La tossicità dell’ambientalismo | VII parte

ambientalismo_ogmL’ambientalismo è la manifestazione più visibile della crescente dose di irrazionalismo che sta ingolfando la nostra cultura. Negli ultimi due secoli, l’affidabilità della ragione quale strumento di conoscenza, ha subìto i costanti attacchi da parte di filosofi come Immanuel Kant e Bertrand Russell. Tutto ciò ha consentito a una crescente perdita di fiducia nella ragione di farsi ulteriormente largo. Conseguentemente, la condizione filosofica dell’uomo quale essere contraddistinto dal possesso della ragione, è andata via via indebolendosi. Le ultime due generazioni, anche per via del riscontro sempre maggiore che il processo ha avuto sull’opinione pubblica, hanno visto la fiducia nella ragione e nella razionalità dell’uomo decadere a tal punto che, attualmente, non vi sono basi riconosciute per ammettere una radicale differenziazione fra l’uomo e gli animali. Questa è la diretta conseguenza del fatto che, la dottrina di San Francesco d’Assisi[1] e degli ecologisti, concernente l’uguaglianza fra esseri umani e animali, venga accettata oggi senza alcuna riserva.

Altra conseguenza del crescente irrazionalismo è la propensione delle persone ad accettare la dottrina del valore intrinseco. Questi è un valore che viene accettato senza fare ricorso alla ragione e senza porsi domande; è un valore concepito per quelle persone che fanno tutto ciò che gli viene detto di fare, senza pensarci. Un valore razionale, al contrario, è un valore accettato solo in base alla sua utilità nel perseguire il fine ultimo e più manifestamente desiderabile del miglioramento della propria vita e della propria felicità.

Il declino culturale della ragione, accompagnato alle paure irrazionali dei leader del movimento ecologista e dei suoi seguaci, ha favorito l’aumento a dismisura dell’odio e dell’ostilità di cui l’ambientalismo si nutre. Nella misura in cui le persone abbandonano la ragione, guardano alla realtà con maggiore inquietudine, poiché, così facendo, si privano dello strumento più utile per convivere con essa. Contemporaneamente la loro frustrazione aumenta, dal momento che la ragione è l’unico mezzo che possiedono per risolvere i problemi e

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La tossicità dell’ambientalismo | V parte

global warmingIn totale contrapposizione alla Rivoluzione Industriale e ai prodigiosi risultati da questa raggiunti, la prerogativa essenziale dell’ambientalismo è di bloccare sistematicamente sul nascere qualsiasi migliorìa introdotta dall’uomo, fino al momento in cui le possibilità umane di agire artificialmente sull’ambiente scompariranno virtualmente, vanificando in tal modo tutte le innovazioni del periodo della Rivoluzione Industriale e facendo ripiombare il mondo nel torpore delle epoche economicamente più buie. Qualsiasi proposito di sviluppo nucleare deve essere infatti abbandonato, poiché, a detta degli ambientalisti, quest’ultimo rappresenterebbe un “cancro mortale”. Occorre mettere al bando anche i combustibili fossili, perché, sempre secondo gli ambientalisti, causerebbero l’”inquinamento” e il “riscaldamento globale”. Bisogna guardare con attenzione anche all’approvvigionamento idroelettrico. La costruzione delle dighe necessarie, affermano gli ambientalisti, distruggerebbe intrinsecamente il prezioso habitat della fauna selvatica.

Soltanto tre tipi di fonti energetiche sono contemplate dagli ambientalisti. Due di queste, l’energia solare e quella eolica, come si può abbastanza facilmente constatare, sono impraticabili come fonti energetiche costanti. Se d’altronde, in qualche modo, riuscissero a diventarlo, gli ambientalisti troverebbero senz’altro il motivo per attaccarle. La terza, ovvero la “conservazione”, è un’assurdità pura e semplice. “Conservare”, infatti, non vuol dire affatto “creare” energia. Il significato del termine, in questo senso, è assolutamente nullo. La “conservazione” è una fonte energetica concretizzabile solamente cessando l’approvvigionamento energetico altrove.

La campagna ambientalista contro l’energia riporta alla mente l’immagine di un boa che si contorce intorno al corpo della sua vittima e la stritola lentamente fino ad ucciderla. Non potrebbero che esserci conseguenze analoghe anche per l’intera economia industriale, visto che, il lento ma sistematico indebolimento delle sue fonti energetiche, finirebbe per provocarne la morte completa.

Molte persone si sono schierate a favore della campagna ambientalista contro l’energia, per il timore generato dal fatto che, fra un centinaio d’anni, la temperatura media della Terra potrebbe innalzarsi di qualche grado, principalmente a causa della combustione dei combustibili fossili. Se così fosse, allora, la cosa migliore da fare sarebbe dotarsi

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L’obiettivo “progressista” di Obama: renderci tutti più poveri

Le autorità della California hanno recentemente annunciato i loro piani per cercare di costringere la gente a vivere in densi insediamenti residenziali invece che in case unifamiliari autonome che sono considerate, dai burocrati ambientalisti, uno spreco e un contributo allo spaventoso riscaldamento globale. Analogamente, l’Agenzia per la Protezione Ambientale dell’amministrazione Obama, ha emanato un provvedimento che di fatto impedirà alle società di energia elettrica la costruzione di nuove centrali elettriche a carbone, il che vorrà dire prezzi dell’elettricità ancora più elevati.

Prima che Obama fosse eletto nel 2008, colui che poi sarebbe divenuto il suo Segretario per l’energia, Steven Chu, dichiarò al Wall Street Journal: “In qualche modo dobbiamo capire come fare ad aumentare il prezzo della benzina ai livelli che ci sono in Europa”. Mentre Chu ora afferma di essere in disaccordo con la sua dichiarazione, comunque è istruttivo che gli americani si trovino ad affrontare il record dei prezzi della benzina, i quali si stanno progressivamente avvicinando a quello che pagano gli Europei (Quando ero in Lettonia nel mese di agosto 2011, il prezzo locale della benzina era circa 8 dollari al gallone).

(Prima delle elezioni, Obama dichiarò, davanti ad un pubblico di sostenitori a San Francisco, che le sue politiche energetiche avrebbero avuto il potenziale per “mandare in bancarotta” le utilities elettriche, e sembra che il presidente stia avendo un certo successo nel perseguire tale obiettivo).

Sul fronte fiscale, l’amministrazione Obama ha fissato come suo obiettivo dichiarato un tasso di imposte minimo del 30 per cento per chi guadagna più di $ 1 milione e, sotto il controllo di Obama, gli Stati Uniti hanno ora la più alta aliquota di imposta sulle società in tutto il mondo [ è evidente che l’autore non conosce la situazione italiana, ndt]. Mentre Obama sostiene che questo è stato fatto in nome della “equità”, io sostengo che ci sia davvero un obiettivo molto più oscuro che Obama e i suoi colleghi … Leggi tutto