James Mill: un’analisi libertaria della lotta di classe

Ci sono due classi, scrisse l’autore, la prima, formata da coloro che rubano e che sono in minoranza. La seconda, la classe di quelli che vengono derubati, che rappresentano la vasta maggioranza. Sono i Molti, e sono sudditi.

La legge ricardiana dei vantaggi comparati

Perfino i critici piu ostili al sistema Ricardiano sono d’accordo che David Ricardo diede, perlomeno, un vitale contributo al pensiero economico e alla tesi del libero scambio: la legge del  vantaggio comparato. Nell’enfatizzare la grande importanza della interazione volontaria nella divisione internazionale del lavoro , i liberisti del 18esimo secolo, tra cui Adam Smith, basarono le proprie dottrine sulla legge del “vantaggio assoluto”. In breve, i paesi dovrebbero specializzarsi dove sono i migliori e i più efficienti, e solo successivamente dovrebbero scambiarsi questi prodotti, poiché in questo caso, le persone dei due paesi migliorerebbero le proprie condizioni. Questa è un’ipotesi relativamente facile da sostenere.

Serve poca persuasione per comprendere che gli Statu Uniti non dovrebbero preoccuparsi di coltivare banane (o, piuttosto, per metterla in “micro” termini, che gli individui e le aziende negli Stati Uniti non dovrebbero preoccuparsi di farlo) ma piuttosto di produrre qualcos’altro (come grano e manufatti) e scambiarlo con le banane coltivate in Honduras. Ci sono, dopotutto, solo pochi preziosi coltivatori di banane negli USA che chiedono tariffe protettive. Ma se il ragionamento non fosse cosi lampante, e persino produttori americani di semi-conduttori e acciaio chiedessero una protezione tale?

La legge del vantaggio comparato affronta questi ardui casi, ed è per questo indispensabile per la questione del libero scambio. Mostra che anche se, per esempio, un Paese A è più efficiente di un Paese B a produrre ambedue i beni X e Y, verrà a vantaggio dei  cittadini del Paese A  specializzarsi a produrre X, dove sono i migliori in senso assoluto, e comprare tutti i beni Y dal  Paese B, bene che producono meglio ma non con così tanto vantaggio comparato alla produzione del bene X. In altre parole , ogni paese dovrebbe produrre non solo i prodotti in cui ha un vantaggio assoluto, ma anche dove è il migliore, o anche solo il meno peggio, i.e. dove ha un vantaggio comparativo.

Se allora il governo … Leggi tutto