La tossicità dell’ambientalismo | V parte

global warmingIn totale contrapposizione alla Rivoluzione Industriale e ai prodigiosi risultati da questa raggiunti, la prerogativa essenziale dell’ambientalismo è di bloccare sistematicamente sul nascere qualsiasi migliorìa introdotta dall’uomo, fino al momento in cui le possibilità umane di agire artificialmente sull’ambiente scompariranno virtualmente, vanificando in tal modo tutte le innovazioni del periodo della Rivoluzione Industriale e facendo ripiombare il mondo nel torpore delle epoche economicamente più buie. Qualsiasi proposito di sviluppo nucleare deve essere infatti abbandonato, poiché, a detta degli ambientalisti, quest’ultimo rappresenterebbe un “cancro mortale”. Occorre mettere al bando anche i combustibili fossili, perché, sempre secondo gli ambientalisti, causerebbero l’”inquinamento” e il “riscaldamento globale”. Bisogna guardare con attenzione anche all’approvvigionamento idroelettrico. La costruzione delle dighe necessarie, affermano gli ambientalisti, distruggerebbe intrinsecamente il prezioso habitat della fauna selvatica.

Soltanto tre tipi di fonti energetiche sono contemplate dagli ambientalisti. Due di queste, l’energia solare e quella eolica, come si può abbastanza facilmente constatare, sono impraticabili come fonti energetiche costanti. Se d’altronde, in qualche modo, riuscissero a diventarlo, gli ambientalisti troverebbero senz’altro il motivo per attaccarle. La terza, ovvero la “conservazione”, è un’assurdità pura e semplice. “Conservare”, infatti, non vuol dire affatto “creare” energia. Il significato del termine, in questo senso, è assolutamente nullo. La “conservazione” è una fonte energetica concretizzabile solamente cessando l’approvvigionamento energetico altrove.

La campagna ambientalista contro l’energia riporta alla mente l’immagine di un boa che si contorce intorno al corpo della sua vittima e la stritola lentamente fino ad ucciderla. Non potrebbero che esserci conseguenze analoghe anche per l’intera economia industriale, visto che, il lento ma sistematico indebolimento delle sue fonti energetiche, finirebbe per provocarne la morte completa.

Molte persone si sono schierate a favore della campagna ambientalista contro l’energia, per il timore generato dal fatto che, fra un centinaio d’anni, la temperatura media della Terra potrebbe innalzarsi di qualche grado, principalmente a causa della combustione dei combustibili fossili. Se così fosse, allora, la cosa migliore da fare sarebbe dotarsi

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La tossicità dell’ambientalismo | III parte

propagandaPrima ancora di queste isterìe, ci furono le polemiche relative alla strage del lago Erie e all’avvelenamento da mercurio nei tonni. Ebbene, il lago Erie gode oggi di perfetta salute ed è una miniera incommensurabile di specie marine. Le tracce di mercurio nei tonni sono la normale conseguenza della naturale presenza di questo elemento chimico nell’acqua di mare e, oltretutto, le prove fornite dai musei hanno mostrato che quantità simili di mercurio sono riscontrabili nei tonni fin da tempi preistorici.

E in una recente ricerca (il cui risultato costituisce un’ulteriore “bocciatura” per le ipotesi ambientaliste), un noto climatologo, il Professor Robert Pease, ha mostrato che è impossibile per i clorofluorocarburi (CFC) distruggere volumi rilevanti di ozono nella stratosfera, poiché solo una quantità residua di essi è in grado di raggiungerla. È stato anche comprovato come il decantato “buco” nell’ozono, al di sopra dell’Antartico, sia un fenomeno del tutto naturale, esistente già molto tempo prima della formazione degli stessi CFC; ciò in ragione del fatto che, durante la lunga notte polare, la luce solare ultravioletta è assente e non può, pertanto, rigenerare strati di ozono.

Il motivo principale per cui le tesi ambientaliste finiscono per rivelarsi, una dopo l’altra, manifestamente false, consiste nella loro intrinseca avversione per la verità, ed è precisamente questa “volontà” che sembra guidarle. Nel sostenere i loro argomenti, gli ambientalisti si servono di qualsiasi mezzo a loro disposizione per intimorire le persone, minandone la fiducia nella scienza e nella tecnologia, per poi indurle a sottomettersi alle loro invocazioni. I loro proclami poggiano su ipotetiche congetture che alternano fantomatiche “scintille” di verità a conclusioni del tutto arbitrarie, rafforzate da inferenze illegittime. Proprio in base a queste “scintille” e inferenze, si passa dall’analizzare gli effetti dell’alimentare i topi con dosaggi di cibo cento volte superiori a quelli che qualsiasi essere umano sarebbe in grado di ingerire, a questionare sugli effetti di un’alimentazione normale sugli stessi esseri umani. Gli

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Come la matematica può rendere le persone irragionevoli

GrouchoEconProfTalvolta, la matematica è in grado mettere a tacere persino una persona sveglia e capace. Permettetemi di chiarire questo concetto: non intendo dire che sia intellettualmente limitata perché non riesce a familiarizzare con questa disciplina; dopotutto, la matematica è una materia fortemente astratta e impegnativa, può richiedere molti anni (anche decenni) di studio e, d’altro canto, esistono molte persone intelligenti poco propense a comprenderla e con scarse attitudini ad utilizzarla. Ciò che intendo, in realtà, è altro: molto spesso, la matematica viene usata per raggirarle allo scopo di far accettare argomentazioni decisamente sciocche – e, spesso, rasentano livelli di ottusità tali che se tentaste di rappresentarle sprovviste dei loro drappeggi e orpelli matematici, vi rendereste immediatamente ridicoli agli occhi di tutti coloro che, al liceo, furono rimandati in algebra di base.

La pericolosità delle trattazioni matematiche si cela nell’assurdità dei ragionamenti da questi potenzialmente sottesi, senza che la stessa venga avvertita dai diretti interessati, i quali si ritrovano, loro malgrado, con la mente persa nella verbosità di equazioni inadatte a farvi penetrare il dovuto buon senso. In qualità di insegnante di statistica, sono obbligato costantemente ad evitare che questi problemi insorgano tra i miei studenti[1]. Una delle principali difficoltà riscontrate nell’insegnare matematica applicata è rappresentata dalla confusione che può ingenerarsi negli studenti, impegnati nell’utilizzo degli strumenti forniti da questa disciplina, inducendoli a smarrire le loro abilità di ragionamento sensibile nel trattare la natura dei problemi per le cui descrizioni la matematica è stata concepita.

Uno degli errori più comuni dell’analisi matematica consiste nel non comprendere quando una tesi matematica prova troppo. Ciò si verifica allorché lo stesso ragionamento può essere implementato su un piano più generale, anziché nella fattispecie considerata e, se esteso ad altri casi, conduce a conclusioni che sono chiaramente contraddittorie[2]. Per quanto ciò possa avvenire con una certa regolarità – nel ragionamento non matematico -, si tratta di un pericolo particolarmente grave a cui si espone … Leggi tutto

Hayek: il ruolo della conoscenza nell’economia | VII parte

Inquinamento

Le teorie della tassazione16528559-word-cloud-astratto-per-esternalita-con-tag-correlati-e-termini ottimale ignorano il fatto che mancheranno sempre le informazioni necessarie per la loro implementazione. Il costo è soggettivo, come ad esempio il costo psichico dell’inquinamento e pertanto non è osservabile direttamente. Per di più, i dati del problema non sono costanti, per cui anche una soluzione buona diventa presto cattiva. Come potrebbe un pianificatore centrale conoscere il costo soggettivo e il valore marginale di un’azione per milioni di cittadini?

Se un’aliquota deve essere ottimale, i politici devono conoscere il livello ottimale dell’attività tassata (per esempio, dello scarico di sostanze inquinanti nel mare). Se ciò fosse noto, un sistema di regolamentazione che prescrivesse questo livello di attività non sembrerebbe né inferiore né più costoso dell’imposta alternativa. I requisiti informativi degli approcci della tassazione e della regolamentazione sono formalmente identici. E i requisiti informativi della regolamentazione ottimale sono semplicemente quelli per l’allocazione ottimale delle risorse senza i prezzi.

Le imposte non hanno nulla in comune con i prezzi, se non la loro dimensionalità (monetaria). Difatti esse non derivano da un processo di mercato, né riflettono decisioni allocative dei proprietari delle risorse. Le imposte influiscono sui prezzi, ma non sono di per sé prezzi di mercato che misurino un trade-off economico al margine. L’assenza di mercati e diritti di proprietà impropriamente specificati generano problemi economici. L’assenza assoluta di mercati rilevanti implica, però, l’assenza di ogni capacità di acquisire le informazioni realmente necessarie per correggere il problema. Se i mercati non stanno fornendo segnali agli operatori su tutti i costi di un’azione, anche ai politici mancherà questa informazione. Inoltre, anche dovessero essere in possesso delle informazioni necessarie, i politici avrebbero incentivi diversi da quelli degli imprenditori.

Si è a favore della correzione giudiziaria ispirata ai principi della giustizia risarcitoria, in quanto l’azione giudiziaria può far emergere i reali danni arrecati da una certa azione realmente verificatasi e che quindi ha fatto emergere dei costi reali per l’individuo.

AntitrustLeggi tutto

Libertarismo e Inquinamento

Possono i diritti di proprietà tutelare l'aria, i fiumi e i mari dall'inquinamento ed impedire lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali? Murray Rothbard ci illustra come non solo il modo esista, ma sia anche l'unico in grado di funzionare.