Quando il diritto altera la realtà: la manipolazione del denaro e le sue conseguenze | I parte

Con immenso piacere riprendiamo un illuminante contributo scientifico del dott. Riccardo De Caria sulle radici normative della crisi, già pubblicato sull’International Journal of Law and Finance dell’Università di Siena.

Mises Italia

LegalTender1. – La letteratura sulla crisi è già vastissima. Nell’ambito di questa poderosa mole di studi, diversi hanno indagato il possibile rapporto eziologico tra “cattivo” diritto e crisi, ovvero come un diritto mal congegnato sarebbe stato il fondamentale brodo di coltura dei germi che hanno fatto ammalare gravemente l’economia mondiale. Là dove con “diritto” intendiamo l’insieme di previsioni normative (di qualunque fonte) e decisioni concrete delle autorità competenti, che andavano a comporre il quadro giuridico all’interno del quale operavano gli attori economici.

Tuttavia, la stragrande maggioranza di questi studi sembra muoversi nell’ambito di un orizzonte ben preciso: quello segnato dalla duplice convinzione che il diritto esistente prima della crisi fosse mal congegnato sostanzialmente perché insufficiente e disorganico, e che quindi sia necessario rispondere con più diritto e maggiore coordinamento[1].

In questa sede, invece, si cerca all’opposto di portare l’attenzione sul “troppo” diritto alla radice della crisi. Diritto che, si sostiene qui, era sotto molti aspetti “cattivo” e insoddisfacente proprio perché troppo, e quindi andrebbe ampiamente eliminato, non già affiancato da ulteriore, nuovo diritto[2].

Una trattazione organica di tutti gli esempi di “troppo” diritto a cui ci stiamo riferendo esula dagli scopi e dalle possibilità del presente lavoro. In questa sede, ci si concentrerà su quello che si ritiene essere l’aspetto principale, quello macroeconomico, che da solo poneva le basi per una grave crisi, ovvero la manipolazione del denaro operata dalle banche centrali, con l’auspicio che il percorso di ricerca qui intrapreso possa proseguire per analizzare gli altri fattori (anche micro-economici) che qui non è possibile considerare, ma che hanno giocato un ruolo estremamente rilevante nell’aggravare uno stato di cose già ampiamente compromesso dalla manipolazione monetaria.

Utilizzando una metafora[3], si può dire che la restante regolamentazione è paragonabile agli … Leggi tutto

Errori monetari

La Scuola Austriaca esprime un pensiero economico fortemente critico verso le banche centrali, al punto da individuare proprio nelle banche centrali, specialmente nella versione a denaro fiat, la principale causa dei malanni economici dei nostri tempi. Negli Stati Uniti ha crescente diffusione un movimento libertario, soprattutto tra schiere di giovani sempre meno propensi a dare ascolto ai media tradizionali, ispirato in larga misura da Ron Paul e dalle sue campagne presidenziali del 2008 e 2012. Grazie a Ron Paul e alla sua costante opera di divulgazione di solide idee economiche, la critica verso le banche centrali non è più inimmaginabile e “End the Fed” è diventato uno slogan comune. Mai più di ora le idee economiche “austriache” hanno avuto così ampia diffusione tra la gente comune.

In America non può succedere… Davvero?

A volte la gente  non vuole ascoltare la verità perché non vuole vedere le proprie illusioni distrutte – Friedrich Nietzsche

Se ci sono due cose che possiamo affermare con la certezza della loro eterna presenza nel corso della storia americana passata e attuale, esse sono una volontà persistente di possedere armi da fuoco e la convinzione sulla capacità infallibile del governo di essere l’unica causa di calamità economiche, indipendentemente dalla vitalità dei mercati.

Guerra e mercato sono strani compagni di letto. Un esempio calzante è il Fucile a Ripetizione Spencer.

Il 6 marzo 1860 venne brevettato negli Stati Uniti il fucile a ripetizione Spencer. Questo fucile è stato sviluppato con l’unico scopo di usarlo contro i propri fratelli durante la Guerra Civile. Nelle parole di Warren Fisher, Jr. tesoriere della società Spencer Fucili a Ripetizione:

“… Nelle mani di esploratori, tiratori scelti o truppe regolari – tenendo in considerazione tutti gli elementi peculiari della gamma di prodotto, rapidità di fuoco e facilità di ricarica – il Rifle Spencer è così efficace da rendere un uomo solo equivalente a mezza dozzina di uomini armati di fucili a caricamento singolo … “.

Di questo fucile, insieme alle testimonianze di un gran numero di componenti dello staff dello Stato Maggiore dell’Esercito Federale, George Armstrong Custer scrisse:

Al Signor F. Cheney,

Caro signore: – In qualità di comandante di una brigata di cavalleria, interamente equipaggiata con carabine e fucili a ripetizione Spencer, ho il piacere di testimoniare la loro superiorità su tutte le altre armi. Sono fermamente del parere che millecinquecento uomini armati di carabina Spencer sono più efficaci di venticinquemila uomini armati di qualsiasi altra arma da fuoco – So che questo è vero perché ho potuto sperimentarlo dal vivo.

Molto rispettosamente, & c.,

G.A. Custer

Generale di brigata

(Un monito che Custer sembrò avere dimenticato o scarsamente considerato, quando dispiegò disordinatamente il mal preparato Settimo Cavalleggeri il 25 giugno 1876, dotato … Leggi tutto