Una soluzione in quattro passi ai problemi della sanità

4434Non v’è dubbio che il sistema sanitario americano sia un disastro, ma questo non dimostra il fallimento del mercato, bensì quello dello Stato. La risoluzione del problema non richiede diverse o maggiori regolamentazioni e passaggi burocratici  – come i politici interessati vogliono farci credere – ma l’eliminazione di tutti i controlli esistenti.

È tempo di affrontare seriamente la questione della riforma sanitaria: crediti d’imposta, voucher e la privatizzazione spianeranno il terreno verso la decentralizzazione del sistema e la rimozione di oneri inutili alle imprese. Tuttavia, dovranno essere considerati anche quattro passi aggiuntivi:

1. L’eliminazione di tutti i requisiti di licenze per le scuole di medicina, gli ospedali, le farmacie, i medici e il personale sanitario. L’offerta delle loro prestazioni aumenterebbe prontamente, i prezzi crollerebbero e una maggiore varietà di servizi sanitari farebbe ingresso sul mercato.

Agenzie volontarie di accreditamento in competizione prenderebbero il posto dell’autorizzazione obbligatoria rilasciata dal governo – qualora gli operatori sanitari ritenessero che tale forma di accreditamento ne accrescerebbe la reputazione, e i consumatori fossero intenzionati a valutare positivamente questo sistema, potrebbero persino essere intenzionati a pagare per sostenerlo.

Poiché i consumatori non sarebbero più indotti a credere che uno “standard nazionale” sanitario possa stabilirne la qualità, sosterrebbero maggiormente la ricerca, compiendo scelte mediche discriminanti.

2. Rimuovere tutti i vincoli governativi sulla produzione e la vendita di prodotti farmaceutici e degli strumenti medici. Ciò implicherebbe l’inutilità di finanziare oltre il Food and Drug Administration (NdT: Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali, è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), che attualmente ostacola l’innovazione e aumenta i costi.

Costi e prezzi crollerebbero; e un’ampia varietà di prodotti migliori giungerebbe rapidamente sul mercato. Quest’ultimo incentiverebbe i consumatori ad agire in accordo con la propria percezione del rischio – anziché quella distorta dal governo. La concorrenza tra produttori e venditori di farmaci e strumentazioni mediche, per  difendersi dalle cause di responsabilità sui prodotti … Leggi tutto

Sociologia della tassazione: il ruolo dell’opinione pubblica

Invece di essere limitate da fattori quali il costo e  la domanda, la crescita e l’espansione di una impresa dedita allo sfruttamento sono invece vincolate dalla pubblica opinione[20]: questa non è supportata volontariamente, ma, per sua stessa natura, non può che ricorrere alla coercizione. Dall’altro lato della medaglia, la coercizione implica la generazione di vittime, e le vittime non sono i sostenitori, bensì i resistenti, attivi o passivi, allo sviluppo dell’impresa. È certo possibile che questa resistenza possa essere duramente fiaccata dall’impiego della forza nel caso si tratti un solo soggetto, o di un gruppo di soggetti, intenti a sfruttare uno, due o tre altri individui, o al limite un altro gruppo caratterizzato all’incirca dalla stessa consistenza numerica. È però inconcepibile immaginare che la forza, da sola, possa spiegare la soppressione di ogni resistenza nel contesto, per noi alquanto familiare,  di piccole minoranze che esercitano la loro attività di espropriazione e sfruttamento  nell’ambito di popolazioni che sono decine, centinaia o migliaia di volte più numerose[21]. Affinché ciò possa accadere, una simile impresa deve sicuramente vantare anche il sostegno del pubblico, in aggiunta all’esercizio della  sua forza coercitiva.

La maggioranza della popolazione deve accettare questo operato come legittimo. Questa accettazione può variare dall’entusiasmo attivo alla passiva rassegnazione. Ma ci deve essere l’accettazione, nella misura in cui la maggioranza ha abdicato all’ idea di resistere, attivamente o passivamente, a qualsiasi tentativo di affermazione delle acquisizioni parassitarie, disproduttive e non contrattuali. Invece di mostrare indignazione per tali azioni, di mostrare disprezzo per tutti coloro che sono coinvolti in tale attività, e di non fare nulla per contribuire a spianare la strada per il loro successo (e non stiamo parlando di azioni dirette, intese a boicottare tali condotte), la maggioranza, o in maniera attiva, o in maniera passiva, accondiscende a tutto questo. Solo alla luce di un siffatto atteggiamento, si può spiegare il  fatto che i pochi siano in grado di comandare sui molti. … Leggi tutto