14 febbraio 1945, è il primogenito del Principe Franz Josef II del Liechtenstein e della Principessa Giorgina di Wilczek.

Fin da piccolo mostra grande interesse per le materie umanistiche e la fisica, ma viene spinto, a seguito della necessità del Casato di riorganizzare e ricostruire il proprio patrimonio (riorganizzazione che avrà luogo nel 1970), a studiare economia: si forma, quindi, prima a Vienna e poi nella Scuola di Scienze Economiche e Sociali di San Gallo.

L’interesse per le vicende politiche rimane vivissimo. Le trasformazioni politico-statuali europee del XX secolo lo portano ad elaborare una Teoria dello Stato affatto particolare, che segnerà il suo Regno e l’attività politico-imprenditoriale dello stesso Casato;  un ruolo importante ebbe l’autodeterminazione democratica e pacifica del cantone del Giura (1979)[5], a seguito della quale Hans abbraccia il diritto di autodeterminazione locale, pilastro del suo pensiero politico.

La dottrina localistica del  giovane Principe è ulteriormente corroborata dagli sconquassi verificatisi nei grandi sistemi socialisti dell’Est Europa, contrapposti ai successi economici di piccoli e ben organizzati stati, quale quello del Liechtenstein: egli si convince, dopo un’accurata analisi … Leggi tutto

Siamo già oltre il baratro fiscale…

2 Gennaio 2013fiscal_cliff – Parere sulla Mozione di Concordato all’interno degli emendamenti del Senato all’H.R. 8

A dispetto di quanti affermano che, con la votazione di questa mattina, l’Amministrazione ed il Congresso hanno salvato l’America dal “fiscal cliff”, voglio rimarcare che le spese governative hanno già spinto gli americani nel baratro. Solamente serie riduzioni alle spese federali avrebbero permesso a questa caduta libera di non concludersi in un atterraggio rovinoso, ma gli eventi del mese scorso dimostrano che la maggior parte dei funzionari eletti restano responsabili dell’espansione dello Stato sociale-militare.

C’è stato un gran clamore per i tagli “draconiani” che sarebbero stati fatti dai sequestri di bilancio (tagli sistematici in tutti i settori della spesa pubblica, NdR); ma, a dirla tutta, i sequestri non tagliano neanche un punto di spesa. Stando al suddetto piano, la spesa del governo aumenterà di $1,6 bilioni nei prossimi otto anni. Il Congresso lo chiama taglio perché, in mancanza di sequestri, la spesa lungo lo stesso arco temporale sarebbe aumentata di $1,7 bilioni. In ogni caso, si tratta di un incremento di costo.

Nondimeno, anche questi minuscoli tagli nel “tasso di spesa progettato” erano troppo grandi per essere sopportati dai politici di Washington. Con “l’accordo” dell’ultimo minuto siamo giunti nel peggiore degli scenari possibili: tasse più alte, da subito, praticamente per tutti i cittadini e la solita promessa di trattare queste modeste riduzioni nell’aumento di spesa quando staremo già precipitando da due mesi. Eravamo già passati attraverso un percorso simile quando, nel 2011, i Repubblicani chiesero queste esigue riduzioni delle spese governative in cambio di un massiccio innalzamento del tetto al debito. Man mano che questo momento si avvicinava, entrambi gli schieramenti  proclamavano di evitare persino queste insignificanti manovre.

Non cadiamo in errore: l’aumento di spesa è un problema bipartisan. Si crede, generalmente, che un partito rifiuti ogni riduzione delle spese militari, mentre l’altro rifiuti di accettare qualsiasi restringrimento dei programmi … Leggi tutto

In difesa dell’euro: una prospettiva austriaca

L'attuale sistema monetario e bancario è incompatibile con una vera economia di libera impresa, che contiene tutti i difetti individuati dal teorema dell'impossibilità del socialismo e che rappresenta una continua fonte di instabilità finanziaria e di perturbazioni economiche. Pertanto, diventa indispensabile ridisegnare profondamente il sistema finanziario e monetario mondiale, per arrivare alla radice dei problemi che ci affliggono e risolverli.