“Ma quale inflazione!”

“Ma non c’è inflazione!”. Questa è una affermazione che sento piuttosto spesso, a volte da persone che sono, in linea di principio, d’accordo con le mie argomentazioni, a volte da persone che lo sono di meno. In entrambi i casi, quelli che affermano “ma non c’è inflazione!” lo considerano un dato di fatto e ciò che affermano deve rappresentare una sfida nei miei confronti.

Shadow banking

Se comunque avete capito come funziona il tradizionale sistema di creazione di denaro dal nulla tramite riserva frazionaria, la creazione di credito dal nulla dello shadow banking funziona in modo simile, quindi con un "bene" alla base e un moltiplicatore che lo riproduce "fiduciariamente". Laddove la creazione di denaro fiduciario ha origine dal denaro contante depositato a vista, qua la creazione dal nulla di credito fiduciario parte da un "collaterale", generalmente titoli cartolarizzati e ipotecari.

QE: verso l’infinito e oltre

Il QE non è più non convenzionale; è la normalità. La banca centrale non solo manipola – sistematicamente e persistentemente – i tassi di interesse a breve e l’offerta di riserve bancarie in modo da mantere basso il costo del credito, ora manipola anche la forma della curva dei rendimenti dei titoli di stato, il costo dell’indebitamento e i premi nel mercato dei mutui. Tutto questo richiede un’espansione continua dello stato patrimoniale della Fed e un pompaggio monetario senza fine. E non c’è strategia d’uscita.

La Cortina Fumogena accademica

Gli accademici rappresentano un curioso caso di studio. Nei libri scolastici gli argomenti vengono presentati in modo che gli studenti possano percorrere un determinato percorso: lo studente non fa caso all'ordine dei capitoli e nemmeno se ne preoccupa a posteriori, l'importante è il risultato; i concetti vengono assorbiti passivamente, le contraddizioni vengono soprassedute. Bisogna andare avanti, perché se lo dice il libro ufficiale allora "è vero."

Il Bust di Bernanke

Bernanke ha trascinato gli Stati Uniti in un'altra espansione artificiale di credito e, come sempre accade, li attende un collasso finanziario. Come scriveva Von Mises, "Non vi è alcun mezzo per evitare il collasso finale di un boom causato dall'espansione del credito. L'alternativa è solo se la crisi debba arrivare prima, come risultato di un abbandono volontario di un'ulteriore espansione del credito, o più tardi come una catastrofe finale e totale del sistema monetario in questione."

La storia (sbagliata) del sistema bancario, secondo Krugman

Nella sua rubrica domenicale del New York Times, Paul Krugman tenta, invano, di porre le fondamenta teoriche della necessità di una regolamentazione bancaria relativamente ai problemi della JP Morgan. Come sempre con Krugman, ci sarebbe tanto da criticare, ma voglio concentrarmi sulla sua maldestra versione della storia bancaria americana, che non possiede praticamente alcuna verosimiglianza con la realtà.

Krugman pensa di avere steso i critici della regolamentazione con la sua versione della storia finanziaria USA:

“Perché le banche sono speciali? Perché la storia ci dice che l’attività bancaria è sempre stata soggetta ad “attacchi di panico” occasionali che possono causare la distruzione dell’ intera economia. L’ attuale ‘mitologia destrorsa’ ci dice che l ‘attività bancaria fallace (bad banking) è sempre il risultato dell’ intervento del governo, sia esso rappresentato dalla Federal Reserve o dagli ingerenti liberal del Congresso. Infatti, la ‘Età d’Oro Americana’ – una terra con governo minimo e niente Fed – era soggetta a crisi periodiche, più o meno una volta ogni sei anni. E alcuni di questi episodi infliggevano perdite economiche dolorose. Quindi cosa si può fare? Negli anni ’30, dopo la madre di tutte le crisi, siamo arrivati ad una soluzione concreta, che riguarda sia le garanzie che la vigilanza”.

Questo passaggio rappresenta un completo abuso della storia.

Importantissimo, quella che Krugman chiama “la mitologia destrorsa” è largamente corretta: l’intervento del governo è veramente responsabile dei problemi sistematici del sistema bancario americano. Questo, comunque, non vale per la cosiddetta bad banking. Le banche, come tutte le altre imprese, possono commettere errori. Questo succede in un libero mercato, ma il mercato incentiva e dà segnali che aiutano le banche a evitare e correggere errori simili. La questione non è se esista o meno il bad banking, ma quale ambiente istituzionale lo minimizza e lo corregge al meglio. Quello che non avviene in un libero mercato è la ripetizione costante di errori sistematici; … Leggi tutto