La leggenda di Hoover

Una delle leggende più perniciose della storia economica del ventesimo secolo è quella che racconta come la Grande Depressione fu causata, o almeno resa più disastrosa, dall’impegno dogmatico di Herbert Hoover a mettere in pratica la politica del “non far nulla” - di stampo laissez-faire - subito dopo il crash finanziario del ’29. Questa idea fa parte di quel set di credenze riguardo la Grande Depressione che chiamo “la vulgata classica” di quell’evento storico. (Include l’affermazione cha sia stato il liberismo a causare la crisi, che l’inazione di Hoover l’abbia peggiorata, che il New Deal ebbe un successo clamoroso e che la Seconda Guerra Mondiale ce ne fece uscire). L’idea che Hoover avesse una completa dedizione per il laissez faire è, come ho suggerito, completamente falsa.

Krugman e l’austerità inglese

In un recente editoriale per il New York Times intitolato “the Austerity Debacle,” Paul Krugman fa notare come le politiche fiscali britanniche non siano riuscite a far ripartire l’economia. Nel farlo, sostiene che le decisioni del governo britannico di “tagliare la spesa” abbiano portato ad una crescita minore, misurata in termini di Pil reale, rispetto a quella avuta durante la Grande Depressione. Tuttavia, come mostrerò, il governo britannico ha in realtà implementato tagli insignificanti e continua a mantenere enormi deficit di bilancio mentre proprio durante la Grande Depressione aveva seguito misure che si avvicinano al concetto di “austerità” molto più di quelle del governo odierno. Quindi, se proprio vogliamo affermare che eventi storici non correlati fornicano prove, allora le evidenze storiche in Gran Bretagna supportano la tesi che i tagli alla spesa favoriscano la ripresa economica molto più della spesa in deficit.

Per Krugman, le misure di austerità rappresentano l’origine di problemi economici molto seri in Gran Bretagna. Come conseguenza, Krugman evidenza che,

Viene fuori che seguendo un parametro molto importante – variazione del Pil reale da quando la recessione è iniziata – la Gran Bretagna sta facendo peggio di quanto fece durante la Grande Depressione. Dopo quattro anni di crisi, il Pil inglese era tornato ai livelli pre crisi; quattro anni dopo l’inizio della Grande Recessione, la Gran Bretagna non è invece nemmeno lontanamente vicina a recuperare il terreno perduto…. Certo, ci sono dei caveat e delle complicazioni. Ma tuttavia si tratta di un sorprendente insuccesso di politica economica. E lo è, in particolare, della dottrina dell’austerità che ha dominato la discussione politica delle elite in Europa e, per larga parte, degli Stati Uniti negli ultimi due anni.

Basandosi su una combinazione di problemi economici in Gran Bretagna e affermando che sia stata l’austerità a causarli, Krugman crede di fornire un supporto empirico alla sua idea che, durante le recessioni, la spesa in deficit promuova la crescita … Leggi tutto

La lezione del ’37

È opinione comune che “far quadrare” i conti di uno Stato sia normalmente una pratica costosa per l’economia mentre nei periodi di crisi economica il prezzo da pagare per avere il pareggio di bilancio sarebbe così alto da far diventare un austerico criminale chi ha anche solo l’ardire di proporre una simile misura.

La lezione della storia, ci viene detto, è chiarissima e va imparata una volta per tutte. Quando nel 1937 Roosevelt tentò di pareggiare il bilancio, fece ripiombare gli Stati Uniti in recessione proprio mentre il New Deal stava avendo un clamoroso successo.
Scrive Christina Romer:
«La ripresa dalla Grande Depressione viene spesso descritta come lenta perchè l’America non tornò alla piena occupazione se non dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Ma la verità è che la ripresa nei quattro anni dopo che Franklin Roosevelt entrò in carica nel 1993 fur incredibilmente rapida. La crescita del GDP reale fu in media del 9%. Il tasso di disoccupazione calò dal 25% al 14%. Se escludiamo la Seconda Guerra Mondiale (1), gli Stati Uniti non hanno mai visto una così sostenuta e rapida crescita. Tuttavia, essa venne fermata da una seconda grave recessione nel 1937-38, quando il tasso di disoccupazione risalì al 19%. La causa fondamentale di questa seconda recessione fu uno sfortunato e in larga parte dovuto a distrazione, cambio di politica fiscale e monetaria in senso restrittivo»
 
Inoltre, continua la Romer:
«Nel 1936 la Federal Reserve iniziò a preoccuparsi di indivudare una “exit strategy”. Dopo diversi anni di politica monetaria relativamente espansiva, le banche americane avevano in portafoglio grandi quantità di riserve in eccesso rispetto ai requisiti legali (2). [..] La Fed allora raddoppiò i requisiti di riserva in una serie di provvedimenti. Sfortunatamente saltò fuori che quelle banche, ancora nervoso dopo i panichi finanziari dei primi anni ’30, volevano detenere riserve in eccesso come una sorta di cuscinetto. Quando quell’eccesso fu tolto via
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