Una nuova alba di libertà

Continuando in tema della recente collaborazione tra il Mises Italia e Liberty.me, pubblichiamo l’articolo inaugurale di J. Tucker per l’apertura della città libertaria, datato agosto 2014.

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E’ fantastico vivere in tempi di rivoluzione tecnologica: sta promuovendo libertà nel mondo tramite l’imprenditorialità ed il settore privato, la libera impresa, la tecnologia e gli scambi quotidiani.

Viviamo in un nuovo mondo di contatti personali che raggiungono ogni angolo del pianeta, un mondo emerso negli ultimi 20 anni ed il cui passo di sviluppo sta accelerando. Non solo, ma tutto questo sta accadendo al di fuori della pianificazione statale. La tecnologia sta cambiando il modo in cui pensiamo la politica, abbattendo i vecchi modelli. Il campo della libertà non può ignorare questa epoca storica: stiamo assistendo ad un esempio reale di come le scelte individuali in una nuova frontiera della libertà possano sfociare in una meravigliosa anarchia. Il risultato non è caotico nè statico: ovunque stanno emergendo idee variopinte che nel XX secolo si sarebbero ritenute impensabili. Il mondo digitale rappresenta l’ultima smentita del modello statale di pianificazione sociale. Quel che dicevano essere impossibile si sta rivelando come possibile, profittevole e produttivo.

433ed86f8888ba705806985ba0f2c9a1Questo è il nostro momento e dobbiamo tuffarci direttamente nel suo centro. Ma come? Per rispondere a questa domanda abbiamo appena lanciato Liberty.me, una città digitale interamente dedicata alla libertà. Se ami la libertà, quello è il posto per te. Liberty.me esiste per promuovere la libertà personale ed economica nella tua vita e, come conseguenza, nel nostro mondo. Non si tratta di marciare per le strade, far pressioni presso politici o ritirarsi in isolamento. Si tratta di costruire un mondo di libertà. Liberty.me offre uno spazio in cui pubblicare i tuoi contenuti ed intrattenere il tuo pubblico, una comunità in amicizia, un’aula online con frequenti seminari, una vasta libreria di titoli ed un forum per le discussioni. C’è tutto quanto desideri da una comunità digitale impegnata nella … Leggi tutto

Liberty.me & Mises Italia: parte la collaborazione

Annunciamo con piacere l’inizio di una collaborazione tra la città libertaria Liberty.me ed il Mises Italia, al fine di promuovere i loro contenuti anche tra il pubblico italiano. Sul sito di quella è già attivo un nostro blog dedicato alla riproposizione in lingua italiana dei suoi contenuti chiave, aggiornato mensilmente con nuove traduzioni.

Scopo primario di questa collaborazione è per noi il fornire ai nostri soci un accesso alla ricchissima biblioteca digitale del portale Liberty.me: il progetto guidato da Jeffrey Tucker si è infatti distinto per un’originalità dei contenliberty.meuti che siamo certi i nostri lettori apprezzeranno. A fianco dei testi classici di teoria economica troviamo infatti anche un’ampia serie di guide specifiche su temi pratici ed attuali, sempre argomentati in chiave di economia austriaca e filosofia libertaria: chi volesse accostarsi ai nostri ideali tamite un approccio più concreto potrà trovare in esse un valido punto di partenza.

Di seguito, una lista dei titoli digitali che già da oggi i soci Bastiat ed i soci Rothbard del Mises Italia potranno richiedere mensilmente come parte dei propri benefici. La lista completa degli e-book Liberty.me e Laissez-Faire Books scaricabili è comunque sempre disponibile presso questa pagina.

 

1. Liberty.me Books

J.D. Acton – Lord Acton’s History of Freedom
F. Ballvé – Essential of Economics
H.E. Barnes – Perpetual War For Perpetual Peace
F. Bastiat – Economic Harmonies
F. Bastiat – Economic Sophisms
F. Bastiat – Selected Essays on Political Economy
F. Bastiat – The Law
L. Baudin – A Socialist Empire: The Incas of Peru
E. de La Boétie – The Politics of Obedience
R. Bourne – War is the Wealth of the State
E. Braun – Finance Behind the Veil of Money
G. Callahan – Economics for Real People
R. Chantillon – An Essay on Economic Theory
G. Chartier – Conscience of an Anarchist
F. Chodorov – Income Tax: Root of all Evil
F. Chodorov – Out of Step
F. … Leggi tutto

La religione statalista di Javert

A coloro che javert-crowedanno per scontati la prosperità e il benessere – e tutti noi, che lo si ammetta o meno, lo facciamo – farebbe bene guardare il film  Les Misérables, che vede Russell Crowe recitare la parte dell’inflessibile ispettore Javert (per non menzionare la straordinaria interpretazione di “I Dreamed A Dream”  da parte di Anne Hathaway). Il film dipinge in modo brillante un livello di povertà che nessuno di noi ha mai conosciuto. Dovremmo ben riflettere su questo e sulle ragioni per cui noi, oggi, non viviamo una tale condizione di povertà (suggerimento: non è grazie al Congresso).

Quelle immagini sono un efficace rimprovero per tutti i nuovi primitivisti di destra e di sinistra che vanno esaltando il ritorno a vite più semplici, la decrescita, e che pretendono di mettere un freno al nostro utilizzo di ogni bene, dal gas all’acqua e al cibo. Questo film è un monumento a ciò che significa veramente la povertà. I risultati non sono romantici, nè tantomeno salutari. Sono volgari, dolorosi, crudeli.

Non sorprende il fatto che quella povertà fosse accompagnata da una inesorabile soppressione della libertà individuale da parte del governo, a dimostrazione di quanto, in questo mondo, povertà e statalismo siano direttamente correlati.

La povertà, a quei livelli, è qualcosa che facciamo veramente molta fatica a comprendere. Ma l’autore del romanzo, Victor Hugo, la vide intorno a sè nella Parigi in cui viveva. Scrisse il romanzo nel 1832, durante un periodo economicamente molto difficile per la Francia. La moneta veniva svalutata. I raccolti non erano soddisfacenti. La carestia dilagava. Un’epidemia di colera si era abbattuta su Parigi dopo che la città era stata invasa da immigranti di altre nazioni dell’Europa, da cui erano stati banditi.

La situazione era particolarmente difficile nelle città come Parigi. Le soluzioni politiche del tempo favorirono da una parte le istanze reazionarie per il ripudio dei principi repubblicani e la restaurazione della monarchia e … Leggi tutto

Come morirà lo Stato

Google ha compratogangnam YouTube nel 2006, all’apice dell’isteria sulle trasgressioni del copyright. I nuovi proprietari hanno dovuto impegnarsi per raggiungere gli standard legali idonei ad evitare processi da miliardi di dollari. A quanto pare, gli utenti avevano postato una grande quantità di materiale coperto da copyright e Google sarebbe stato ritenuto responsabile.

Nei successivi tre anni, la rimozione di questi contenuti è stata furiosa: gli utenti videro i propri contenuti sparire; cortometraggi che usavano colonne sonore coperte da copyright vennero modificati; tributi ad artisti popolari oscurati. Stessa sorte toccò ai video di persone che ballavano sulle note di canzoni provenienti dalla propria radio.

Tutto questo non è stato divertente. Per nessuno. Gli artisti non furono contenti; in generale, essi sono lusingati dai tributi e felici di sentire la propria musica diffondersi nel web. Neanche i proprietari dei diritti d’autore in realtà ne beneficiarono: le rimozioni non comportano nuove entrate.

Google è sicuramente la parte più danneggiata, a causa di tutte le spese legate al controllo e alla moderazione dei contenuti. Ed è anche stato imbarazzante per l’azienda la rimozione di un video contenente una festa di compleanno di un bambino, nel quale il festeggiato cantava “Happy Birthday”. Per consumatori ed utenti, infine, tutto ciò costituì un insulto imperdonabile.

Dunque, nessuno ha in realtà tratto beneficio da questo sistema. E diventa sempre più complicato gestire ogni giorno questo processo di controllo, dato l’aumento continuo dei video caricati (48 ore di nuovi video ogni minuto). Ma era difficile immaginarsi una via alternativa.

Questo è il sistema costruito dalla legge. Sicuramente, la legge deve prevalere senza tener conto di quanto assurdi siano i risultati. Come nelle scene de The Crucible di Arthur Miller: nessuno, a Salem, credeva realmente nella pratica di uccisione delle streghe, ma tutti continuarono la carneficina perché “il sistema funziona così”.

Chiaramente, la legge sul copyright aveva creato una situazione indifendibile. Aveva creato un sistema troppo costoso per tutti. … Leggi tutto

Perché Facebook funziona e la Democrazia no

Quest’anno Facebook raggiungerà un miliardo di utenti – un settimo della popolazione umana. Ha suscitato una maggiore partecipazione di ogni singolo governo in tutto il mondo se escludiamo India e Cina, e probabilmente li supererà entro un anno o due. E mentre molte persone stanno fuggendo dai propri governi come possono, sempre più persone si stanno unendo a Facebook volontariamente.

Qual è la logica, la forza motrice, l’agente del cambiamento?

Certo, il software funziona bene, e certo, i gestori e proprietari hanno menti imprenditoriali. Ma il vero segreto di Facebook sono i suoi ingranaggi umani interni, i singoli utenti, che rispecchiano la società per come si forma e si sviluppa.

Il modo migliore per vedere e capire ciò è confrontare il funzionamento di Facebook con il funzionamento del processo politico democratico. Se guardiamo allo sviluppo di Facebook lo troviamo divertente, produttivo, affascinante, utile e progredito. La stagione delle elezioni, al contrario, la troviamo creatrice di divisioni, onerosa, dispendiosa, aspra e del tutto confusa.

Questo perché Facebook e la democrazia operano su principi completamente diversi.

Facebook si basa sul principio della libera associazione. Puoi aderire o rifiutare di partecipare. Puoi avere un amico o migliaia. Dipende da te. Puoi condividere le informazioni che desideri e tenere ciò che vuoi nascosto al pubblico. Puoi decidere di usare un’unica piattaforma a tuo personale vantaggio e non impiegarla per ciò che non ritieni utile.

Il contributo che si fornisce a Facebook riguarda le cose che conosci meglio: te stesso, i tuoi interessi, le tue attività, le tue idee. Il principio dell’individualismo – tu sei il miglior manager della tua vita – è l’ingranaggio che muove la macchina. Così come non esistono due persone uguali, non esistono due persone che hanno la stessa esperienza con questa piattaforma. Ogni cosa viene personalizzata in base ai tuoi interessi e desideri.

Ma, naturalmente, siamo interessati anche agli altri e così richiediamo una connessione. Se è d’accordo, ci si … Leggi tutto